Elezioni 2018, Renzi attacca M5S su rimborsi. Di Maio: sarà boomerang

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Il segretario Pd: "Sono diventati arca di Noè di truffatori e riciclati. Si presentano come diversi ma sono uguali a tutti gli altri". La replica: "Stragrande maggioranza è in regola. I suoi parlamentari non hanno restituito un centesimo" (LO SPECIALE ELEZIONI)

E' scontro sulla vicenda dei mancati rimborsi del M5S. Dopo l'attacco del segretario del Pd Matteo Renzi, il candidato premier del M5S, nel pomeriggio dal comitato elettorale ha rilanciato: "Questa vicenda sarà un boomerang per tutti i partiti che ci stanno attaccando perché ora per i cittadini è chiaro che noi abbiamo restituito 23 milioni di euro mentre gli altri si sono intascati fino all'ultimo centesimo. Il tempo di concludere le verifiche e per chi ha fatto il furbo non ci sarà più posto nel Movimento. Per noi le regole sono sacre e questa è una garanzia per gli italiani". Intanto è mistero sulle dimissioni di David Borrelli che ha lasciato il gruppo Efdd, che riunisce M5s e Ukip al Parlamento europeo, ufficialmente per motivi di salute. Borrelli a gennaio del 2017 era stato uno dei responsabili della fallita operazione per far passare il gruppo M5s del Parlamento europeo dagli euroscettici di Nigel Farage ai liberaldemocratici filoeuropeisti di Guy Verhofstadt (Alde).  L'eurodeputato, inoltre, risulta come uno dei tre soci dell'associazione Rousseau insieme a Max Bugani e Davide Casaleggio.

L'attacco di Renzi

Tornando al caso rimborsi, Matteo Renzi, a poche settimane dal voto del 4 marzo (LO SPECIALE ELEZIONI), ha attaccato il M5S a Rtl. "Non hanno mantenuto la promessa di diversità, sono diventati un'arca di Noè di truffatori, riciclati e scrocconi. Sono sei anni che ci fanno la morale ma ci sono truffe acclarate. Chi vota 5 stelle - ha detto Renzi - elegge scrocconi e truffatori, sono loro stessi a definirli così", prosegue Renzi. "Sono delle truffe acclarate", dice il segretario Pd, ma i 5 Stelle "si sono presentati diversi dagli altri e invece sono come tutti gli altri. Chi ha la responsabilità dovrebbe dire come stanno le cose".

La replica di Di Maio

Il candidato premier del Movimento 5 Stelle aveva affidato una prima replica a un post su Facebook: "I suoi parlamentari non hanno restituito un centesimo. Si sono intascati milioni e milioni di euro a sbafo", ha scritto rivolgendosi a Renzi. E sui mancati rimborsi di alcuni esponenti M5s dice: "Alcuni portavoce hanno violato le nostre regole e saranno cacciati dal Movimento. La stragrande maggioranza dei nostri portavoce hanno ottemperato gli impegni presi e infatti nel fondo per il microcredito ci sono oltre 23 milioni di euro". Di Maio ricorda: "Abbiamo chiesto al Mef l'elenco completo dei bonifici e chi non risulterà in regola per me è già fuori. Non facciamo sconti a nessuno". Sui rimborsi personali assicura: "Ho effettuato bonifici al fondo del microcredito per un totale di oltre 150.000 euro, certificato dal direttore della banca. In tutto ho restituito o rinunciato in 5 anni di legislatura a più di 370.000 euro".

Renzi incalza i 5 Stelle

Secondo il segretario del Pd, tocca invece proprio a Luigi Di Maio dire come stanno veramente le cose: "Dica quanti sono realmente coinvolti". Renzi punta il dito non tanto sull'aspetto economico del caso dei mancati rimborsi ma più su quello politico: "Il punto problematico semmai è che alla fine con questo meccanismo non si sa più chi è il candidato, ogni giorno Di Maio dice questo non è dei nostri, ci vergogniamo, ma nella scheda elettorale ci sono i loro nomi e un cittadino che vuole votare 5 stelle non è che può fidarsi del blog".

Pizzarotti critico

Ad attaccare il Movimento 5 stelle è anche un suo ex esponente, Federico Pizzarotti: "Forse prima di fare grandi proclami sulla lotta all'evasione, devi cominciare a far quadrare le cose internamente. Non riescono a controllare i rendiconti di cento parlamentari", dice il sindaco di Parma. "Che ci fosse poco controllo nei rimborsi era noto, spesso le rendicontazioni sono state usate in maniera strumentale. Quello che trovo grave - conclude - è che siano proprio i 'caporali', quelli più visibili in tv, ad aver falsificato le rendicontazioni".

Dal M5s linea dura e verifiche

Sulla questione il Movimento 5 stelle ha assicurato una linea dura nei confronti di chi trasgredisce e il candidato premier Luigi Di Maio ha parlato di "mele marce", che "da noi si puniscono sempre". I vertici grillini stanno effettuando le verifiche sulle restituzioni volontarie fatte sul conto del microcredito, non solo da parte dei parlamentari ma anche di consiglieri ed europarlamentari che versano i rimborsi sul conto. Per eventuali altri esponenti del Movimento i cui versamenti non risultassero congrui, si prospettano le stesse severe misure adottate per i due parlamentari Andrea Cecconi e Carlo Martelli, che, se eletti, rinunceranno ai posti nel prossimo Parlamento per cui sono in corsa. Intanto, si è autosospeso il senatore Maurizio Buccarella: "Ho commesso una leggerezza sui bonifici", ha detto.

Della Valle lascia il M5S: "Problemi finanziari non sono scusante"

"Ho sbagliato e ho deluso tutti: colleghi, amici, collaboratori, gli attivisti che mi hanno sempre sostenuto. Non mi soffermo sui problemi finanziari e personali che mi hanno portato a tutto questo, non sono scusanti". Così il deputato M5S, Ivan Della Valle, sulla sua bacheca Fb dove saluta gli attivisti: "questo sarà il mio ultimo post come rappresentante del M5S". Della Valle, essendo al secondo mandato, non era ricandidato con il M5S. 

Data ultima modifica 13 febbraio 2018 ore 19:30

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