Maradona, il lungo addio da Buenos Aires a Napoli. Il campione sepolto accanto ai genitori

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ll campione riposa nel cimitero privato di Jardin de Bella Vista, a 35 chilometri da Buenos Aires. La cerimonia funebre, con familiari e amici intimi, ha concluso una giornata lunga e carica di commozione ma anche di tensioni: dalla lunga fila per la camera ardente alla Casa Rosada fino al fiume di persone che ha accompagnato il feretro sulla strada per il cimitero, con alcuni scontri tra la polizia e i tifosi

L'ultimo viaggio di Diego Armando Maradona si è concluso. Il Pibe de oro è stato sepolto accanto ai genitori nel cimitero privato di Jardin de Bella Vista a 35 chilometri da Buenos Aires, dopo una giornata carica di commozione e lunga, quasi interminabile, come la fila che già dalle prime ore dell’alba del 26 novembre si è formata alla Casa Rosada per il pellegrinaggio laico alla camera ardente allestita nel palazzo presidenziale (FOTO).

Il saluto dei tifosi

Lacrime, grida e cori di decine di migliaia di persone si sono susseguite per tutto il giorno in tutta Buenos Aires, prima alla camera ardente e poi lungo il trasferimento del feretro al cimitero, con un fiume di persone, auto e motociclette, che ha occupato l'autostrada e le vie vicine per accompagnare il carro funebre. E a dare l’ultimo saluto a Maradona è stata in grande stile anche Napoli, con un lungo omaggio culminato con l'abbraccio dello Stadio San Paolo dove gli azzurri erano impegnati nel match di Europa League contro il Rijeka. Ma non sono mancate le tensioni, con gli scontri davanti alla Casa Rosada, e le polemiche, con l’accusa dello storico medico personale di Maradona, Alfredo Cahe, che ha criticato senza mezzi termini le ultime decisioni adottate per la salute dell'ex calciatore, sostenendo che il campione "non è stato curato come si sarebbe dovuto fare".

La cerimonia privata

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Giunto al cimitero, il feretro di Diego Maradona è stato trasferito sotto una tenda bianca rettangolare all'aperto per una breve cerimonia religiosa, officiata da un sacerdote che ha atteso per tutto il pomeriggio l'arrivo di una quarantina di persone fra famigliari e amici intimi. Una telecamera da lontano ha ripreso senza audio il momento di intimità. La cerimonia si è conclusa con un lungo applauso. Maradona è stato seppellito accanto al padre Don Diego e alla madre Doña Tota.

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Un'immagine della cerimonia funebre - ©Getty

Un fiume di persone ad accompagnare il feretro al cimitero

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Il feretro di Maradona è stato accompagnato al cimitero da un vero e proprio fiume di persone, auto e motociclette, lungo l'autostrada e le vie vicine. Decine di motociclette della polizia hanno scortato il mezzo che trasporta le spoglie del campione argentino, insieme ad altri mezzi delle forze dell'ordine, mentre i suoi sostenitori si sono accostati con le auto ai margini della strada, arrampicati sulle barriere new jersey, affacciati dai cavalcavia, per accompagnare l'ultimo viaggio della stella del calcio argentino con striscioni, bandiere e canti, applausi. "Sono immagini mai viste, è commovente", ha commentato una giornalista del canale argentino Tn durante la diretta.

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La folla che ha accompagnato il feretro - ©Ansa

L'abbraccio di Napoli

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È stato un enorme abbraccio quello regalato dalla città di Napoli (VIDEO) al grande campione scomparso. In serata un serpentone di fumogeni prima della partita di Europa League ha circondato lo stadio San Paolo, con i tifosi fuori dall'impianto che cantavano cori e lasciavano omaggi per il Pibe de oro. Poi il lungo applauso dalle finestre della città ha chiuso una giornata di tributi senza fine per Maradona. In attesa del cambio ufficiale di nome dello stadio San Paolo, sui cancelli dell'impianto insieme a sciarpe, bandiere, disegni, messaggi e cimeli, è comparsa anche la targa con il nuovo nome dello stadio.

Le tensioni

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Durante la giornata sono stati più di uno i momenti di tensione: già all'apertura della camera ardente era dovuta intervenire la polizia con lancio di lacrimogeni per disperdere la folla che si stava accalcando. E nel corso della giornata ci sono stati nuovi scontri, e caos tanto che il feretro è stato spostato per motivi di sicurezza. E poi, ancora tensione tra polizia e sostenitori all'arrivo del carro funebre. Dopo l'arrivo del corteo, la folla giunta per rendere omaggio al campione, con bandiere e striscioni, intonando cori da stadio, ha iniziato ad avvicinarsi alle porte del cimitero, scontrandosi con le forze di sicurezza dispiegate sul posto. Dalla folla sono partite pietre in direzione degli agenti, che hanno risposto con l'uso di fucili con proiettili di gomma. Dopo l'incidente, sembra essere tornata la calma, con la polizia che presidia l'ingresso del cimitero.

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Gli scontri all’esterno della Casa Rosada, dove si teneva la camera ardente - ©Getty

Le accuse del medico: "Non è stato curato a dovere"

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Intanto si registra l’atto di accusa di Alfredo Cahe, storico medico personale di Maradona, secondo il quale il campione "non è stato curato come si sarebbe dovuto fare". "Non solo Diego avrebbe dovuto restare nella clinica (dove era stato operato) - ha detto, intervistato da Telefé - ma in un'area ampiamente specializzata, con una infrastruttura differente a quella di cui disponeva nella casa dove è morto, simile a quella che era a sua disposizione quando lo portammo a Cuba". In passato Cahe ha vissuto momenti molti difficili accanto a Maradona, quando era sofferente e in crisi fisica. "Nella sua stanza - ha aggiunto - avrebbe dovuto essere sempre presente un medico", ma così non è stato, al punto che a suo avviso il decesso è avvenuto "in una maniera insolita". Nell'intervista Cahe ha anche criticato il modo in cui è stato realizzato l'intervento per l'ematoma subdurale nella Clinica di Olivos, lo scorso 4 novembre. "L'esame cardiovascolare - ha indicato - non è stato realizzato in forma completa. Diego non ha avuto la necessaria protezione”.

Le accuse dell’avvocato di Maradona

Ma accuse arrivano anche dall'avvocato e cognato del Pibe de oro Matias Morla: “È stato lasciato solo" dai sanitari che si sarebbero dovuti occupare di lui, ha attaccato. Secondo la ricostruzione della procura, l'ultima persona che ha visto Maradona in vita è stato suo nipote, Jonathan Esposito, martedì alle 23 locali. In un durissimo comunicato l'avvocato Morla ha denunciato come "inspiegabile" il fatto "che per 12 ore il mio amico non abbia avuto attenzioni o controlli da parte del personale sanitario", e ha assicurato che chiederà "che si indaghi fino in fondo" su quanto è accaduto. "L'ambulanza è arrivata in ritardo di mezz'ora, un'idiozia criminale", ha attaccato ancora il legale.

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