Apple e Qualcomm, continua la “sfida” sui brevetti a colpi di sentenze

Tecnologia
Foto di archivio (Getty Images)

Nelle ultime due settimane Qualcomm ha incassato due vittorie contro Apple nei tribunali di Cina e Germania ma la reazione di Cupertino non si è fatta attendere 

Continua la lunga contesa legale sui brevetti tra Apple e Qualcomm, che ha visto nelle ultime settimane l’azienda produttrice di chip incassare due importanti vittorie contro Cupertino. Il 10 dicembre scorso, un tribunale cinese ha infatti imposto nel paese il bando dal mercato per gli iPhone 6S, 6S Plus, 7, 7 Plus, 8, 8 Plus e iPhone X, in quanto questi modelli hanno infranto alcuni brevetti di Qualcomm, ex fornitore della Mela. Allo stesso modo si è espressa anche la corte di Monaco di Baviera, che ha vietato la vendita dei melafonini senza licenza su tutto il territorio della repubblica federale tedesca. Dal canto suo, Apple ha già annunciato che farà ricorso. La 'sfida' a colpi di sentenze tra le due aziende continua da anni ed è molto probabile che si risolverà con un accordo tra le parti piuttosto che nell’aula di un tribunale.

Apple ritira dagli store tedeschi gli iPhone incriminati

Se da un lato Qualcomm esulta per le due sentenze emesse in Cina e in Germania, dall’altro la reazione di Apple non si è fatta attendere.
Per quanto riguarda la decisione del tribunale di Monaco, Cupertino ha già fatto sapere che farà ricorso, ma al momento si trova costretta a bloccare le vendite di iPhone 7 e 8 fino alla sentenza d’appello. Poco prima che i giudici si esprimessero, l’azienda californiana aveva provato ad aggiornare i software dei suoi dispositivi in modo tale da evitare il bando ma l’azione è stata vana. Apple si è detta delusa ma i dispositivi incriminati possono comunque essere ordinati online e acquistati negli oltre 4300 rivenditori, ma non negli Apple Store.

Cina, Qualcomm: “Cupertino vuole offuscare e sviare la sentenza”

Sul fronte cinese, Apple ha optato per una scelta più rigida, decidendo di non ritirare dal mercato i suoi smartphone nonostante la sentenza giudiziaria, in quanto il mercato della Cina è molto più ampio di quello tedesco e un ritiro comporterebbe perdite molto più sostanziose. La società guidata da Tim Cook ha quindi diffuso un aggiornamento software per tutti gli iPhone, scatenando l’ira di Qualcomm: "Nonostante gli sforzi per minimizzare quanto ordinato dalla corte, Apple continua a violare le ingiunzioni”. Il produttore di chip sotiene che con questa mossa Cupertino abbia voluto “offuscare e sviare” la sentenza e al blocco delle vendite non vede alternative: “Apple è legalmente obbligata”.

Una lunga contesa

La battaglia tra le due aziende è fatta di decine di cause in tribunali di tutto il mondo. Qualcomm accusa Cupertino di aver utilizzato alcuni suoi brevetti, violando gli accordi di licenza, mentre Apple ribatte sostenendo che il produttore di chip sfrutta la propria posizione di leadership per esigere tariffe non dovute. Al momento ci sarebbero circa cinquanta procedimenti giudiziari che coinvolgono entrambe le società in sei diversi paesi, tra cui anche gli Stati Uniti. All'inizio della scorsa estate, la International Trade Commission americana ha ascoltato le richieste di Qualcomm, riconoscendo qualche mese più tardi l’infrazione dei brevetti da parte di Apple, ma allo steso tempo decidendo di non bloccare le importazioni di iPhone per "interesse pubblico". Il quadro resta comunque molto frammentato, soprattutto perché i processi hanno tempistiche diverse e non riguardano gli stessi brevetti. In ogni caso, le sentenze non hanno avuto finora grosse ripercussioni sulle vendite di entrambe le aziende, la cui intesa, ammesso che ci potrà mai essere, nascerà più facilmente da un accordo tra le parti piuttosto che dalla decisione di un giudice.

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