Perché quest'anno la fioritura di Castelluccio di Norcia è più rossa. FOTO
La fioritura del Pian Grande si mostra quest'anno con una veste diversa: prevale il rosso dei papaveri mentre le altre specie sono state compromesse da siccità e caldo precoce. Agricoltori e visitatori segnalano fiori "bruciati" e una tavolozza attenuata rispetto agli anni passati. Anche le coltivazioni di lenticchia risultano penalizzate dal clima anomalo
PIAN GRANDE 2026
- Dove negli anni migliori il Pian Grande di Castelluccio di Norcia si trasforma in un immenso mosaico naturale di colori, quest'anno prevale il rosso dei papaveri. L'anomalia climatica e il caldo precoce hanno compromesso la crescita di molte specie, rendendo la fioritura più povera.
PIAN GRANDE IN PASSATO
- La celebre fioritura, che tra la metà di giugno e i primi giorni di luglio richiama migliaia di visitatori nel cuore dei Monti Sibillini, appare quest'anno in una veste diversa rispetto al passato. Il tradizionale tappeto, composto dal rosso dei papaveri, il giallo della senape selvatica, il bianco delle margherite, il blu dei fiordalisi e il delicato celestino dei fiori della lenticchia, è quasi assente. Siccità e temperatute elevate hanno "bruciato" i fiori più delicati, lasciando una tavolozza meno vivace.
SICCITÀ RECORD
- "Ha piovuto praticamente fino al 20-25 maggio - racconta all'Ansa Gianni Coccia, assessore del Comune di Norcia, agricoltore e socio della cooperativa della lenticchia di Castelluccio - poi è arrivata una siccità eccezionale. Probabilmente questo è l'anno più siccitoso che io ricordi. I fiori si sono praticamente bruciati".
FIORI BRUCIATI
- Le alte temperature hanno accelerato la traspirazione dei fiori, che in condizioni di scarsa acqua immagazzinata tendono a "bruciare". Il fenomeno colpisce sia le specie spontanee sia le colture tipiche dell'altopiano, rendendo la fioritura irregolare e fragile rispetto alle stagioni passate.
PAPAVERI RESISTENTI
- I papaveri resistono meglio grazie a radici più efficienti nell'estrazione dell'acqua. per questo quest'anno prevale il rosso: è la specie che ha sopportato l'aridità del terreno e le ondate di calore che hanno caratterizzato la stagione.
LENTICCHIA IN SOFFERENZA
- Anche la coltivazione della lenticchia, simbolo dell'altopiano, ha sofferto. Il terreno carsico richiede piogge frequenti e inverni precoci per garantire semine regolari. Il clima anomalo ha compromesso parte delle fioriture, riducendo il tipico celestino dei fiori della lenticchia.
UN PAESAGGIO DIVERSO
- Nonostante l'afflusso di escursionisti e fotografi, molti visitatori hanno espresso delusione. Chi conosce Castelluccio attraverso le immagini degli anni passati nota subito l'assenza del tradizionale mosaico: la tavolozza naturale è più tenue, segnata da settimane di caldo intenso e scarsità d'acqua.
TAVOLOZZA MANCATA
- Nelle stagioni favorevoli il Pian Grande fonde rosso, giallo, bianco, blu e celestino in un quadro unico. Quest'anno la fioritura appare invece sbilanciata. Il risultato è un paesaggio meno spettacolare, che riflette l'impatto del clima sugli ecosistemi montani.