Google, dipendente sbaglia e compra pubblicità test per 10 milioni

I titoli di Sky Tg24 delle 10 del 7/12

2' di lettura

Mentre imparava a utilizzare la piattaforma pubblicitaria dell’azienda, un dipendente ha dato il via a una campagna pubblicitaria che ricompensava lautamente chi ospitava l’annuncio 

Un finto banner pubblicitario comparso per sbaglio su moltissimi siti costerà a Google circa 10 milioni di dollari. È il risultato di un errore compiuto da un dipendente di Mountain View, che ha inavvertitamente dato il via a una campagna pubblicitaria che ricompensava lautamente i siti Internet che ospitavano l’annuncio. Così, un semplice quadratino giallo rimasto visibile su molti portali per poco meno di un’ora obbligherà Google a sborsare l’ingente cifra. Nonostante l’iniziativa sia stata frutto di un errore, il colosso statunitense ha infatti affermato che pagherà quanto dovuto ai siti web coinvolti.

Google, errore da 10 milioni di dollari

Compiere un errore che danneggi la propria azienda è probabilmente l’incubo di ogni lavoratore, a maggior ragione se la svista in questione causa la perdita di milioni di dollari. Eppure questo è quanto successo a un neo impiegato di Google, una delle aziende più famose al mondo. Durante un corso mirato a insegnare ai nuovi dipendenti come utilizzare la piattaforma pubblicitaria di Mountain View, la giovane recluta ha erroneamente fatto partire un ordine che offriva ai siti che ospitavano la finta pubblicità, un semplice quadratino giallo, circa 25 dollari per ogni 1000 visualizzazioni. Sfortunatamente per l’autore dell’errore, il banner ha iniziato a comparire anche su alcuni dei portali più prestigiosi, come CNN o Forbes, come rivela AdAge.

Google pagherà gli editori

Contattato dal Financial Times, un portavoce di Google ha confermato l’accaduto, e lo stesso giornale britannico stima che la cifra che l’azienda dovrà corrispondere ai siti fortunati sarà di circa 10 milioni di dollari. Il banner proveniva dall’azienda australiana The Iconic che tuttavia, come ribadito anche da Mountain View, non ha alcuna responsabilità per l’errore. Un altro rappresentante di Google ha poi spiegato a AdAge che la campagna è stata fermata non appena l’azienda si è resa conto dell’errore, aggiungendo che “onoreremo i pagamenti con gli editori per ogni pubblicità acquistata e stiamo lavorando intensamente per assicurare che questo non accada di nuovo”.

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