Sfida Macron-Le Pen: i programmi dei due candidati a confronto

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Il 7 maggio uno dei due diventerà il nuovo presidente francese. Il candidato di En Marche! è un europeista convinto e ha un programma che mette al centro l’economia. La leader del Front National vuole dire addio a Bruxelles e battersi per difendere confini e tradizioni

Il risultato del primo turno delle elezioni presidenziali francesi è stato chiaro: il 7 maggio, uno tra Emmanuel Macron (En Marche!) e Marine Le Pen (Front National), sarà il nuovo Presidente. Ma i due candidati all’Eliseo non potrebbero avere posizioni più distanti (LO SPECIALE). Lui è indipendente, “né di destra, né di sinistra”, lei è la leader del partito nazionalista, xenofobo e di ultradestra fondato dal padre, nel 1972. Lui crede nell’Europa e nel dialogo con Bruxelles. Lei propone un referendum per far uscire Parigi dall’Ue. Lui è per l’inclusione, lei, invece, per la chiusura delle frontiere e vuole ridare “la Francia ai francesi”. Ecco quali sono le grandi tematiche - e le grandi differenze - dei loro programmi politici.

Economia, Macron: tagli e nuovi investimenti. Le Pen: “Priorità ai francesi”

Nella strategia politica elaborata da Macron - che è stato ministro dell’Economia - il budget ha un ruolo di primo piano. Il primo obiettivo è quello di tagliare 60 miliardi di euro di spesa pubblica. Come? Eliminando 120 mila posti di lavoro pubblici (50mila impiegati nella funzione pubblica di Stato e altri 70mila in quella territoriale) nei prossimi cinque anni e rimodulando il sussidio di disoccupazione. Il candidato di En Marche! punta inoltre a diminuire la spesa pubblica al 52% entro il 2022 (dovrebbe essere al 54,6%, nel 2017).
Non solo tagli. Macron ha previsto anche un grande piano di investimenti che ammonta a 50 miliardi di euro di cui la maggior parte andranno a sostenere il passaggio all’ecologico, oltre che la Sanità, l’agricoltura e la modernizzazione delle amministrazioni pubbliche. Più sostegno anche ai beneficiari del salario universale di disoccupazione, ai lavoratori autonomi e a quelli che si licenziano, per favorire il lavoro stabile e combattere situazioni di precarietà.

Marine Le Pen, invece, punta tutto su un "protezionismo intelligente" con barriere doganali a difesa dei settori strategici e contro i beni importati dai grandi gruppi francesi che hanno delocalizzato la loro produzione all’estero. Mentre sul deficit è questo l'impegno preso: contenimento al 3% entro il 2019 e all'1,3% entro il 2022. Per dare “priorità ai francesi”, Le Pen ha pensato all’attribuzione di alloggi popolari, ma nel suo programma c’è anche l’intenzione di abolire l’aiuto medico statale (Ame) “riservato ai clandestini”, come l'ha definito lei stessa. L’età pensionabile, per Le Pen, è troppo alta: sarà ridotta, in caso di vittoria, da 62 a 60 anni, oppure a 40 anni di contributi. Macron, oltre che avoler mantenere l'età di pensionamento a 62 anni, vuole anche confermare e la legge sul lavoro (Loi travail) promossa dal presidente François Hollande. Il Front National, invece, ha ribadito più volte che la abolirà, una volta arrivato all'Eliseo.

Macron europeista e Le Pen pronta all’addio di Parigi all’Ue

Macron è un forte sostenitore dell’Unione europea. Non nega che l’Europa abbia bisogno di “essere rifondata”, ma crede anche che il suo ruolo di protezione verso i cittadini e la sua unità siano elementi fondamentali per lo sviluppo non solo della Francia, ma anche di tutti gli Stati membri. È proprio per i suoi ideali europei che il candidato indipendente ha scelto una squadra formata da grandi esperti di Bruxelles e dintorni. Nel team compaiono, infatti, i nomi di Jean Pisani-Ferry che ha fondato, con Mario Monti, il think thank economico Bruegel, e quello di Sylvie Goulard, che è eurodeputata e sull’Europa ha scritto un libro:"Sulla democrazia in Europa. Vedere più lontanto".
Le proposte più concrete di Macron a Bruxelles sono due. Prima di tutto: “Lanciare in tutta l’Unione delle convention democratiche, entro la fine del 2017”. E poi: “Creare un budget per la zona euro e una posizione di ministro dell’Economia e delle Finanze per l’eurozona che avrà la responsabilità del budget dell’area" e che sarà "sotto il controllo di un Parlamento della zona euro che riunirà i parlamentari europei degli Stati membri”.

Non potrebbe essere più in disaccordo Le Pen. Il suo programma sull’adesione di Parigi alle comunità internazionali è chiaro: fuori dall’eurozona, dall’Unione Europea e anche dalla Nato. È previsto un negoziato con Bruxelles, seguito da un referendum sull’appartenenza o meno della Francia all’Ue. Non sarà una “Frexit” immediata, dunque. Ma quello che rimane certo è che, per Le Pen, “l’euro ha affossato l’economia francese” e che il piano del Front National è quello di prendere la massima distanza sia da Bruxelles che da Francoforte. Il come è ancora da chiarire, visto che, nei 144 punti del suo programma, Le Pen menziona l’Europa una sola volta - criticandola - e i calcoli del suo piano economico rimangono, comunque, in euro.

Terrorismo: dalle cellule speciali anti-Isis alla "tolleranza zero"

“Creeremo una cellula speciale anti-Isis, permanente, da 50 a 100 agenti, in associazione con i principali servizi di informazione, che risponderanno al Presidente”, si legge in un passaggio del programma di Macron dedicato al terrorismo.  Il candidato di En Marche!, inoltre, si impegna ad “aumentare” i mezzi da impiegare contro il terrorismo con un piano, da sviluppare in quattro o cinque anni, “per la modernizzazione dei mezzi della sicurezza interna”. Prevede anche di aumentare la dotazione delle carceri francesi con 15mila nuovi posti. Una parte di questi sembra che sarà dedicata esclusivamente a centri penitenziari per i foreign fighters. Macron ha pensato inoltre di creare un servizio militare obbligatorio universale della durata di un mese. Ma il candidato di En Marche! non rinuncia alle politiche di inclusione, vuole preservare gli accordi di Schengen per la libera circolazione e non ha avanzato proposte sulla redistribuzione dei migranti. 

La Francia del Front National, invece, sarà la Francia che dirà basta all’“immigrazione incontrollata”, per sconfiggere crimini e terrorismo. Lo farà con l’abolizione di Schengen e l’istituzione di una “quota di diecimila immigrati per anno” che il Paese sarà disposto ad accettare. Non si andrà oltre. Nella lotta al terrorismo, Le Pen promette anche di espellere tutti gli stranieri condannati e tutti gli schedati con la lettera “S”, cioè i soggetti ritenuti radicalizzati e in grado di realizzare attacchi terroristici. Inoltre, il programma prevede la chiusura di tutte le moschee segnalate al ministro degli Interni come possibili luoghi di radicalizzazione islamica. La politica sarà quella della “tolleranza zero” che “rimetterà la Francia in ordine”, dove opererà un'unica agenzia antiterrorismo che dipenderà direttamente dal Primo ministro. Verranno reclutati 50mila militari, otre che 15mila poliziotti e gendarmi. Previsti anche 40mila nuovi posti in prigione. Come Macron, Le Pen ha previsto un servizio militare universale, ma più lungo di quello pensato dall’avversario: durerà, infatti, tre mesi.

Ambiente: dal sì al nucleare al no alla globalizzazione

Non rinuncerà al nucleare la Francia di Emmanuel Macron. Ma terrà in grande considerazione l’elemento ambientale. La sua lotta si concentrerà, in particolare, sul dare alla Francia il ruolo di “leader mondiale” nella ricerca sulla transizione ambientale, con anche l’istituzione di un premio (probabilmente intorno ai 1000 euro) per chi decide di acquistare veicoli meno inquinanti. 

Per Le Pen, è la globalizzazione la colpevole dei cambiamenti climatici e dei danni ambientali. Se eletta, la candidata dell’ultradestra abbandonerà le energie fossili, ma manterrà quelle del nucleare. Inoltre favorirà il biologoco e la protezione delle zone di interesse ambientale, con grande attenzione alle energie alternative, e agli animali.

Due obiettivi diversi: cambaire la politica e difendere le tradizioni

Macron l’ha detto fin dal primo momento in cui ha saputo che sarebbe stato in corsa al ballottaggio per l’Eliseo: “Voglio aprire una nuova pagina della politica francese”. E il suo programma, rispecchia questa volontà. Si cambierà proprio a partire dai politici stessi che non potranno accumulare più di tre mandati consecutivi e identici. Il regime speciale per le pensioni parlamentari verrà rimosso. Il Capo di Stato dovrà presentare il suo operato - nazionale ed europeo - una volta all’anno, davanti al Congresso. E ancora, i parlamentari non potranno svolgere attività di consulenza durante le loro cariche, né affidare incarichi ai loro famigliari. Macron vorrebbe anche che venisse ridotto di un terzo il numero di deputati e senatori, che ci fossero sanzioni più dure per colpire i partiti che non rispettano la parità nelle candidature alle elezioni, e che le tempistiche legislative fossero più brevi.

Macron condanna gli sprechi politici e ne fa della sua campagna elettorale un punto forte, e anche Le Pen è per un taglio della classe politica: da 577 deputati a 300, e da 348 senatori a 200. Ma la leader dell'ultradestra ha scelto un altro versante su cui insistere con i suoi elettori: quello della difesa dei veri valori francesi, e delle tradizioni, all'insegna del patriottismo che ha sempre caratterizzato l'anima del Front National. Difende la laicità, contro “l’islamizzazione della società”, e si batte per una scuola “tradizionale” dove ritorni l’uniforme. Grande attenzione anche alle famiglie, quelle dei “patrioti francesi”, per far aumentare il numero di nascite. Le Pen, inoltre, è contro ai matrimoni tra omosessuali ed è stata l'unica, tra gli 11 candidati del primo turno, ad aver detto di voler abrogare la legge che consente alle coppie gay di sposarsi.

 

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