Il divo di Hollywood entra ufficialmente nel mondo delle sette note con Morgan Freeman’s Symphonic Blues Experience, il suo primo vero progetto discografico personale. Si tratta di un nuovo approdo artistico per una figura che, nel corso di oltre sei decenni, ha attraversato il cinema, il teatro, la televisione e il mondo della narrazione documentaristica
Il celebre attore Morgan Freeman debutta nella musica all'età di 89 anni con un album dedicato al blues, uscito il 7 agosto 2026 e anticipato dal brano Death Letter Blues, il classico di Son House reinterpretato ad hoc.
Morgan Freeman, una delle voci più riconoscibili del cinema contemporaneo, aggiunge così un capitolo inatteso alla propria lunga carriera: a 89 anni l’attore entra ufficialmente nel mondo delle sette note con Morgan Freeman’s Symphonic Blues Experience, il suo primo vero progetto discografico personale.
A raccontare la novità era stato, qualche settimana fa, il magazine Rolling Stone, che aveva presentato l’iniziativa come un nuovo approdo artistico per una figura che, nel corso di oltre sei decenni, ha attraversato il cinema, il teatro, la televisione e il mondo della narrazione documentaristica.
Freeman ha curato la realizzazione dell’album appena uscito e ha partecipato vocalmente alla prima traccia. Il progetto nasce da un rapporto con il blues che l’attore considera antico e profondamente personale, legato ai ricordi d’infanzia nel Mississippi. Un legame che non si è limitato all’ascolto e che nel tempo ha trovato anche una dimensione concreta, con la fondazione del Ground Zero Blues Club in Mississippi, avvenuta 25 anni fa.
Un album costruito sulla storia del blues
Morgan Freeman’s Symphonic Blues Experience è un disco composto da 12 tracce che ripercorre 100 anni di storia del blues. L’album comprende anche reinterpretazioni di brani di altri musicisti blues e sarà accompagnato da un tour articolato in tre date.
La scelta del genere non rappresenta quindi una deviazione completamente estranea al percorso di Freeman. Il blues è infatti presente nella sua storia personale da molto tempo, a partire dai ricordi legati alla nonna e al Mississippi Delta. “Ho sentito il blues per la prima volta sul portico di mia nonna nel Delta del Mississippi, e non mi ha mai lasciato”, ha raccontato Freeman a Rolling Stone.
L’attore aveva già avuto modo di prestare la propria voce alla musica, anche se mai prima d’ora aveva realizzato un progetto discografico interamente suo. Tra le precedenti collaborazioni figura quella con 21 Savage e Metro Boomin: nel loro album del 2020, Savage Mode II, Freeman aveva contribuito con interventi parlati e parti di narrazione distribuiti lungo il disco.
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Una carriera che attraversa più linguaggi
Il passaggio alla musica arriva dopo una carriera che ha fatto di Morgan Freeman una presenza costante dello spettacolo internazionale. Vincitore di un Oscar e di un Golden Globe, Freeman ha lavorato in numerosi film e ha recitato anche a Broadway. Alla carriera cinematografica e teatrale ha affiancato una lunga attività come narratore di documentari, oltre alla partecipazione a iniziative legate a cause ambientali e campagne politiche.
L’esordio musicale arriva dunque quando Freeman si avvicina al traguardo dei 90 anni, aggiungendo un'attività nuova a un percorso professionale già estremamente articolato. Il progetto rappresenta il suo primo album personale, ma non il primo incontro dell’attore con il linguaggio musicale, considerati i precedenti interventi come voce narrante.
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Il legame con il Mississippi e il Ground Zero Blues Club
Il rapporto di Freeman con il blues affonda le proprie radici nel Mississippi. L’attore ha ricordato di avere ascoltato il genere per la prima volta sul portico della nonna, nel Delta del Mississippi, e di non averlo mai più abbandonato.
Questa relazione con il blues ha avuto anche una dimensione imprenditoriale e culturale. Freeman è infatti tra i fondatori del Ground Zero Blues Club in Mississippi, creato 25 anni fa. Il nuovo album si inserisce quindi all’interno di un rapporto con il genere che precede di molto la pubblicazione del disco.
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Il cinema resta al centro della sua attività
L'arrivo nella musica non significa però un abbandono della recitazione. Morgan Freeman continua infatti a lavorare come attore e attualmente interpreta il segretario di Stato degli Stati Uniti nella serie di Taylor Sheridan Lioness, nella quale recita accanto a Nicole Kidman e Zoe Saldaña.
Il più recente film di Freeman è stato Now You See Me: Now You Don’t, uscito nel 2025 e terzo capitolo della saga cinematografica Now You See Me. Parallelamente, l’attore è tornato recentemente sul piccolo schermo con Lioness, confermando la volontà di proseguire anche sul versante della recitazione.
Freeman lavora nel settore da oltre sei decenni e non sembra intenzionato a ritirarsi. L’ipotesi della pensione, ha spiegato, può occasionalmente affacciarsi, ma tende a scomparire non appena arriva una nuova proposta professionale.
“A volte l’idea di andare in pensione mi passava per la testa, ma non appena il mio agente dice che c’è un lavoro, o qualcuno ti vuole, o ti hanno fatto un’offerta, tutto torna esattamente a come era il giorno prima: quanto ti pagheranno, dove saremo?”, ha raccontato Freeman a The Guardian lo scorso anno.
La voglia di continuare
Alla base della sua permanenza nel mondo dello spettacolo rimane, secondo le sue stesse parole, il desiderio di lavorare. “La voglia c’è ancora. Ammetto che si è un po’ affievolita. Ma non abbastanza da fare una differenza significativa”.
Una dichiarazione che restituisce il quadro di un attore ancora attivo dopo più di sessant’anni di carriera e ora pronto a sperimentare una forma artistica ulteriore. Con Morgan Freeman’s Symphonic Blues Experience, Freeman non abbandona dunque il cinema, ma amplia il proprio percorso attraverso un album che mette al centro proprio quel blues ascoltato per la prima volta da bambino nel Mississippi Delta.