Comicon Napoli, John McGinley veste la maglia azzurra e racconta il ritorno di Cox in tv
Serie TVLa star statunitense ha raccontato al pubblico della kermesse le emozioni del ritorno nei panni dell'amato personaggio televisivo nella serie revival, recentemente rinnovata per una seconda stagione. “Noi di Scrubs ci vogliamo davvero bene. Essere tornati insieme dopo quindici anni è un vero e proprio regalo”
Napoli Comicon ha accolto in un grande abbraccio John McGinley, star del cinema e della tv statunitense, recentemente tornato in tv con Scrubs, la serie televisiva in cui interpreta il personaggio di Perry Cox.
McGinley è salito sul palco del Teatro del Mediterraneo della Mostra d'Oltremare, storica location dove è in corso fino al 3 maggio il 26esimo Festival Internazionale della Cultura Pop, per parlare della sua carriera e del ritorno di una nuova stagione della serie comedy, ora in onda in Italia su Disney+, visibile anche su Sky e Now tramite app Smart Stick.
Per il panel dedicato a Scrubs, l'attore ha indossato la maglia azzurra della SSC Napoli, scelta di stile che ha fatto scatenare i fan, personalizzata sul retro con la scritta Dr. Cox e il numero dieci, tributo a un personaggio che dal 2001 è un'icona del piccolo schermo.
Il ritorno di Scrubs, un cast che è famiglia
Con la produzione di una nuova stagione, la decima, a metà tra reboot e revival, Scrubs è tornato al centro del dibattito mediatico, anche per la positiva accoglienza globale dei nuovi episodi che vedono protagonista, tra gli altri, anche John McGinley, la cui presenza nei panni dello storico personaggio del Dottor Cox, primario dell'Ospedale Sacro Cuore e mentore del protagonista Dottor John Dorian (Zach Braff), è l'ennesimo punto a favore di un prodotto sempre brillante e capace, a venticinque anni dalla prima messa in onda, di parlare al pubblico con efficacia.
Scrubs è stato appena rinnovato per un'altra stagione e McGinley ha raccontato le emozioni del ritrovarsi con un cast di attori che considera davvero una famiglia.
“Noi di Scrubs ci vogliamo bene e siamo davvero grati di essere ritornati a stare insieme dopo quindici anni, è un vero e proprio regalo”.
Il reboot di Scrubs è partito dalla reunion dei cinque volti storici principali, Braff, Donald Faison, Sarah Chalke, Judy Reyes e McGinley.
Dal 2001 al 2010, dice l'attore, ha trascorso più tempo con loro che con i suoi affetti, impossibile non considerarli una seconda famiglia. “Su qualche set c'è un po' d'astio ma con questo gruppo è stato un esercizio costante di gratitudine e di generosità e questo spirito non si è mai perso. Quando ci ritroviamo, è così”.
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Da Cox, un personaggio fragile e danneggiato, a Rooster
Cox è tornato riaffermandosi fin dal primo episodio come perno del gruppo di medici del Sacro Cuore.
“È interessante avere davanti a te un personaggio danneggiato. Tutti noi lo siamo in qualche modo. Cox indossa una corazza ma dopotutto è fragile, è un alcolista e ha divorziato tre volte dalla stessa donna. È un ottimo dottore ma si odia e ripete sempre gli stessi comportamenti. Per un attore può diventare noioso ma a me ogni settimana veniva dato un copione diverso. Per me è stata una sfida ma deliziosa”.
Nell'ultima stagione, McGinley ha lavorato anche in un altro show, Rooster, trasmesso da HBO sia negli Stati Uniti che in Italia.
La serie, che ha come protagonista Steve Carell, nasce da un'idea di Bill Lawrence, il creatore di Scrubs, che ha inserito nel soggetto molti episodi della vita di McGinley. Inultile dire che per l'attore è stata un'esperienza inedita a molti livelli.
“Quando sei un attore hai un copione e in un certo senso ti arrendi al personaggio. In questo caso, avevamo un personaggio basato di me. Per la prima volta mi sono piazzato davanti allo specchio e mi sono chiesto cosa mi rendeva interessante e cosa mi caratterizzava. Mi sono immerso nel mio io, ho visto tante sfumature, ho tirato giù un vero e proprio manifesto che Bill si è preso per realizzare Rooster. Lui si è preso me, i miei momenti, letteralmente. Questo per me è stato un regalo inestimabile”.
Tra tv e cinema d'autore
John McGinley recita dalla metà degli anni Ottanta, prima di Scrubs e della serialità c'è stato tanto cinema al servizio di grandi autori, da Oliver Stone in Platoon a Kathryn Bigelow in Point Break e poi David Fincher (Seven) e Michael Bay (The Rock).
La versatilità è una delle caratteristiche principali di McGinley come attore che riconosce di non poter essere definito un interprete comico né drammatico. “Sono riuscito a destreggiarmi tra ruoli drammatici e la commedia e questi ruoli non sono risuciti ad incasellarmi. Sono stato nei panni di personaggi molto diversi e lo devo alla ricchezza del settore, ho lavorato con cineasti diversi, dato la voce a storie molto diverse”
Ad agosto McGinley farà sessantasette anni e tornerà sul set per girare Rooster 2, nuovo progetto di una storia fatta di successi di cui è grato, durante la quale ha dovuto imparare a tenere lontana la paura.
Per gli attori il percorso è fatto di salite e cadute ma la paura di fallire non deve inaridire il proprio talento, la capacità di regalarsi al pubblico.
Per alcuni la paura del rifiuto può essere paralizzante. A se stesso più giovane, oggi, direbbe di stare tranquillo perché col tempo sarebbe andato tutto bene.