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Strage Corinaldo, otto indagati. C'è anche un minore

5' di lettura

Sott'inchiesta i tre titolari della società che gestisce la discoteca e quattro proprietari dell'immobile. Altri due fermi intanto si aggiungono a quello del 17enne che secondo testimoni avrebbe spruzzato spray urticante scatenando il panico

Salgono a otto gli indagati, tra cui un minorenne, per la strage nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, dove nella notte tra venerdì e sabato sono morte sei persone. Per tutti l'ipotesi di reato è concorso in omicidio colposo aggravato. Gli indagati sono i quattro proprietari dell'immobile e tre soci, di cui uno è l'amministratore. A loro si aggiunge un 17enne fermato per possesso di droga e indicato da alcuni testimoni come il possibile responsabile dell'utilizzo dello spray al peperoncino che avrebbe scatenato il panico nel locale. Quello nei suoi confronti però, ha spiegato il procuratore per i minori delle Marche Giovanna Leboroni, è "solo di un atto dovuto perché è tutto da vedere. La consistenza indiziaria sarà tutta da valutare". Il ragazzo è indagato per i reati di omicidio preterintenzionale e lesioni colpose, ma al momento non sono state emesse misure cautelari a suo carico. A tirare in ballo il minorenne, ha spiegato la Procura, sono state "tre persone informate sui fatti", ma l'avrebbero fatto "in modo generico". Le indagini si stanno concentrando inoltre sul numero di biglietti venduti e le reali presenze all'interno della discoteca. I tagliandi venduti sono 466, ma sono in corso verifiche sulle presenze effettive. A fare il punto sull'inchiesta, in conferenza stampa, sono stati gli inquirenti, guidati dal procuratore capo di Ancona, Monica Garulli, e dal procuratore per i minorenni del capoluogo marchigiano, Giovanna Lebboroni.

Trovato uno spray al peperoncino nel locale

Lebboroni ha confermato che è stata rinvenuta a terra, all'interno del locale, una bomboletta spray al peperoncino da 15 ml e di circa 10 cm di altezza. "Questo rinvenimento - ha aggiunto -, unitamente a molte dichiarazioni, ci inducono a ritenere che una delle possibili concause della fuga a raggiungere l'esterno del locale sia legata allo spargimento di questa sostanza urticante, cosa che non esclude che ce ne siano state altre", ha spiegato il procuratore. "Questo spargimento ha comportato l'effetto successivo della corsa, dello scavalcamento delle persone, fino ad arrivare a decine di persone ferite e all'evento mortale per sei persone".

Venduti 466 biglietti, verifiche su presenze effettive

Sulla questione biglietti, il procuratore Garulli ha spiegato in conferenza stampa che "le presenze effettive" all'interno della discoteca "sono in corso di accertamento", visto che agli inquirenti è stato riferito che "all'ingresso del locale si è arrivati anche con una prevendita non ufficiale legata alla Siae, ma con biglietti destinati alle consumazioni". Il capo della procura ha anche chiarito che, in occasione dell'esibizione di Sfera Ebbasta al Lanterna Azzurra, "i titoli di accesso totali vidimati dalla Siae sono stati 1.600, per una presenza massima consentita riportata nella licenza del locale di 871 persone complessive per le tre sale". Inoltre, sono stati recuperati, in due momenti diversi, 919 biglietti non vidimati. Gli inquirenti hanno verificato che la sala principale, al piano terra, era in grado di ospitare fino a 459 unità, mentre il locale secondario al piano terra, "utilizzato per depositare le strumentazioni dei musicisti e non utilizzato quella sera", e per 262 persone, mentre la terza sala, nel semi-interrato "non era destinata all'evento".

Tre persone fermate per possesso di droga

Sull'altro fronte delle indagini sono invece tre i fermi per possesso di droga, non in relazione all'ipotesi dello spray urticante spruzzato alla Lanterna Azzurra, che ha generato il panico e la ressa nel locale (IL VIDEO DELLA RESSA E DEL CROLLO). Oltre al 17enne indagato, i fermati sono un 27enne, originario di Fano, e la fidanzata, che lavora come cameriera; sono stati raggiunti dai carabinieri in un residence di Senigallia, dove avevano prenotato per un mese. I carabinieri sono arrivati al minorenne dopo che testimoni lo hanno indicato come colui che ha spruzzato il gas al peperoncino (COS'È). Dovrebbe essere sentito in procura oggi. Al momento, nulla lo collega al gesto che ha provocato la strage. Nel locale non c'erano telecamere, non ci sono infatti né video né immagini del momento in cui sarebbe stata utilizzata la bomboletta.

Ipotesi banda dedita a rapine

L'ipotesi che sta prendendo piede tra chi indaga è che alla Lanterna Azzurra fosse presente una banda di giovani dedita alle rapine nei confronti di coetanei e che potrebbe aver utilizzato lo stratagemma dello spray urticante per coprirsi la fuga (GLI ULTIMI CASI A CONCERTI RAP E TRAP). A sostenere questa tesi è anche il dj del locale, che è figlio di uno dei gestori: chi ha usato lo spray lo avrebbe fatto per rubare una catenina.

Il manager di Sfera Ebbasta: "Accertare le responsabilità"

Intanto Shablo, il manager di Sfera Ebbasta, che la notte della tragedia era atteso al locale per un dj set, si augura che "sia fatta subito chiarezza su questa tragedia che ha sconvolto l'Italia e noi tutti". "Siamo vicini alle famiglie", ha detto il manager, secondo cui "è indispensabile che le dinamiche siano chiarite al più presto e accertate le responsabilita'".

Data ultima modifica 10 dicembre 2018 ore 18:18

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