Nata nel 1998 ad Albosaggia, patria dello sci alpinismo, è laureata in Scienza del Turismo. Il padre Ivan ha vinto il Mondiale a squadre in coppia con Graziano Boscacci nel 2002 e ora è coach: “So che posso fidarmi al 100% di quello che mi propone, di quello che mi fa fare perché so che la sua testa va di più che la mia", ha raccontato l’atleta azzurra
È il giorno dell’esordio a Milano-Cortina per lo scialpinismo e per l’atleta azzurra di punta nella disciplina: Giulia Murada (OLIMPIADI MILANO CORTINA - GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA). L’italiana ha dominato la propria batteria aggiudicandosi un posto in semifinale della gara sprint di sci alpinismo ma poi, nella finale, non è riuscita ad arrivare oltre il quinto posto. È la prima volta che la disciplina arriva alle Olimpiadi invernali: lo sci alpinismo debutta a Milano Cortina come “sport aggiuntivo” e non è sicuro che sarà confermato per la prossima edizione del 2030.
Murada figlia d’arte
Classe 1998, Giulia Murada è nata e cresciuta ad Albosaggia, un paese di 3mila abitanti sotto Sondrio che è la patria indiscussa dello sci alpinismo italiano. L’atleta, nonostante il suo impegno agonistico l’abbia costretta a rallentare gli studi, ha conseguito una laurea triennale in Scienza del Turismo. Murada è figlia d’arte: il padre Ivan è stato tra i pionieri dello sci alpinismo in Italia, vincendo il Mondiale a squadre in coppia con Graziano Boscacci nel 2002, e ora svolge il ruolo di allenatore. Un padre-coach che per Giulia Murada, come lei stessa ha raccontato in questi giorni di Giochi, “è perfetto in questa sua posizione”. “Tra di noi c'è un sacco di trasparenza e di dialogo, riusciamo a capirci molto bene. In questi anni - ha raccontato l’azzurra - ha imparato a capire se sono in forma o meno solo vedendomi sciare. Così può adattare gli allenamenti. Poi ci possiamo sentire regolarmente e non abbiamo problemi anche a discutere e a litigare quando necessario se non siamo convinti su quello che stiamo facendo. C'è veramente un bel rapporto. Poi so che lui ci tiene. So che posso fidarmi al 100% di quello che mi propone, di quello che mi fa fare perché so che la sua testa va di più che la mia".
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Gli esordi
"Non mi piaceva sciare ma quando ho cominciato ad andare in salita tutto è cambiato”, ha raccontato Giulia Murada parlando dell’inizio della sua attività agonistica. “Mi piace far fatica e preferisco guadagnarmi le discese con una bella sfacchinata prima". Dopo anni di sacrifici, allenamenti e vittorie, l’atleta azzurra è arrivata alle Olimpiadi con l’intento di conquistare una medaglia, sfumata purtroppo nella finale terminata al quinto posto a oltre 15 secondi dalla prima e a 5 secondi dal podio. "Non mi voglio nascondere, è un'Olimpiade e nessuno è qua per partecipare e basta, ma tutti vogliono fare il meglio che possono. Ho tanti podi ma zero vittorie, questa è una gara diversa dalle altre e voglio sognare in grande. Voglio crederci, altrimenti non sarei qua. Le medaglie le vogliamo noi", aveva detto in un'intervista prima della gara.
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