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Calcio, il Bologna celebra i 110 anni della sua storia

3' di lettura

Fondata il 3 ottobre del 1909, la società emiliana festeggia l’anniversario della sua nascita. Dal periodo d’oro dei quattro scudetti negli anni ’30, all’acquisizione da parte del canadese Joey Saputo, ecco quello che c’è da sapere sulla storia del club

Il Bologna Football Club festeggia 110 anni di storia. La società emiliana è stata fondata il 3 ottobre del 1909, vivendo il suo periodo d’oro nel corso degli anni '30, quando i quattro scudetti e le due Coppe dell’Europa Centrale vinti le fecero guadagnare l’epiteto dello "squadrone che tremare il mondo fa". Dalla fondazione all’era canadese sotto la presidenza di Joey Saputo e la guida tecnica di Sinisa Mihajlovic, ecco allora la storia del Bologna ripercorsa in occasione dell’anniversario della sua nascita come società calcistica.

Lo "Scudetto delle pistole"

Istituito su iniziativa del boemo Emilio Arnstein, innamoratosi del calcio durante i suoi viaggi tra Praga e Vienna, il Bologna Football Club impiega 15 anni a mettere in bacheca il primo trofeo. Ed è un titolo che farà storia, al punto da essere tramandato ai posteri come “Scudetto delle pistole”. È la stagione 1924-25. Il Bologna e il Genoa si contendono il primato nella Lega Nord, utile per staccare il pass valido per la finalissima contro la vincente della Lega Sud. I felsinei riescono a spuntarla dopo due spareggi, uno dei quali seguito da una sparatoria tra le due tifoserie e un'ultima sfida tenuta segreta al pubblico, svoltasi a distanza di 11 settimane dal primo incontro. La finalissima contro i biancoverdi dell'Alba Roma è, invece, quasi una formalità: Il Bologna vince sia l’andata che il ritorno con i punteggi di 4-0 e 2-0.

Gli anni d'oro

Gli anni che vanno dal 1932 al 1940 rappresentano il periodo d’oro della società emiliana, che vince quattro scudetti e due Coppe dell'Europa centrale, guadagnandosi il titolo dello "squadrone che tremare il mondo fa". Il primo trofeo internazionale arriva proprio nel 1932 sotto la guida dell’ungherese Guyla Lelovich. I felsinei faranno il bis due anni più tardi con Kovacs in panchina. Nel 1935 la guida tecnica passa ad Arpad Weisz. L'allenatore ungherese di origine ebraica porta a casa due scudetti per due stagioni consecutive prima di essere sostituito, perché costretto a lasciare l'incarico a causa della promulgazione delle leggi razziali. L'ungherese morirà ad Auschwitz nel 1944. Nel 1941 arriverà il sesto scudetto. Alla presidenza c’è Renato Dall’Ara che rimarrà alla guida del club per 30 anni fino al 1964, anno della sua morte e dell'ultimo scudetto conquistato dalla società. È il Bologna di Fulvio Bernardini in panchina, Pasciutti, Haller, Janich e Giacomo Bulgarelli, capace di battere nello spareggio per il titolo la Grande Inter di Helenio Herrera.

L'era di Joey Caputo

Dopo la presidenza Dall'Ara, il Bologna conquista pochi successi: 2 Coppe Italia nel '70 e nel '74 e una coppa di Lega italo-Inglese nel 1970. Nonostante l’avvicendamento di grandi allenatori e giocatori, però, non riuscirà più ad eguagliare le imprese dello "Squadrone che tremare il mondo fa". Nel 2014 è iniziata l’era di Joey Saputo, quarto presidente straniero nella storia del Bologna, che ha avviato una serie di progetti di rinnovamento sia societario sia a livello di infrastrutture, per quanto riguarda centro di allenamento e stadio. Sulla panchina del club c’è ora Sinisa Mihajlovic, capace di risollevare i Rossoblu, nella stagione 2018-2019, dalle ultime posizioni in classifica fino al decimo posto, miglior piazzamento del club negli ultimi 7 anni.

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