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Trieste, fiaccolata in ricordo degli agenti uccisi. Il Gip convalida il fermo di Meran

5' di lettura

Candele accese e fiori davanti alla Questura del capoluogo giuliano in omaggio ai poliziotti uccisi (LE FOTO). Il Gip ha convalidato il fermo per l'uomo accusato del duplice omicidio: 2 proiettili hanno colpito Pierluigi Rotta, 3 Matteo Demenego. 

Il giorno dopo la sparatoria alla Questura di Trieste in cui hanno trovato la morte due agenti di polizia, tutta la città si stringe in un abbraccio ideale a parenti e amici di Matteo Demenego e Pierluigi Rotta. In migliaia si sono radunati con le candele accese, in silenzio, portando lettere di cordoglio, testimoniando vicinanza senza fare rumore (FOTO - VIDEO) Doveva essere una festa patronale della Madonna del Rosario, viene ora ad essere una Messa di suffragio per gli agenti di polizia Matteo Demenego e Pierluigi Rotta - ha detto l'arcivescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi - Uccisi ieri nella sede della Questura della nostra Città mentre, con impegno e responsabilità, stavano svolgendo il loro dovere di garantire il bene prezioso di una convivenza ordinata e giusta". 

Le indagini 

In serata il Gip ha convalidato il fermo di Alejandro Augusto Stephan Meran, accogliendo le richieste della Procura sulla custodia in carcere l'uomo accusato del duplice omicidio di poliziotti. Intanto sono usciti dei nuovi particolari sulla dinamica: l'agente scelto Pierluigi Rotta è stato raggiunto da due colpi di pistola al lato sinistro del petto e all'addome, mentre il collega Matteo Demenego è stato colpito 3 volte: alla clavicola sinistra, al fianco sinistro e alla schiena. L'uomo che ha sparato, il 29enne dominicano Alejandro Augusto Stephan Meran, ora indagato per il duplice omicidio, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande degli inquirenti. Parla invece la madre: "Mi dispiace tanto, non so come chiedere perdono a queste famiglie", ha detto: "Prego Dio che dia loro pace e che un giorno possano perdonare". E ancora: "Cosa si può dire a un padre che perde un figlio o a un figlio che perde il padre? Non c'è nulla che si possa dire per confortare un dolore così.

La ricostruzione dei fatti

Sabato mattina una donna che procedeva in scooter in via Carducci viene scaraventata a terra da un giovane di colore, che le ruba il mezzo. Il giovane è Alejandro Augusto Stephan Meran, che poche ore dopo confessa la rapina la fratello. Quest'ultimo, Carlysle Stephan Meran, nel pomeriggio telefona alla Questura triestina, riferisce tutto e si rende disponibile ad accompagnare gli operatori a casa del fratello per recuperare il mezzo,  specificando che Alejandro Augusto soffre di disturbi psichici, pur non essendo allo stato seguito dai servizi di igiene mentale. Viene accompagnato in Questura insieme al fratello.

La dinamica

Giunti all'interno dell'Ufficio Prevenzione Generale, Alejandro chiede di andare in bagno e riesce a sottrarre (con modalità ancora da chiarire) la pistola d'ordinanza in dotazione all'agente Rotta, colpendolo con due spari. Sentito il frastuono, Demenego accorre per verificare cosa sta accadendo, venendo a sua volta colpito tre volte. Nel caos che ne segue, Carlysle, il fratello maggiore, prima si barrica nell'Ufficio Prevenzione Generale, impaurito e sotto choc, addirittura sbarrando la porta con una scrivania. Poi, non sentendo più spari, fugge nei sotterranei della Questura, dove viene individuato e bloccato dagli agenti intervenuti. Nel mentre l'omicida tenta di imboccare le scale di accesso ai piani superiori, ma viene fatto desistere dal personale presente negli uffici, a cui indirizza altri colpi senza causare feriti; poi cerca di guadagnare l'uscita dalla Questura attraversando l'atrio adiacente, con in mano entrambe le pistole d'ordinanza sottratte agli agenti, ed esplodendo ulteriori colpi di pistola all'indirizzo del personale in servizio al corpo di guardia, che risponde al fuoco. E' a questo punto che viene colpito alla mano sinistra un Assistente Capo in servizio alla P.A.S., che sarà sottoposto a intervento chirurgico nell'ospedale del capoluogo giuliano. 

La cattura

Una volta fuori dall'edificio, il fuggitivo cerca prima di entrare in una volante parcheggiata in prossimità dell'ingresso di via di Tor Bandena, e poi, notando l'auto della Squadra Mobile, apre il fuoco verso il mezzo e all'indirizzo del  personale, colpendo la portiera lato passeggero appena aperta. Gli operatori rispondono al fuoco, colpendo l'uomo all'inguine, senza danneggiare parti vitali, riuscendo a renderlo inoffensivo e a disarmarlo, e verificando che una delle pistole poco prima sottratte era aperta e col serbatoio vuoto, mentre l'altra aveva il cane armato. Nel frattempo i sanitari del 118 intervenuti tentano invano di rianimare gli agenti colpiti e prestano soccorso al ferito.

 

L’omaggio all’Altare della Patria

Nella serata di venerdì 4, a Roma, c’è stato un commovente omaggio all'Altare della Patria alle due vittime: Pierluigi Rotta, agente scelto originario di Pozzuoli e figlio di un poliziotto, e Matteo De Menego. Mentre oggi, a Trieste, è la giornata del lutto cittadino proclamata dal sindaco subito dopo la tragedia.

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