A Zenica la Nazionale di Gattuso va in vantaggio con Kean, rimane in inferiorità numerica per l'espulsione di Bastoni a fine primo tempo, subisce il pareggio nel finale dei regolamentari e cede dal dischetto. Per gli Azzurri è la terza mancata partecipazione consecutiva a una fase finale della Coppa del Mondo
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L'Italia non andrà ai prossimi Mondiali di calcio. Nella finale playoff gli Azzurri hanno perso ai rigori contro la Bosnia a Zenica. È la terza mancata partecipazione consecutiva a una fase finale della Coppa del Mondo per la nostra Nazionale. Dopo il vantaggio con Kean è arrivata l'espulsione per Bastoni a fine primo tempo. Nella ripresa il pareggio dei padroni di casa, poi i supplementari e i calci di rigore. Gli errori di Esposito e Cristante condannano l'Italia.
Gli approfondimenti:
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Lega: "Il calcio italiano è da rifondare, via Gravina'
"Ancora eliminati. Niente Mondiale per l'Italia: è una vergogna inaccettabile. Il calcio italiano è da rifondare, partendo dalle dimissioni di Gabriele Gravina". Lo scrive la Lega in una nota.
Gattuso in lacrime: "Chiedo scusa ma è ingiusto"
"I ragazzi hanno sorpreso anche me oggi per il cuore che ci hanno messo. Chiedo scusa che non ce l'ho fatta, ma i ragazzi oggi mi hanno impressionato. Oggi parlare del mio futuro non è importante, oggi era importante andare ai Mondiali. Ci teniamo la prestazione, ma fa male", ha detto il ct Gennaro Gattuso dopo l'eliminazione ai rigori contro la Bosnia. "Non voglio parlare di niente, ma oggi è ingiusto. Il calcio è questo, però è difficile da digerire".
Gattuso: "Mazzata difficile da digerire"
"I ragazzi oggi non si meritavano una batosta così, per l'impegno che ci hanno messo", ha detto Gattuso dopo i rigori. "Io sono orgoglioso dei miei ragazzi. Se oggi uno mi buca con qualcosa non esce niente, perché ci serviva questa qualificazione, per le nostre famiglie, per il movimento. Una mazzata così è difficile da digerire. Io non voglio parlare di arbitri, però penso che oggi è ingiusto. Io personalmente chiedo scusa".
Spinazzola: "Non ci credo"
Il primo a parlare a fine match è Spinazzola: "Ancora non ci credo che siamo usciti in questo modo. È un grande dispicere per tutti, per noi, per tutti gli italiani, per i bambini, per quelli che non vedranno un altro Mondiale. Dispiace vedere ragazi giovani che piangono, ma spero che si rifaranno in futuro"
Bosnia vince 5-2 ai rigori, Italia fuori da Mondiali per terza volta di fila
L'Italia non andrà ai Mondiali per la terza volta di fila. Nella finale dei playoff ha vinto la Bosnia 5-2 dopo i rigori, strappando così il biglietto per la Coppa del Mondo. In vantaggio con Kean nel primo tempo, gli azzurri sono rimasti in 10 dal 42' per l'espulsione di Bastoni. I tempi regolamentari si erano conclusi 1-1, come i supplementari. Dal dischetto, gli errori di Pio Esposito e Cristante.
Italia sconfitta ai rigori
Finisce qui: l'Italia ha perso ai rigori e non si qualifica per i Mondiali.
Bajraktarevic (Bosnia): GOL
Cristante (Italia): TRAVERSA
Alajbegovic (Bosnia): GOL
Tonali (Italia): GOL
Tabakovic (Bosnia): GOL
Esposito (Italia): ALTO
Tahirovic (Bosnia): GOL
Si va ai rigori
Ultima occasione per la Bosnia sui piedi di Tahirovic, fuori di poco. Si decide tutto ai rigori.
Cambio Bosnia
Al 115esimo Barbarez mette dentro Hadziahmetovic per Demirovic.
Buona chance per Esposito
Minuto 107: progressione di Spinazzola che serve Esposito, tiro in caduta deviato in angolo.
Si parte con il secondo tempo supplementare
La prima frazione supplementare si chiude sull'1-1. Dopo pochi minuti si riparte.
Esposito vicino al gol
Primo minuto di recupero del primo supplementare: cross in area su cui svetta Esposito ma Vasilj si salva d'istinto.
Furia Italia per un mancato rosso a Muharemovic
Al minuto 102 Tonali lancia in profondità Palestra che viene steso al limite. Muharemovic viene ammonito mentre gli Azzurri volevano il rosso per fallo da ultimo uomo. Ma dopo un silent-check col Var resta la decisione di campo di Turpin.
Turchia e Svezia qualificate
Intanto fanno festa la Turchia e la Svezia che vincendo le rispettive finali dei playoff si sono qualificate alla fase finale dei Mondiali 2026 in Usa, Messico e Canada. La Nazionale allenata da Montella ha superato 1-0 il Kosovo grazie al gol di Kerem Aktürkoglu. Stacca il biglietto per la rassegna iridata di questa estate anche la Svezia che supera 3-2 la Polonia.
Iniziato il primo tempo supplementare
È in corso il primo tempo supplementare: Bosnia-Italia sono sul punteggio di 1-1 ma gli Azzurri sono con l'uomo in meno. Intanto Gattuso mette dentro Spinazzola al posto di Dimarco.
Si va ai supplementari
Dopo 3 minuti di recupero Turpin fischia la fine. Si va ai supplementari.
Ancora Donnarumma decisivo
All'87esimo il portiere azzurro compie un'altra parata determinante su colpo di testa di Demirovic.
Entra Frattesi
Al minuto 85 entra Frattesi per Barella.
Pareggio della Bosnia
Dopo due buone occasioni per l'Italia con Esposito e Dimarco, arriva il pareggio della Bosnia: cross in area, deviazione su cui Donnarumma para ma da pochi passi arriva Tabakovic che spinge in rete.
Miracolo di Donnarumma
Al 72esimo destro di Tahirovic su cui Donnarumma è strepitoso. Con una prodezza devia in angolo e salva gli Azzurri.
Altri cambi
Al minuto 71 Gattuso inserisce Cristante ed Esposito per Locatelli e Kean. La Bosnia risponde con Burnic e Tabakovic al posto di Memic e Basic.
Occasione Kean
Al 60esimo l'Italia, in sofferenza costante, si crea una grande chance per il raddoppio. Kean intercetta palla e si lancia tutto solo nella metà campo avversaria ma il suo tiro non trova la porta.
Bosnia pericolosa
I bosniaci come prevedibile si riversano nella metà campo azzurra. Ci prova il nuovo entrato Alajbegovic ma Donnarumma respinge.
Si riparte con alcuni cambi
Inizia la ripresa. L'Italia riparte con Palestra al posto di Politano. Due cambi per la Bosnia: dentro Tahirovic e Alajbegovic al posto di Sunjic e Kolasinac.
Fine primo tempo
Dopo tre minuti di recupero l'arbitro Turpin manda le squadre negli spogliatoi. L'Italia è avanti di un gol ma dovrà giocare tutto il secondo tempo in inferiorità numerica.
Entra Gatti
Gattuso corre ai ripari: toglie Retegui e inserisce Gatti.
Italia in 10: espulso Bastoni
Al 41esimo l'Italia rimane in 10: ripartenza letale della Bosnia, Memic lanciato in profondità viene steso da Bastoni mentre stava per entrare in area. Il difensore dell'Inter era ultimo uomo e viene espulso con rosso diretto.
Occasione per Demirovic
Al 38esimo Demirovic vicino al pareggio con un colpo di testa che esce di poco.
Tiro di Retegui
Dopo altri pericolo creati da Memic e Dedic, l'Italia risponde con un tiro rasoterra di Retegui, centrale e parato dal portiere bosniaco.
Reazione della Bosnia
I padroni di casa cercano subito di pareggire e costruiscono due buone occasioni con Dzeko e Basic.
Italia in vantaggio al 15esimo: gol di Kean
L'Italia passa in vantaggio al 15esimo: errore in impostazione della Bosnia, intercetto di Barella che serve Kean. L'attaccante della Fiorentina calcia di prima dal limite e segna.

©Getty
Problemi per Mancini
Il difensore della Roma accusa un problema alla schiena. Gattuso fa scaldare in via precauzionale Gatti e Buongiorno.
Prime fasi di studio
La Bosnia, spinta dal pubblico di casa, è trascinata dall'entusiasmo nei primi minuti di gara. Gli Azzurri, oridnati e compatti, si difendono e ripartono.
Partita iniziata
Il match è iniziato regolarmente alle 20.45. Atmosfera caldissima.
È il momento degli inni nazionali
Si parte con gli inni. Grande gesto di fair play dei tifosi bosniaci quando lo speaker ha annunciato le formazioni. Gli spettatori hanno applaudito Donnarumma e compagni, riservando l'applauso più caloroso al ct Rino Gattuso. Un gesto di ammirazione per giocatori noti a livello internazionale, ma anche una risposta al capitano bosniaco Edin Dzeko che aveva chiesto di alzarsi in piedi durante l'inno di Mameli, come riconoscimento per l'amichevole del 1996: gli azzurri furono i primi a giocare in Bosnia dopo la guerra e vinse la giovanissima nazionale balcanica 2-1, in quello che fu l'ultimo atto della gestione Sacchi. E in effetti, durante l'inno di Mameli, i tifosi si sono alzati e dalle tribune non si è sentito un fischio. Al termine è scattato un fragoroso applauso. Poi, bandiere e sciarpe al vento per l'inno della Bosnia. E alla fine dell'inno dei padroni di casa alcuni palazzi alle spalle dello stadio si sono illuminati con fuochi e fumogeni.
Il riscaldamento di Tonali

©Getty
Bonucci: "Dobbiamo spogliarci dalla pressione"
Bonucci, collaboratore tecnico dell'Italia, parlando a Sky Sport dice: "La vivo come la vivevo da calciatore, sognavo sempre notti così. Dobbiamo spogliarci dalla pressione e goderci la serata, mettendo in campo quello che abbiamo provato. È un gruppo dove sono tutti titolari, possono iniziare o entrare e cambiare la partita, è questa la nostra forza".
Inizia il riscaldamento dei portieri
L'ingresso in campo dei portieri della Bosnia per il riscaldamento è stato salutato da una ovazione dei tifosi.
Fischi e ululati per l'Italia, poi partono anche gli applausi
Fischi e ululati hanno accolto l'entrata degli azzurri per il sopralluogo sul campo dello stadio Bilino Polje. Dopo i primi secondi però agli applausi si sono aggiunti i fischi di parte dei tifosi sotto la tribuna stampa. Sono partiti i cori della tifoseria italiana, relegata in un angolo accanto alla curva bosniaca, a cui poi si sono aggiunti quelli dei supporter della nazionale balcanica. Altri applausi hanno accolto l'entrata del ct Sergej Barbarez.
Un boato accoglie i giocatori della Bosnia
I giocatori della Bosnia sono entrati in campo intorno alle 19:20 accolti da un boato del Bilino Polje, lo stadio di Zenica in cui la nazionale balcanica ospita l'Italia per il match decisivo per la qualificazione ai Mondiali. Dagli spalti si sono alzati cori e ovazioni a più riprese durante il sopralluogo dei beniamini di casa guidati da Sergej Barbarez.
La formazione ufficiale della Bosnia
BOSNIA (4-4-2): Vasilj; Dedic, Muharemovic, Katic, Kolasinac; Bajraktarevic, Sunjic, Basic, Memic; Demirovic, Dzeko.
La formazione ufficiale dell'Italia
Come da previsioni della vigilia, il ct Gattuso ha confermato la formazione di Bergamo.
ITALIA (3-5-2): Donnarumma; Mancini, Bastoni, Calafiori; Politano, Barella, Locatelli, Tonali, Dimarco; Retegui, Kean.
Lo spogliatoio degli Azzurri a Zenica

©Getty
Allo stadio di Zenica 9.500 spettatori per Bosnia-Italia
Nello stadio Bilino Polje di Zenica, dove alle 20:45 è in programma Bosnia-Italia per assegnare un posto ai Mondiali di calcio, sono attesi in totale 9.500 spettatori. Gli italiani saranno 550. Mancherà quindi l'effetto tutto esaurito: l'impianto avrebbe una capienza di 13mila spettatori, ma la Fifa ha imposto una riduzione per cori discriminatori dei tifosi bosniaci contro la Romania. L'ambiente si preannuncia comunque bollente, visto che lo stadio non ha una pista di atletica e i tifosi si trovano a pochi metri dal campo.
A breve gli arrivi delle squadre
L'arrivo dei giocatori della Bosnia è previsto per le 19:10, quello degli italiani per le 19:15.
Freddo e qualche goccia, ma a Zenica non nevica
A Zenica le temperature stanno scendendo fino a poco sopra lo zero mentre si avvicina l'orario d'inizio di Bosnia-Italia. Sulla città è caduta a intermittenza qualche rara goccia di pioggia, ma al momento non si è vista la neve che era uno degli interrogativi della vigilia.
Lo stadio Bilino Polje comincia a riempirsi
Lo stadio Bilino Polje comincia a riempirsi per la finale dei playoff di qualificazione ai Mondiali tra Bosnia e Italia. Nelle strade si sono create lunghe code di tifosi in fila per entrare. Sono stati accesi numerosi fumogeni che hanno fatto calare la nebbia su Zenica, mentre sale il suono delle vuvuzelas.
I tifosi fuori dallo stadio

©Ansa
Manca sempre meno al calcio d'inizio
Stasera anche lo storico playoff tra Kosovo e Turchia
Tra gli altri palyoff che si disputano stasera spicca quello a Pristina tra Kosovo e Turchia. La Federazione calcistica del Kosovo (Ffk) ha invitato i tifosi ad andare allo stadio, ma di assistere alla partita in piedi sugli spalti per rendere più potente il tifo in quella che viene anticipata come una "notte irripetibile". Secondo i "Dardani" il sogno di partecipare alla fase finale dei Mondiali può realizzarsi, trasformando la data di oggi nel secondo giorno più importante per il Paese, dopo il 17 febbraio, giorno in cui il Kosovo è stato dichiarato Stato indipendente. Il Kosovo è stato ammesso alla Fifa e all'Uefa nel maggio 2016, dopo un processo controverso. La Serbia si è fortemente opposta alla decisione, mentre il voto in Uefa è passato con uno scarto minimo. Oggi, più di 100 Paesi riconoscono l'indipendenza del Kosovo, ma l'adesione alle Nazioni Unite rimane bloccata da Russia e Cina. La qualificazione non cambierebbe immediatamente lo status internazionale del Kosovo. Ma ne aumenterebbe significativamente la visibilità a livello globale e, forse, costringerebbe il mondo a conoscerlo meglio il nuovo Paese dell' Europa.
I convocati di Gattuso per stasera
Il ct Gennaro Gattuso ha sciolto gli ultimi dubbi e ha diffuso qualche ora fa la lista dei 23 convocati per la partita di stasera. Torna Andrea Cambiaso, tenuto in tribuna nella semifinale contro l'Irlanda del Nord. Esclusi, invece, Scalvini, Coppola, Cambiaghi, Caprile e Scamacca. Ecco l'elenco completo:
Portieri: Donnarumma, Carnesecchi, Meret;
Difensori: Bastoni, Buongiorno, Calafiori, Cambiaso, Dimarco, Gatti, Mancini, Palestra, Spinazzola;
Centrocampisti: Barella, Cristante, Frattesi, Locatelli, Pisilli, Tonali;
Attaccanti: Esposito, Kean, Politano, Raspadori, Retegui.
La certezza di Infantino: Iran sarà al Mondiale
Intanto restano i dubbi sulla partecipazione di una Nazionale che ai Mondiali si è già qualificata. "L'Iran sarà al Mondiale, nelle sedi previste", ovvero negli Stati Uniti: è la certezza espressa dal presidente della Fifa, Gianni Infantino, in tribuna ad Antalya, in Turchia, per seguire l'amichevole Iran- Costa Rica. "L'Iran sarà alla Coppa del Mondo...questo è il motivo per il quale sono qui", ha detto Infantino, presente a sorpresa, nell'intervallo. La partecipazione dell'Iran, che dovrà giocare in Usa, è stata messa in forse dalle parole del presidente Trump ("sono i benvenuti, ma meglio se non vengono... ") e da quelle dei dirigenti iraniani, intenzionati a chiedere lo spostamento dei match in Messico.
Niente goal line technology
La partita di questa sera si disputerà senza la tecnologia della Goal Line Technology. Non è una novità assoluta in partite di qualificazione ai Mondiali o agli Europei, perché non tutte le federazioni (tra cui quella bosniaca) hanno impianti che possiedono questa tecnologia. Quindi l'arbitro Turpin non avrà il classico braccialetto che suona se la palla ha superato la linea di porta. Per episodi dubbi è possibile usare le telecamere Var vicine alla porta.
Gattuso: "Dovremo essere bravi a non reagire ai falli”
La Bosnia ha la media più alta di falli commessi per partita rispetto a Italia, Galles e Irlanda del Nord: "Hanno questa caratteristica. Prima di tutto dobbiamo essere bravi a non reagire - ha messo in guardia Gattuso -. L'arbitro (il francese Turpin, ndr) è di grandissima esperienza, è uno che si fa rispettare”. Da giocatore Gattuso ha vissuto la vigilia di finali Mondiali e di Champions, ma questa "è diversa perché per carattere io ero uno che ragionava sulla squadra, non pensavo a me stesso. Adesso sento la pressione, la responsabilità di chi ho intorno, un Paese sulle spalle".
Gattuso: “Bosnia scorbutica, primi 15-20 minuti di fuoco”
"In questi giorni passati insieme l'ambiente è sempre stato positivo. Questa sera ci giochiamo tanto, in una partita importante. L'abbiamo preparata bene, con la consapevolezza di affrontare una squadra che ha tecnica e fisicità. Sicuramente ci vuole una grande prestazione da parte nostra". Rino Gattuso, in un’intervista esclusiva alla Rai, ha inquadrato così la partita di questa sera. "Quando i risultati non arrivano i ragazzi (della Nazionale, ndr) sono i primi che ne soffrono. In silenzio, fanno finta di avere le spalle larghe, ma non è così. Posso assicurare che faranno di tutto. C'è gente che darebbe la vita per raggiungere l'obiettivo" di andare al Mondiale, ha ripetuto il ct. La Bosnia "è una squadra con i suoi pregi e difetti. Però sono scorbutici. I primi 15-20 minuti saranno di fuoco. Partiranno a mille e là dobbiamo riuscire a tenere botta e ribattere colpo su colpo”.
Bandiere bosniache e caroselli a Zenica aspettando l’Italia
Con il passare delle ore Zenica, sede di Bosnia-Italia, si colora sempre più di giallo e blu. Mentre aumenta il traffico, cresce il numero di auto che espongono le bandiere bosniache fuori dai finestrini. E sempre più passanti indossano la maglia della nazionale, con i nomi di Dzeko ma anche di Alajbegovic e Bajraktarevic. Sono attese migliaia di persone in arrivo da tutta la Bosnia ma anche da Europa e Stati Uniti, punti d'arrivo della diaspora causata dalla guerra.
Gli Azzurri in città
Il pullman degli Azzurri a Zenica dove questa sera saranno in campo per la finale del playoff Mondiali contro la Bosnia.
©Ansa
Il maxischermo e l’attesa che sale
Fuori dallo stadio Bilino Polje, stasera il cuore del tifo bosniaco a Zenica sarà l'arena Husejin Smajlović. Qui c'è la fan zone e si lavora per l'allestimento di un maxischermo. Il palazzetto, che ospita le partite della nazionale bosniaca di basket e di pallamano, può accogliere fino a 10mila persone. Stasera radunerà buona parte dei tifosi bosniaci locali privi di biglietto. L'indicazione, oltre alle classiche norme di sicurezza, è quella di presentarsi coi colori giallo e blu dei Dragoni. Il palazzetto sorge in una zona in cui si trovano un centro commerciale e l'hotel Zenica dove alloggiano gli azzurri, che quindi si trovano esattamente all'interno dell'area in cui si stanno ritrovando i tifosi bosniaci e vengono allestiti i banchetti per la vendita di bandiere e sciarpe gialloblu.
Anche Djokovic al pranzo tra le delegazioni
Il tennista serbo Novak Djokovic è stato l'ospite d'onore del pranzo tra le delegazioni a cui hanno partecipato il presidente della Federazione calcistica bosniaca Zeljkovic, il presidente UEFA Ceferin, i vicesegretari generali della UEFA, Lakovic e Marchetti, il presidente della FIGC Gravina.
Amb. Castellani: "Italia e Bosnia avversari per una notte, amici per sempre"
In una nota l'ambasciatrice d'Italia in Bosnia Erzegovina, Sarah Eti Castellani scrive: "Ci sono partite che vanno oltre il risultato, oltre i novanta minuti, oltre persino il calcio. Sono quelle in cui il campo diventa un'occasione per ritrovarsi, in cui due popoli si riconoscono e si raccontano attraverso un pallone che rotola. La sfida che attende le nazionali di Italia e Bosnia Erzegovina a Zenica è una di queste. Sarà una partita decisiva, certo, e come tale carica di tensione, aspettative, sogni e scaramanzie. Ma sarà anche un'occasione per celebrare qualcosa di più grande: il legame tra due Paesi che nel corso della storia sono sempre stati uniti da una sincera amicizia".
Bosniaci e italiani fuori dall'hotel degli Azzurri
Davanti all'hotel Zenica, dove alloggia la nazionale azzurra, si è radunata una piccola folla per fotografare il pullman dell'Italia e sbirciare i movimenti dei media e all'interno dell'albergo. Tanti i tifosi bosniaci, ma non mancano gli italiani reduci da ore di volo e auto.
Abodi stasera a Zenica: "In campo 60 milioni di italiani"
Il ministro per lo Sport, Andrea Abodi, sarà questa sera a Zenica a tifare Italia. "In campo con gli undici giocatori saremo 60 milioni di italiani", promette Abodi. "Che succederà stasera - aggiunge il ministro - è difficile dirlo. Sarà una partita complicata, ma lo spirito deve essere quello dei giorni più nobili". Dopo due esclusioni consecutive, "c'è la voglia di andare a questi Mondiali, di giocarli, per cui ci affidiamo a tutta la squadra e a Gattuso in particolare", dice, senza lasciare spazio alle scaramanzie e ai pensieri negativi. "Cosa fare dovesse andare male? Non penso al fatto che possa andare male, penso che se andrà bene dovremo cercare di cambiare passo".
Dalla Turchia alla Svezia, le altre europee a caccia del Mondiale
Stasera si completa quindi lo scacchiere delle partecipanti al prossimo Mondiale. In Europa, oltre a una tra Italia e Bosnia, altre tre nazionali inseguono la qualificazione alla fase finale, nei match che si giocano a partire dalle 20:45. Raggiungeranno Austria, Belgio, Croazia, Inghilterra, Francia, Germania, Olanda, Norvegia, Portogallo, Scozia, Spagna e Svizzera. Iraq-Bolivia (a Monterrey) e Congo-Giamaica (a Guadalajara) mettono poi in palio gli ultimi due posti per le squadre extra-europee.
A Praga si sfidano Repubblica Ceca e Danimarca. In semifinale i padroni di casa hanno recuperato il pari dopo essere stati sotto 2-0 contro l'Irlanda. Poi sono passati ai rigori. Gli scandinavi hanno invece travolto 4-0 la Macedonia del Nord e cercano il terzo pass consecutivo. La Cechia insegue la presenza al Mondiale da 20 anni, ma non batte la Danimarca da sette partite (cinque pareggi e due sconfitte). L'ultimo successo (3-0) risale ai quarti di Euro 2004.
Lo Stadiumi Fadil Vokrri di Pristina sarà la sede di Kosovo-Turchia. I kosovari in semifinale hanno avuto la meglio per 4-3 in Slovacchia, rimontando due volte lo svantaggio prima di portarsi sul 4-2. Una vittoria che ha dato grande fiducia alla squadra del ct Franco Foda. A Istanbul la nazionale guidata da Vincenzo Montella ha battuto 1-0 la Romania con la rete di Ferdi Kadioglu. Nei tre precedenti ha sempre prevalso la Turchia.
Infine Svezia-Polonia, a Solna, vedrà in campo i padroni di casa, autori dell'eliminazione dell'Ucraina con il risultato di 4-1, in gran parte merito di Gyökeres, attaccante dell'Arsenal. Sarà ancora lui il principale pericolo per la Polonia, che punta a vincere in Svezia per la prima volta dal 1930. Il pronostico però é contro la squadra del ct Jan Urban. I polacchi hanno perso le ultime tre partite giocate a Solna: 2-0 nel 1999, 3-0 nel 2003 e 3-1 nel 2004. Inoltre, la Svezia - che punta a tornare al mondiale dopo otto anni - ha avuto la meglio anche all'Europeo del 2020, imponendosi per 3-2.
Italia-Bosnia, maxischermo a Rio de Janeiro per la sfida decisiva
Anche i tifosi italiani a Rio de Janeiro si preparano a seguire insieme la sfida tra Italia e Bosnia. L'appuntamento è al Polo culturale ItaliaNoRio, in Piazza Italia, dove sarà allestita un'area per la visione collettiva della partita. L'evento si svolgerà nell'arco dell'intera giornata, con apertura dalle 11 alle 20 e ingresso gratuito. L'iniziativa, promossa dal consolato generale d'Italia a Rio, punta a trasformare la partita in un momento di aggregazione per la comunità italiana e per il pubblico locale, tra sport e cultura. Per l'occasione sarà attivo un chiosco con specialità italiane, bevande e prodotti tipici. Il menu prevede antipasti come polpette al ragù e parmigiana di melanzane, primi come fettuccine, oltre a pinsa romana, dolci e una selezione di vini e birre italiane.
Barbarez: "Una partita importante per noi e per l'Italia"
L'allenatore del miracolo bosniaco, Sergej Barbarez, ha una carriera da allenatore iniziata a 53 anni, nel 2024, per risollevare la Bosnia da un buco nero e portarla a un passo dal ritorno ai Mondiali. Inutile chiedergli lumi sulla formazione, "non so se è il momento di fare esperimenti" si schermisce alla vigilia. "Ci sono tante emozioni per la Nazionale italiana, questa partita è tanto importante come anche per noi. Forse per noi, dal punto di vista della situazione nel Paese, è ancora più importante".
Dzeko: "È un onore giocare per questa nazionale"
Dzeko poi difende il Bilino Poje, il piccolo stadio in cui Bosnia e Italia si fronteggiano stasera: "Se qualcuno sa giocare su campi sfavorevoli, sono gli italiani". Dà un rapido sguardo alle spalle, a una carriera che lo vide esordire e segnare in nazionale nel 2007 contro la Turchia quando il suo compagno di squadra Kerim Alajbegovic non era ancora nato. E ricambia l'affetto di un Paese in cui i genitori chiamano i figli come lui: "È un onore giocare per questa Nazionale. E finché posso, finché l'allenatore mi chiama, io sicuramente giocherò".
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Dzeko: "Alzatevi ad applaudire l'inno italiano"
Dzeko alla viglia dosa entusiasmo e fair play: "Per me quando inizia l'inno italiano tutti devono alzarsi ed applaudire, perché l'Italia è il primo Paese che è venuto dopo la guerra in Bosnia", auspica ricordando l'amichevole del 1996 quando giocare qui era un atto di coraggio e solidarietà. Non rinuncia però a una stoccata, quando spiega che all'Italia di oggi "mancano Totti, Del Piero" e che "questa Italia ha qualità, però quelli di una volta erano un'altra cosa".
Dzeko e il peso della Bosnia "sulle spalle"
L'attesa per Bosnia-Italia vede Sarajevo colorarsi di giallo e blu con il passare delle ore, con i venditori di bandiere e gadget ai semafori e le auto che sventolano gagliardetti dai finestrini. Nella conferenza stampa della vigilia il protagonista è l'eroe calcistico della Bosnia, Edin Dzeko, autore del gol che ha tenuto in vita i balcanici contro il Galles, ma anche bomber per nove anni in Serie A. Dzeko riconosce di sentire il peso della Bosnia "sulle spalle", un tratto che lo accomuna al ct italiano Rino Gattuso, e dice di non capire perché l'Italia non volesse giocare con il Galles: "Noi siamo andati lì senza paura e abbiamo vinto".
Le parole di Donnarumma alla vigilia del match. VIDEO
Donnarumma: i bosniaci "sono grandi attaccanti"
Per Donnarumma quella con la Bosnia "sarà una partita difficile e bisogna affrontarla con la serenità giusta, ma essere duri - ammonisce - perché andranno a 100 all'ora e noi non dobbiamo essere da meno". I bosniaci "sono grandi attaccanti, hanno grande gamba, grande tecnica. Conosco molto bene Dzeko, ho giocato contro di lui, ma penso che nel collettivo loro sono siano una squadra molto molto organizzata, molto forte, giocano bene". L'importante, per il portiere azzurro, è "dare il 100% perché poi quando dai il 100% dopo hai l'anima pulita".
Donnarumma: "C'è voglia di portare l'Italia dove merita"
"Sono orgoglioso di quanto fatto con la Nazionale. Ci sono state gioie e dolori. Ho perso due Mondiali, noi solo sappiamo quanto ci è pesato non esserci - riconosce Donnarumma - C'è voglia di portare l'Italia dove merita. Da quella brutta esperienza dobbiamo ripartire e regalare ai tifosi una grande gioia". E d'altronde "siamo esseri umani. È inutile sottolineare che la partita la sentiamo anche noi. Siamo pronti e carichi. Siamo un gruppo giovane, normale che ci sia un po' di nervosismo". I compagni, assicura, "li ho visti con gli occhi giusti". E poi ci sono i tifosi vicini e lontani, "ci spingeranno tutti".
Donnarumma: "Sappiamo quello che ci giochiamo, rappresentiamo tutti gli italiani"
Anche Gigio Donnarumma non si nasconde dietro un dito, alla vigilia di "una delle più importanti e più sentite" partite della sua carriera. "Sappiamo quello che ci giochiamo. Sappiamo che rappresentiamo non solo noi, tutto lo staff tecnico e tutta la federazione, ma tutti gli italiani: quindi abbiamo il diritto di mettere tutto in campo, di dare il massimo". Parla da capitano dell'Italia, ma anche da giocatore che ha vissuto sulla propria pelle le eliminazioni per mano di Svezia e Macedonia del Nord. A 27 anni, a dispetto di un Europeo vinto e di 80 partite giocate in una delle Nazionali più blasonate della storia, non è mai andato a referto in un'edizione del Mondiale.
Gattuso: "Dzeko? Un uomo di grandissimi valori"
Infine per gli avversari da Gattuso arrivano solo parole di grande stima. A partire da Edin Dzeko, che l'hanno scorso ha rischiato di raggiungerlo in Croazia e che ha invitato i bosniaci ad alzarsi quando stasera suonerà l'inno italiano: "Un uomo di grandissimi valori". Ridimensiona il pubblico bollente, "non ho mai visto fare gol ai tifosi". E poi c'è l'allenatore Sergej Barbarez, che ricorda da attaccante: "So che gli piace il poker e per me è un complimento, sicuramente è un allenatore preparato si fa volere bene e mi piace. Sono sicuro che entra nell'anima dei giocatori. Mi incuriosisce come personaggio, perché secondo me è una persona molto molto intelligente".
Il campo e le polemiche su Dimarco
Non è un prato perfetto, ma Gattuso avverte che non vuole sentire alibi: "Se è brutto per noi è brutto per loro" e comunque "i campi brutti erano dove giocavo l'anno scorso con l'Hajduk", in Croazia. Poi glissa sulle polemiche per l'esultanza di Federico Dimarco dopo i rigori tra Galles e Bosnia, "sono stupidaggini, siamo stati un po' stupidi noi a farci del male da soli, però abbiamo sempre saputo che la Bosnia è una squadra di qualità, fisica, che quando ti viene addosso si fa sentire".
Gattuso: "Siamo un gruppo unito"
Per Gattuso oggi la sua Nazionale è "un gruppo unito". E cita Giovanni Di Lorenzo, infortunato, che "è venuto con l'aereo". Ma anche tutti gli altri che hanno dovuto rinunciare a far parte della spedizione nella notte decisiva. Il pensiero è per i giocatori, "mi auguro veramente di cuore" che ce la facciano, ma "anche se le cose andranno male, devo dire loro solo grazie".
Gattuso: "Siamo una squadra che va al sodo"
La squadra c'è, Gattuso ne è convinto: "Non saremo bellini, ma andiamo al sodo. Sette mesi fa non eravamo questi - rivendica - Soffrivamo gli avversari, arrivavano facilmente in porta, ci creavano occasioni da gol. Penso che in questi mesi la squadra su questo aspetto di annusare il pericolo, di lavorare in maniera un pochino diversa, sia migliorata".
Gattuso: "Tante volte siamo diventati campioni pur non essendo i più forti"
Sono passati vent'anni da quando il Gattuso giocatore alzò la Coppa del mondo a Berlino. Chi è nato dopo il 9 luglio 2006, ha visto solo un'Italia eliminata al primo turno o ancora primae gli Azzurri soccombere alla Svezia e alla Macedonia del Nord. Eppure, il Gattuso allenatore vede un tratto ricorrente tra l'Italia delle vittorie più belle e questa: "Tante volte siamo diventati campioni pur non essendo i più forti".
Gattuso: "Ci metto la faccia come ho sempre fatto"
"Chi gioca al calcio vive per notti così", ha detto Gattuso alla viglia del match. La Bosnia farà la storia in caso di vittoria, così come l'Italia se sconfitta. Dell'epilogo peggiore, il ct non ne vuole nemmeno sentire parlare. Per lui sarebbe "una mazzata importante. Mi devo assumere le mie responsabilità perché sono il ct, ma ne parliamo dopo", perché "ancora la testa non ce la siamo spaccata". Su cosa accadrà se gli azzurri resteranno fuori dal terzo mondiale consecutivo, "il mio pensiero lo tengo dentro di me" e "personalmente ci metto la faccia come ho sempre fatto".
Le probabili formazioni di Bosnia-Italia
BOSNIA ERZEGOVINA (3-5-2): 1 Vasilj, 4 Muharemović, 18 Katić, 5 Kolašinac, 15 Memić, 6 Tahirović, 20 Bajraktarević, 14 Šunjić, 7 Dedić, 11 Džeko, 10 Demirović. Ct. Barbarez
ITALIA (3-5-2): 1 Donnarumma, 23 Mancini, 21 Bastoni, 13 Calafiori, 7 Politano, 18 Barella, 5 Locatelli, 8 Tonali, 3 Dimarco, 11 Kean, 9 Retegui. Ct. Gattuso
Bosnia-Italia alle 20.45
È dentro o fuori stasera a Zenica, dove dalle 20.45 l’Italia di Gattuso si gioca l’accesso ai Mondiali 2026 contro la Bosnia.