Australia, nuovo ente regolatore per controllare Google e Facebook

Tecnologia
Foto di archivio (Getty Images)

L’Autorità garante della concorrenza australiana vuole approfondire la posizione dominante delle due piattaforme americane, soprattutto per la loro capacità di veicolare le notizie 

L’Autorità garante della concorrenza australiana (Accc) ha raccomandato la creazione di un nuovo ente regolatore per monitorare e approfondire la posizione dominante di Facebook e di Google nel mercato pubblicitario e informativo online del paese. In un rapporto preliminare, l’Autorità ha infatti manifestato preoccupazione per il potere di cui godono le due piattaforme americane, in particolare per la loro capacità di veicolare le notizie.

Informazioni sugli algoritmi che ordinano i contenuti

L’attenzione del nuovo ente si focalizzerà sull’impatto di Facebook e Google sulle imprese australiane e, più specificatamente, sulla “capacità del settore dei media di monetizzare i suoi contenuti”, ossia le notizie. "La flessione dei ricavi pubblicitari ha portato a una riduzione del numero di giornalisti negli ultimi dieci anni. Ciò ha implicazioni su tutta la società", perché "il giornalismo svolge un ruolo fondamentale nella società", ha riferito il garante della Concorrenza, Rod Sims, sottolineando anche il problema dell'affidabilità delle news veicolate e diffuse dai due colossi statunitensi. Oltre a supervisionare le loro attività, Il nuovo organismo potrà anche chiedere informazioni e maggiori dettagli riguardo gli algoritmi che stabiliscono l’ordine con il quale gli utenti vedono i contenuti.
Sono tempi difficili per i big tecnologici in Australia. Pochi giorni fa, il Parlamento di Canberra ha approvato una legge che impone alle grandi società informatiche come Google, Amazon, Apple e Facebook di fornire alle forze dell'ordine l'accesso ai dati criptati degli utenti conservati su smartphone e applicazioni.

Facebook, multa da 10 milioni dall’Antitrust

La decisione dell’Autorità australiana è solo l’ultimo provvedimento in ordine di tempo che prende di mira il social network di Mark Zuckerberg. La settimana scorsa, in Italia l’Antitrust ha sanzionato Facebook con una multa di 10 milioni di euro per presunte violazioni degli articoli 21 e 22 del Codice del Consumo, irrogando sanzioni complessive per 10 milioni di euro. L’istruttoria era stata avviata "per informazioni ingannevoli sulla raccolta e sull’uso dei dati”. In particolare, a Facebook si imputava una poca chiarezza nelle informazioni destinate all’utente al momento della sua iscrizione, che evidenziano la gratuità del servizio senza aggiungere alcuna informazione riguardo la destinazione dei dati personali.

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