Fortnite, i cybercriminali utilizzano i V-Bucks per riciclare denaro

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Lo ha dimostrato un’indagine condotta dal quotidiano inglese The Independent in collaborazione con la società di sicurezza informatica Sixgill 

Un report del quotidiano inglese The Independent ha rivelato che i cybercriminali utilizzano Fortnite come un mezzo per riciclare il denaro sporco. Dopo aver acquistato i V-Bucks, la valuta del gioco, utilizzando delle carte di credito rubate, li vendono su Internet agli altri giocatori a un prezzo vantaggioso, talvolta persino utilizzando i social media per raggiungere i potenziali acquirenti. Per svelare questa truffa, The Independent ha collaborato con la società di sicurezza informatica Sixgill. Secondo Benjamin Preminger, uno degli analisti della compagnia, Fornite non gode di misure di sicurezza adeguate ed Epic Games non sembra preoccuparsi di questi imbrogli ai danni dei giocatori.

Epic Games invita gli utenti a tutelare i propri account

Il sito Hollywood Reporter ha intervistato un portavoce di Epic Games sulla questione. “Non abbiamo intenzione di sottovalutare questi problemi. L’utilizzo di carte di credito rubate e le rappresentano un rischio per i nostri utenti e per il nostro business. Come sempre, incoraggiamo i giocatori a proteggere i loro account attivando l’autentificazione a due fattori, evitando di utilizzare la stessa password più volte e non condividendo le informazioni relative al proprio account con gli altri”.

Il report di ZeroFox

Le truffe riguardanti Fortnite non sono un fenomeno recente. Si tratta di un problema che accompagna il titolo di Epic Games sin dal debutto (avvenuto in Europa il 28 luglio 2017) e che col passare del tempo è cresciuto sempre di più. Alcuni mesi fa ZeroFox, una società specializzata in cybersicurezza, ha stilato un report che ha evidenziato la presenza di numerosissime truffe associate a Fortnite sui social media, su YouTube e su migliaia di siti web. La compagnia ha individuato 4.700 domini attivi creati appositamente per imbrogliare i giocatori del Battle Royale e 1.390 video di YouTube contenenti link a contenuti ingannevoli, oltre a centinaia di post al giorno sui social media. “Alcuni di questi siti truffaldini sono stati realizzati con grande abilità”, ha dichiarato Zack Allen di ZeroFox. “Sono così ben fatti da sembrare affidabili e non è facile capire che in realtà celano un imbroglio”.

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