Euro 2020, Uefa: “Ultime partite si svolgono come programmate”. Germania: “Irresponsabili”

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L’allarme per la variante Delta divide il Vecchio Continente: l’Ue si schiera contro le semifinali e la finale da disputare a Wembley, ma Uefa e Gb proseguono sulla sede prevista. “Su tifosi e restrizioni seguiamo decisioni delle autorità locali”, fa sapere il massimo organismo del calcio europeo. Commissione salute del Pe chiede di riconsiderare la scelta. Intanto l’Oms chiede di migliorare il monitoraggio degli spettatori

L'incognita variante Delta, ultima mutazione del coronavirus, sta dividendo il Vecchio Continente sugli Europei di calcio. L’Ue da giorni invoca un trasferimento dell'ultimo minuto delle semifinali e della finale dalla sede designata di Wembley, a Londra, evidenziando l'impatto dei nuovi contagi alimentati dal ceppo ex indiano del virus registrati nelle ultime settimane nella capitale britannica e nel Regno Unito. Una richiesta che i vertici del calcio continentale non sono disposti ad accogliere. E che il governo di Boris Johnson mostra di voler ignorare. Così lo stadio londinese, a meno di clamorosi cambi di programma, ospiterà 60mila spettatori (l'equivalente di due terzi della capienza massima) per semifinali e finali, nonostante le richieste europee di contenere almeno gli ingressi (DA VENERDÌ SCATTANO I QUARTI - LO SPECIALE - IL CALENDARIO COMPLETO).

 

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Uefa: “Le ultime partite si svolgono come programmate”

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La Uefa, massimo organismo del calcio europeo, in una nota dell’1 luglio ha ribadito la propria posizione: “Tutte le rimanenti partite di Euro 2020 si svolgeranno come programmato. Le misure di mitigazione adottate in ciascuna delle sedi di Euro 2020 sono completamente allineate con le normative decise dalle competenti autorità sanitarie locali. Le decisioni finali sul numero di spettatori che assisteranno alle partite e i requisiti di ingresso nelle nazioni ospitanti e negli stadi ricadono nella responsabilità delle autorità locali competenti, e la Uefa segue tassativamente tutte queste misure", si aggiunge nella nota. Secondo quanto osservato dal consulente medico della Uefa Daniel Koch, "non si può totalmente escludere che eventi e raduni potrebbero dopotutto aver portato ad alcuni aumenti locali nel numero dei casi, questo però non si applicherebbe solo alle partite di calcio ma anche a ogni tipo di situazioni che non sono consentite in quanto parte delle misure di contenimento decise dalle autorità locali competenti". "Le intensive campagne vaccinali che sono state messe in campo in tutta Europa e i controlli alle frontiere - afferma Koch - aiuteranno ad assicurare che non cominci nel continente una nuova grande ondata e non si metta pressione sui vari sistemi sanitari, come è successo con le precedenti ondate di contagio".

Germania: “Uefa del tutto irresponsabile”

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Contro la decisione della Uefa si è schierato apertamente il ministro dell'Interno tedesco, Horst Seehofer, che in conferenza stampa a Berlino, insieme al ministro della Salute, Jens Spahn, ha detto: "Ritengo che il comportamento della Uefa sia assolutamente irresponsabile. Ho il sospetto che ci sia un problema di tipo commerciale, e ragioni del genere non dovrebbero prevalere sulla protezione della salute", ha affermato. “Posso solo fare appello alla organizzazione - ha concluso - affinché riveda la sua posizione”. Nei giorni scorsi Seehofer aveva chiesto almeno di ridurre gli spettatori nello stadio di Wembley nelle ultime partite di Euro 2020.

Eurocamera: Uefa riconsideri scelta di giocare a Wembley

Il presidente della commissione ambiente e salute dell'Eurocamera, Pascal Canfin, in una lettera indirizzata al presidente del Parlamento europeo David Sassoli, ha scritto: "Chiediamo che la Uefa riconsideri la sua decisione di giocare la semifinale e la finale di Euro 2020 allo stadio di Wembley, o che perlomeno la Uefa e le autorità inglesi rafforzino le restrizioni sanitarie e le regole di accesso del pubblico. Il Regno Unito vede al momento un incremento dei casi di Covid a causa della variante Delta - spiega Canfin - e aprire Wembley così è un azzardo".

Oms: “Migliorare monitoraggio spettatori”

Intanto l'Organizzazione Mondiale della Sanità sollecita un "migliore monitoraggio" degli spettatori degli Europei di calcio, alla luce dell'andamento dei contagi da Covid, invitando le città che ospiteranno le ultime partite di calcio europeo a effettuare controlli più accurati durante gli spostamenti degli spettatori, anche prima del loro arrivo e dopo la loro partenza dallo stadio. "Dobbiamo guardare oltre gli stadi", ha detto Catherine Smallwood, funzionario della Oms europea, durante una conferenza stampa.

La posizione della Ue

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Il 29 giugno il vice presidente Ue, Margaritis Schinas, aveva detto che “l'Uefa deve valutare molto attentamente" la possibilità di disputare "le semifinali e la finale" degli Europei "a Wembley" perché c'è "asimmetria" da parte del Regno Unito, "che impone restrizioni ai cittadini britannici che viaggiano in Ue ma accetta una massiccia presenza di visitatori europei" per assistere alle partite. Anche "l'idea di uno stadio pieno in un momento in cui siamo così preoccupati per la variante Delta" dovrebbe "far riflettere" l'Uefa, ha sottolineato Schinas, aggiungendo che "Merkel, Draghi e tanti eurodeputati condividono le stesse preoccupazioni”.

Prosegue vendita dei biglietti

Già da martedì, ancor prima di conoscere le migliori quattro di Euro 2020, la Uefa ha messo in vendita sul proprio sito web i biglietti per le ultime tre partite dell'Europeo, previste a Wembley. Inoltre ha assicurato di aver concordato con Londra misure adeguate "per mitigare" i rischi: misure che includono, come per qualsiasi evento pubblico collettivo autorizzato al momento Oltre Manica, la certificazione di un test Covid negativo non più vecchio di 48 ore per coloro che vogliano acquistare biglietti, quella del doppio vaccino ricevuto almeno 15 giorni prima, nonché il distanziamento obbligatorio tra non conviventi.

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