Tennis, Djokovic: “No al vaccino Covid, rinuncio agli US Open”

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Il favorito principale di Wimbledon (che inizia domani) rimane fermo sulle sue posizioni anche se questo dovesse costargli, come sarebbe ora a meno che le regole non cambino, la partecipazione agli US Open. Negli Usa serve l'obbligo di vaccinazione per chi vuole entrare nel Paese. “Al momento non mi è concesso entrare negli States”, dice il serbo. “Mi piacerebbe andarci e giocare lì, ma per il momento non è possibile. Non c'è molto che io possa fare, quindi a oggi rinuncio. Dipende dal governo americano, non da me”

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Il tennista Novak Djokovic rimane fermo sulle sue posizioni riguardo il vaccino per il Covid anche se questo dovesse costargli, come sarebbe ora a meno che le regole non cambino nel frattempo, la partecipazione agli US Open. Le autorità degli Stati Uniti, infatti, hanno mantenuto l'obbligo di vaccinazione per coloro che vogliono entrare nel Paese, e ciò impedirebbe a Djokovic di giocare l'ultimo Slam della stagione. Alla domanda, oggi in una conferenza stampa in vista di Wimbledon, se sia rimasto sulle posizioni che già gli sono costate l'espulsione dall'Australia e la mancata partecipazione agli Open sui campi di Melbourne, Djokovic ha risposto con un "sì" piuttosto deciso. "A oggi, tenuto conto delle circostanze - ha aggiunto il fuoriclasse serbo -, non mi è concesso entrare negli States. Mi piacerebbe andarci e giocare lì, ma per il momento non è possibile. Quindi tutto ciò è un'ulteriore motivazione per fare bene qui a Wimbledon". "Non c'è molto che io possa fare - ha detto ancora -, quindi a oggi rinuncio. Dipende dal governo americano e non da me”.

Djokovic favorito a Wimbledon

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Lunedì 27 giugno inizia il torneo di Wimbledon. Il serbo, sei volte re sull’erba londinese, è atteso al debutto dal sudcoreano Soonwoo Kwon, n.75 al mondo. L’anno scorso vinse il torneo battendo in finale Matteo Berrettini e il tabellone di questa edizione prevede un cammino che potrebbe farli incontrare di nuovo solo nell’ultimo atto. Djokovic si presenta da naturale favorito, quotato 4/5 dai bookmakers dall'alto dei suoi trionfi, tre nelle ultime quattro edizioni. Per la prima volta dall'introduzione della classifica Atp (1973) mancheranno nel tabellone di Londra anche i primi due del ranking mondiale, il russo Daniil Medvedev e il tedesco Alexander Zverev. Ma se quest'ultimo è stato bloccato da un infortunio alla caviglia, Medvedev è stato escluso - al pari di tutti gli altri tennisti russi e bielorussi - da una controversa decisione presa dall'organizzazione dei Championships, su pressione del governo britannico, nell'ambito delle ritorsioni adottate dal Regno Unito contro la Russia in seguito all'invasione dell'Ucraina. Decisione che ha portato l'Atp a non assegnare punti validi per la classifica al torneo.

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A gennaio il tennista serbo è stato bloccato all’ingresso in Australia, dove doveva partecipare agli Australian Open (LE TAPPE DELLA VICENDA). Aveva dichiarato di non essersi vaccinato e di aver ottenuto un'esenzione medica per entrare nel Paese per giocare, poiché si era recentemente ripreso dal Covid-19. Tuttavia, il ministro dell'immigrazione del Paese, Alex Hawke, aveva cancellato personalmente il visto del 34enne serbo, sulla base del fatto che la sua presenza avrebbe potuto incitare a "disordini civili" e incoraggiare sentimenti anti-vaccino. "Non sono mai stato contrario alle vaccinazioni", ha detto Djoko, confermando di aver fatto i vaccini da bambino, "ma ho sempre sostenuto la libertà di scegliere cosa mettere nel proprio corpo”. È stato quindi escluso dal torneo e espulso dal Paese. Qualche mese dopo, in un’intervista alla Bbc, ha ribadito di essere pronto a sacrificare la partecipazione ad altre competizioni per la sua posizione sul vaccino. “Sì, questo è il prezzo che sono disposto a pagare".

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