Diverse marmotte sono state spostate negli ultimi mesi a Livigno nell’ambito del “Piano marmotte”, riattivato in vista delle Olimpiadi. L’intervento mira a ridurre i rischi per la stabilità del terreno e per le infrastrutture sciistiche, dopo un nuovo censimento effettuato nel 2024. Il progetto prevede il trasferimento di circa 300 animali nell’arco di tre anni
In vista delle Olimpiadi invernali, Livigno torna a intervenire sulla presenza delle marmotte, animali molto amati da turisti e bambini ma capaci di creare problemi alla stabilità del terreno. Negli ultimi mesi ne sono state spostate circa cento, prima dell’inizio del letargo. Scavando tane e cunicoli, i roditori possono infatti provocare voragini e indebolire le fondamenta dei piloni, con potenziali pericoli per le strutture sciistiche.
Il “Piano marmotte” e i motivi dell’intervento
I danni ai prati, i rischi per le infrastrutture sciistiche e le criticità legate alla sicurezza hanno riportato d’attualità il cosiddetto “Piano marmotte”, progetto di gestione faunistica già attuato tra il 2021 e il 2023 e approvato dalla provincia di Sondrio con il parere favorevole dell’Ispra. Nel 2024 un nuovo censimento ha evidenziato la necessità di tornare a intervenire. “La presenza massiccia di marmotte non è solo una questione agricola. È un tema di sicurezza”, ha spiegato al Corriere della Sera Gianluca Cristini, dirigente del settore Ambiente della Provincia di Sondrio. A differenza della Svizzera, dove è consentita la caccia selettiva, a Livigno gli animali vengono catturati, misurati, controllati, marcati e poi rilasciati in libertà in altre vallate. Negli ultimi mesi sono state organizzate una quindicina di giornate di cattura, prima del letargo, mentre il piano prevede lo spostamento di circa trecento marmotte nell’arco di tre anni.
Trasferimenti e coinvolgimento del territorio
In passato i trasferimenti avevano interessato soprattutto la Valcamonica e l’alto Garda, ora le nuove destinazioni individuate sono la Val Fontana e l’alta Valtellina. Nel trasferimento degli animali è coinvolta direttamente anche la comunità locale: volontari autorizzati, agricoltori e operatori del territorio hanno seguito corsi specifici per l’utilizzo corretto delle trappole e per le procedure da adottare, sempre sotto la supervisione della polizia provinciale e dei tecnici faunistici.
“Livigno avrà un ruolo strategico in vista delle Olimpiadi invernali ed è fondamentale garantire la sicurezza delle infrastrutture sportive e la stabilità del terreno”, hanno spiegato gli esperti. Le marmotte “sono ghiotte di tarassaco e si riproducono velocemente. A Livigno hanno trovato il loro habitat ideale. Le abbiamo spostate cercando di mantenere intatti i nuclei familiari e comunque in zone idonee alla loro sopravvivenza. I bambini possono stare tranquilli, ne sono rimaste ancora moltissime: potranno vederle la prossima primavera”, ha concluso Cristini.