TikTok, per il Wsj ha raccolto i dati degli utenti Android per 15 mesi

Tecnologia

Il social cinese si sarebbe appropriato dei codici identificativi dei dispositivi fino allo scorso novembre, una forma di tracciamento invasiva che viola le norme Google. Lo riporta il Wall Street Journal

I dubbi di Donald Trump riguardo la violazione della privacy e l’acquisizione illecita di dati da parte di TikTok sarebbero in parte confermati, secondo quanto rivela il Wall Street Journal. Il quotidiano newyorkese riporta che l’applicazione cinese per dispositivi Android avrebbe raccolto - violando le regole di Google sulla privacy - i codici identificativi di milioni di smartphone. Sempre sulle colonne del Wsj, un portavoce di TikTok ha prontamente smentito tali accuse - "non abbiamo mai fornito dati degli utenti statunitensi al governo cinese, né lo faremmo se ci fosse richiesto" – ma per il social network non è un buon periodo tra la trattativa “forzata” con Microsoft, il ban in alcuni paesi  e l’arrivo di rivali come Instagram Reels.

Quindici mesi di raccolta dati non autorizzata

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Secondo il Wall Street Journal TikTok avrebbe raccolto gli indirizzi Mac degli smartphone Android per quindici mesi, fino a novembre 2019. Si tratta di codici identificativi che vengono assegnati dai costruttori ad ogni scheda di rete, e che consentono di identificare un dispositivo in modo univoco. Gli indirizzi Mac sono comunemente usati a scopi pubblicitari, ma potrebbero permettere anche forme di tracciamento più invasive. "La società è impegnata a proteggere la privacy e la sicurezza" ha invece ribadito un portavoce di TikTok. Al pari degli altri social, ha aggiunto, "aggiorniamo costantemente la nostra app per stare al passo con le sfide in continua evoluzione sul fronte della sicurezza, e l'attuale versione di TikTok non raccoglie gli indirizzi Mac". Dichiarazione che contrastano con il materiale raccolto dai giornalisti.

La trattativa con Microsoft

Si entra in un mese davvero intento per la cessione di TikTok al colosso di Redmond, che aveva dichiarato di voler concludere la trattativa – iniziata ufficialmente il 3 agosto - entro il 15 settembre. La data rientra ampiamente nel decreto del presidente della Casa Bianca che ha messo al bando il social cinese negli Stati Uniti, dove conta 175 milioni di iscritti. La Cina non ha perso tempo ad accurare gli Stati Uniti di intimidazione, parlando di un’operazione che va contro i principi di trasparenza della World Trade Organization (Wto).

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