SPECIALE ELEZIONI

  • Genova Definitivo
    • Marco Bucci 55.24%
    • Giovanni Detto Gianni Crivello 44.76%
  • L'Aquila Definitivo
    • Pierluigi Biondi 53.52%
    • Americo Di Benedetto 46.48%
  • Catanzaro Definitivo
    • Sergio Abramo 64.39%
    • Vincenzo Antonio Ciconte 35.61%
  • Parma Definitivo
    • Federico Pizzarotti 57.87%
    • Paolo Scarpa 42.13%
  • Padova Definitivo
    • Massimo Bitonci 48.16%
    • Sergio Giordani 51.84%
  • Piacenza Definitivo
    • Patrizia Barbieri 58.54%
    • Paolo Rizzi 41.46%
  • Taranto Definitivo
    • Rinaldo Melucci 50.91%
    • Stefania Baldassari 49.09%
  • Verona Definitivo
    • Patrizia Bisinella 41.89%
    • Federico Sboarina 58.11%
  • Lecce Definitivo
    • Mauro Giliberti 45.24%
    • Carlo Maria Salvemini 54.76%

Speciale Elezioni

ELEZIONI COMUNALI 2017: BALLOTTAGGIO

Domenica 25 giugno si è votato per il ballottaggio delle elezioni in 111 comuni italiani.

CAPOLUOGHI AL BALLOTTAGGIO

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Elezioni Comunali 2017

Primo Turno e Ballottaggio

Oltre mille Comuni chiamati al voto e più di dieci milioni di italiani coinvolti. Sono questi i numeri delle elezioni comunali del 2017 di domenica 11 giugno. Gli eventuali ballottaggi, invece, si tengono due settimane dopo la prima tornata elettorale: il 25 giugno. Lo scrutinio si potrà seguire in tempo reale su SkyTg24.it.

 

Dove si vota

Secondo gli ultimi dati del ministero dell’Interno, i Comuni che saranno interessati dalle elezioni saranno 1.005 (qui l’elenco completo) con circa un sesto degli italiani - distribuiti in 18 Regioni su 20 - chiamato ad esprimere le proprie preferenze per scegliere sindaci e consigli comunali. Sono coinvolte sia Regioni ordinarie che a statuto speciale. In quest’ultimo caso, lo svolgimento delle elezioni può essere fissato autonomamente, come hanno fatto Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta che hanno aperto le urne il 7 maggio. Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna, invece, hanno scelto di adeguarsi alla data prevista per le altre. Quattro capoluoghi di Regione votano per eleggere il loro nuovo primo cittadino: Catanzaro, Genova, L’Aquila e Palermo. Mentre sono 21 i capoluoghi di provincia coinvolti nelle elezioni comunali: Alessandria, Asti, Belluno, Como, Cuneo, Frosinone, Gorizia, La Spezia, Lecce, Lodi, Lucca, Monza, Oristano, Padova, Parma, Piacenza, Pistoia, Rieti, Verona, Taranto e Trapani. 

 

Come si vota

L’apertura dei seggi per la giornata di voto è prevista per le 7 e si può votare fino alle 23. Il ministero dell’Interno ha predisposto un sito web, Eligendo, per dare tutte le informazioni ai cittadini sulle modalità e le tempistiche della votazione. Gli elettori devono essere muniti di un documento di identità, oltre che della loro tessera elettorale che deve avere ancora spazi liberi per l’apposizione del timbro di voto. Possono votare i cittadini iscritti nelle liste elettorali che abbiano compiuto il 18esimo anno di età entro il giorno fissato per le elezioni. Per questo tipo di votazione non è previsto il voto per corrispondenza dall’estero: se vogliono esprimere la loro preferenza, gli italiani che non abitano nel nostro Paese devono rientrare.

 

I Comuni con più di 15mila abitanti

Le modalità di voto cambiano a seconda che si tratti di un Comune con più o con meno di 15mila abitanti, anche se in tutte e due le circostanze si usa una sola scheda. Nel caso di quelli che superano la soglia dei 15mila, il cittadino può esprimere la preferenza in tre modi diversi. Può tracciare un segno solo sul simbolo di una lista, assegnando così la propria preferenza alla lista contrassegnata e al candidato sindaco che questa sostiene. Oppure, può tracciare un segno sul simbolo di una lista, eventualmente indicando anche la doppia preferenza di genere (possibilità, prevista per i Comuni superiori ai cinquemila abitanti), e poi anche tracciando un segno sul nome di un candidato sindaco non collegato alla lista votata. Si tratta del cosiddetto "voto disgiunto”. Nel terzo caso, si sceglie solo il nome del sindaco, votando così solo per il candidato e non per la lista o le liste a lui collegate.

Viene eletto chi ha la maggioranza assoluta dei voti (50% +1). Se nessuno raggiunge questa soglia, si torna a votare al ballottaggio dove vince chi ottiene la maggioranza. Per stabilire la composizione del consiglio, si considerano i risultati elettorali del primo turno. Se la lista o l’insieme delle liste collegate al candidato eletto sindaco nel primo o nel secondo turno non hanno conseguito almeno il 60% dei seggi, ma hanno ottenuto nel primo turno almeno il 40% dei voti, otterranno automaticamente il 60%. Quelli che restano vengono distribuiti tra le altre liste proporzionalmente alle preferenze ottenute.

 

I Comuni con meno di 15mila abitanti

Anche nei Comuni che hanno dai 15mila abitanti in giù la scheda elettorale è unica per sindaco e consiglieri comunali e riporta il nome del candidato con accanto il contrassegno della lista che lo sostiene. Non c’è differenza tra il voto per il primo cittadino e quello per il consiglio, votare per un candidato sindaco vuol dire dare automaticamente la preferenza alla lista che lo appoggia. Una volta eletto il primo cittadino, alla lista che appoggia chi ha vinto andranno i 2/3 dei seggi disponibili in consiglio, mentre i restanti saranno divisi proporzionalmente tra le altre liste. Diventa sindaco chi ottiene il maggior numero di voti. In caso di parità si va al ballottaggio e, se si ripresentasse un’uguaglianza del risultato, la carica andrebbe al più anziano.

 

I capoluoghi di Regione alle urne

Genova, L’Aquila, Catanzaro e Palermo. Da Nord a Sud, sono queste le quattro città capoluoghi di Regione che l’11 giugno scelgono il loro nuovo primo cittadino.

A Genova, dopo l’annuncio della non ricandidatura di Marco Doria, in corsa per il centrosinistra c’è l’assessore Giovanni Crivello che sfiderà, tra gli altri, l’imprenditore Marco Bucci, uomo del centrodestra. Tra i nove candidati e le 15 liste per il consiglio c’è anche Luca Pirondini, esponente del Movimento Cinque Stelle che, dopo le polemiche, ha preso il posto della vincitrice delle Comunarie Marika Cassimatis.

Sono invece sette candidati e 24 liste a comporre lo scenario elettorale de L’Aquila che, dopo due mandati di amministrazione di Massimo Cialente, deve scegliere un successore. Il centrosinistra ha schierato il commercialista 49enne Americo Di Benedetto, che si oppone all’ex Casapound Pierluigi Biondi, ex sindaco per due mandati del Comune di Villa Sant'Angelo.

A Catanzaro cerca la riconferma l’attuale sindaco di centrodestra Sergio Abramo, in una corsa che vede quattro candidati e 21 liste. Per il centrosinistra si presenta il cardiologo e consigliere regionale Vincenzo Ciconte, mentre i pentastellati si affidano a Bianca Laura Granato. Il quarto aspirante primo cittadino è Nicola Fiorito, della lista Cambiavento.

In cerca di un quinto mandato (non consecutivo) a Palermo è invece Leoluca Orlando, che sfiderà Fabrizio Ferrandelli, già suo avversario nel 2012, oltre che il pentastellato Ugo Forello, l’indipendentista di Siciliani Liberi Ciro Lomonte e il giornalista Ismaele La Vardera.

 

Le curiosità sul voto

Il voto interessa complessivamente 10.616.221 di italiani. Le città che contano 15mila abitanti o meno sono 844, quelle con un numero superiore di cittadini 161. Le Regioni più attive alle urne saranno Lombardia e Sicilia con, rispettivamente, 139 e 129 Comuni al voto. La prima, però, conta meno elettori che la seconda: 1.158.821 a 1.545.694. Il Comune più popoloso di quelli chiamati a scegliere il sindaco è Palermo, che ha 657.561 abitanti di cui 561.777 elettori. Il più piccolo invece è Blello in provincia di Bergamo, con 76 cittadini e tre candidati.