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Tragedia Corinaldo, i legali del 17enne: “Non era nel locale”

3' di lettura

Il giovane, al momento indagato, è sospettato di aver usato lo spray urticante che avrebbe scatenato la fuga dal “Lanterna azzurra” nella quale sono morte 6 persone lo scorso 8 dicembre. Ma gli avvocati ribattono: “Estraneo ai fatti, non si trovava nella discoteca”

Il 17enne sospettato di avere usato lo spray urticante (COSA È) che scatenò la notte tra il 7 e l'8 dicembre una fuga in massa dalla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, in cui morirono sei persone (CHI SONO LE VITTIME), è "completamente estraneo ai fatti" perché quella sera "non era presente" nel locale "e non ci è andato". È questa la versione dei legali del ragazzo, che hanno riferito i primi risultati delle indagini difensive.

La versione degli avvocati del ragazzo

L'adolescente, al momento indagato a piede libero per omicidio preterintenzionale, lesioni dolose e lesioni colpose perché riconosciuto in modo generico da alcuni testimoni, secondo questa inedita versione dei fatti, trascorse la serata in un appartamento di un residence di Senigallia (dove fu trovato la mattina dopo con due adulti e 200 grammi di eroina e cocaina). Poi uscì, ma rimase "tutta la notte" nei pressi del residence in compagnia di altre persone, le cui dichiarazioni sono state raccolte dal collegio difensivo. I primi risultati di ulteriori accertamenti tecnici (analisi di traffico telefonico e posizione in base alle celle telefoniche) "stanno confermando in maniera puntuale" le dichiarazioni del ragazzo, spiegano gli avvocati (IL CORDOGLIO DI SFERA EBBASTA).

“Il ragazzo è collaborativo"

Gli avvocati hanno già consegnato le prime risultanze delle indagini difensive alla Procura minorile, con cui il rapporto "è sempre stato sereno" ha sottolineato un avvocato. Il minorenne, "certo della sua estraneità alla tragedia, si è mostrato immediatamente collaborativo con la Procura, ricostruendo minuto dopo minuto tutta la serata del 7 e la notte dell'8 dicembre, fornendo moltissimi dettagli per potere riscontrare i fatti rappresentati". Tra le altre persone che erano con il ragazzo, secondo i legali, "ce ne erano alcune vicine a lui, amici, ma anche semplici conoscenti, o altri che lo conoscevano appena o non lo conoscevano". Tra gli altri elementi raccolti anche gli sms scambiati con altri amici che erano alla Lanterna azzurra e che hanno riferito della calca mortale nel locale strapieno di giovanissimi in attesa di un dj set di Sfera Ebbasta (CHI È). Gli avvocati chiederanno che il loro assistito esca dall'inchiesta: nel frattempo ha cominciato un percorso di riabilitazione personale e di recupero dello studio presso una cooperativa sociale (IL VIDEO DEL CROLLO DELLA BALAUSTRA).

Si lavora per dimostrare l’innocenza

Ma per i due legali non finisce qui: sinora, l'attività difensiva è stata volta prioritariamente a dimostrare la completa innocenza del minore, "ora dovremo verificare la condotta di coloro che lo hanno coinvolto, di che cosa lo hanno accusato e perché" sottolineano, lanciando un appello simile a quello dei carabinieri che stanno indagando sulla vicenda: "chi sa, parli".

Indagati 9 adulti

Due le Procure che coordinano le indagini: quella minorile e quella ordinaria, che ha ha indagato nove adulti. Sono i tre soci della Magic srl, che gestisce la discoteca, il figlio di uno di loro, dj e pr del locale, un addetto alla sicurezza e i quattro proprietari dell'immobile dove si trova la discoteca. Anche la Procura minorile ha disposto accertamenti sui cellulari e i dispositivi elettronici del ragazzo. Entrambe le Procure hanno conferito incarichi peritali ("TROPPE PERSONE NEL LOCALE").

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