Facebook, in fase di sviluppo nuovo filtro contro le volgarità

I titoli di Sky tg24 delle 17 del 28/11

3' di lettura

Stando alle indiscrezioni di una ricercatrice, grazie al nuovo strumento ogni utente potrà scegliere le parole da nascondere dai commenti presenti sul proprio profilo 

Facebook non è certo un luogo idilliaco e spesso si trasforma in un luogo ricco di volgarità e frasi ingiuriose. A ciascuno dei suoi utenti sarà capitato, almeno una volta, di dover leggere espressioni poco piacevoli tra i commenti correlati a un post condiviso sul proprio profilo. Sembra, però, che il social network stia cercando di porre fine a questa situazione, che talvolta può essere anche motivo di imbarazzo. La ricercatrice Jane Manchun Wong ritiene, infatti, di aver trovato nel codice della piattaforma una nuova funzione in via di sviluppo, che consentirebbe a ogni iscritto di nascondere le parole indesiderate, garantendo in questo modo un’esperienza migliore durante la navigazione.

Eliminare le volgarità dal proprio profilo

Stando a quanto si può vedere nelle immagini postate da Wong su Twitter, grazie al nuovo strumento gli utenti avranno la possibilità di bannare parole, frasi ed emoji indesiderate e non vederle più comparire sul proprio profilo. Tuttavia, gli artefici dei commenti e tutti i loro amici saranno comunque in grado di leggere quanto scritto. Facebook dispone già di un filtro anti spam, ma questa nuova funzione potrebbe garantire agli utenti l’eliminazione definitiva di frasi volgari e altre espressioni poco edificanti dai commenti relativi a un proprio contenuto.

Filtro da impostare manualmente

Stando alle indiscrezioni raccolte dalla ricercatrice, ogni utente potrà selezionare le parole da inserire nel filtro. Allo stesso tempo, sarà anche il social network a suggerire alcuni termini da inserire nella ‘lista nera’, ma questo, come spiega Wong, potrebbe esporre la piattaforma a critiche per aver tralasciato certi vocaboli e averne inseriti altri meno comuni oppure usati in un’altra lingua. Il compito a cui è chiamato Facebook è quello di sviluppare un sistema difficile da raggirare.
Uno strumento simile è disponibile anche su Instagram, l’app di condivisione di immagini acquistata da Marck Zuckerberg nel 2011, dove ogni utente può scegliere le parole da bannare. Allo stesso modo, un altro grande social network come Twitter permette ai suoi utenti di bloccare determinate espressioni ed eliminarle dai loro profili.

Facebook sotto processo

Da qualche mese a questa parte Facebook è al centro di polemiche in seguito allo scandalo Cambridge Analytica. Dopo le inchieste del New York Times, si sta svolgendo in questi giorni l’indagine da parte della Commissione per il Digitale e i Media della Camera dei Comuni britannica sulla fuga dei dati personali degli utenti iscritti a Facebook. Durante l’ultima assemblea dell’organismo parlamentare, hanno preso parte in veste di accusatori anche deputati provenienti da nove diversi paesi. Il Parlamento britannico ha inoltre confermato di aver fatto sequestrare, a un manager di Facebook di passaggio a Londra, alcuni documenti riservati. Il materiale sarebbe anch’esso collegato alle accuse rivolte al social network sugli abusi di dati personali e conterrebbe, oltre a una corrispondenza tra Mark Zuckerberg e alcune compagnie esecutive, riferimenti a un'app utilizzata per la ricerca di foto online.

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