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Sanremo 2026, Ermal Meta: "Stella Stellina è lo specchio della nostra epoca"

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

©Ansa

Il cantautore, che uscirà il 27 febbraio con l'album Funzioni Vitali, ha spiegato che i nomi che ogni sera compaiono sui suoi abiti lo fanno sentire meno solo e che l'essere papà gli ha portato in dono tanta pazienza. L'INTERVISTA

Stella stellina (IL TESTO) è il brano di Ermal Meta in gara al Festival di Sanremo (LA DIRETTA) è contenuto in Funzioni Vitali, il suo sesto album di inediti in uscita il 27 febbraio. Il progetto segna un’importante evoluzione creativa per l’artista, che amplia il proprio universo con sonorità nuove, ricerca musicale e un approccio narrativo più profondo, mantenendo al centro la forza della scrittura e l’identità artistica che lo contraddistinguono. 

Ermal questo Festival ti vede protagonista con Stella Stellina ma poi che accadrà?

Funzioni Vitali sarà il mio sesto album in studio, attraverso diversi mondi musicali e il tema ricorrente è quello del tempo visto come rifugio sicuro ma anche come inganno: il tempo è capace di ricreare situazioni del passato che non sono come le immaginavi, quindi c'è un inganno del tempo che portiamo nel nostro presente, noi restiamo incastonati nella nostra pietra della realtà. Ci sono dodici canzoni mentre nel vinile c'è ne sarà una in più. La musica è come l'architettura: le canzoni si ascoltano e non si raccontano e ti dico che Funzioni Vitali è un album con un cuore organico dentro ogni canzone con una identità molto forte.

 

L'obiettivo di Stella Stellina è fare rumore e non silenzio?

Non penso che stia passando sotto silenzio, che è il grande tema attuale, questa canzone porta con se un paradosso ed è quello del mondo in cui viviamo oggi: se non ascolti il testo balleresti è la dicotomia non è casuale perché il testo frena e poi balli di nuovi con la musica. Viviamo di micro pause tra un sentimento e un ricordo... andiamo in palestra e i bambini muoiono, per citare un esempio, la canzone è uno specchio del mondo in cui viviamo.

 

Quindi non temi stia passando in silenzio?

Passando in silenzio? Lo chiedo a te e se tu senti il silenzio è così; il pessimismo è un modo per difendersi dal futuro e forse dal presente. Oggi gli adulti fanno più rumore dei bambini e lo trovo preoccupante e il silenzio ce lo auto infliggiamo: dire Gaza e Palestina non è una bestemmia, la bestemmia è che vengano cancellate dalle parole.

 

Senti nell'aria profumo di primavera?

Primavera è voglia di rinascita e speranza, coincide con la fine dell'inverno ma le stagioni sono cicliche e siamo forse nell'inverno dell'umanità e non ce ne siamo accorti o se lo facciamo è in maniera passiva. Questa è la verità. Ho letto critiche verso la canzone come cose bellissime ma non è questo che mi interessa, mi interessa sentirmi libero di tenere fede ai miei impegni di cantautore che sono essere coerente con me stesso.

 

Hai pubblicato un breve racconto per La nave di Teseo che si intitola proprio Stella Stellina: come è nato il progetto?

Scritta la canzone e saputo che sarei stato alla settimana santa della musica, al Giubileo di Sanremo, ho pensato di fare qualcosa di più. Ho descritto una bambina palestinese vista dagli occhi di un connazionale che tornando a casa cerca di non dirle cosa ha fatto. I proventi andranno a Save The Children Italia, avevo già fatto una cosa simile nel 2018 perché ho toccato con mano quanto è importante, una goccia fa, nel 2018 con Non Mi Avete Fatto Niente che avevo dato i proventi a Emergency e tre anni dopo è arrivata una mail che avevano costruito un ospedale e curato 12 mila persone: ti assicuro che è stata una vittoria più bella di quella del Festival e sapevo che quest'anno volevo fare una cosa simile.

 

Ogni sera indossi un vestito con nomi di bambine differenti: è molto toccante.

Stella Stellina è un simbolo, ogni nome è un incantesimo e tanti ne sono stati spezzati dunque è doveroso dare un nome o un volto ai bambini e anche non sentirmi solo sul palco con la mia incapacità di fare qualcosa. È anche una pausa nella mente su come sto. Non voglio si dica che sono quello dei temi sociali, ho fatto canzoni di diversa natura. Non sono il cantante dei temi sociali: il cantautore si racconta e racconta attraverso quello che vive intorno. E per altro non è sociale ma è umano.

 

Che pensi dell'Intelligenza Artificiale?

Non so dirti che accadrà nel futuro ma c'è un abbassamento del linguaggio. L'AI scrive testi imbarazzanti, è un calcolo algoritmico che non introduce l'errore. Il problema è che a volte certe cose sembrano scritte con l'intelligenza artificiale ma non lo sono. Parliamo di social: fino a qualche anno fa se non scrivevi bitch e cash eri out perché erano termini mutuati dai social. Un conto è un testo scritto dai social ma è molto peggio un essere umano che usa certe parole per farsi accettare dall'algoritmo. Aggiungo che il brutto ha un potere più forte del bello.

 

Andresti all'Eurovision?

Ci andrei perché questa canzone ha valore per me e ritengo sia giusto portarla su quel palco. Fossi costretto a esserci anche solo per 29 rinunciatari rinunciare sarebbe come non fare l'ultimo passo. È bene nel mio caso che ci sia Israele perché canterei questa canzone in modo ancora più forte, è il mio compito.

 

Infine raccontami l'Ermal papà.

Non credevo che avrei avuto tanta pazienza, ne ho trovato un giacimento, potrei venderla. Mi sono ritrovato all'improvviso alla periferia della mia vita ed è la cosa più bella che mi è successa. Sono felice di vederla interagire con le due sorelle più grandi arrivate da poco (sono state adottate, ndr) e non si stacca da loro, sembra siano nate insieme. Vivo in un mondo di donne e comprerò un cane maschio un giorno. Amo la mia famiglia e la porto sempre con me. A Fortuna cerco di fare vivere la musica non come uno strumento che mi allontana da lei: mangia e le canto canzone sulla pappa, ha una bambola mi ci invento qualcosa. Mentre le cantavo la filastrocca di Stella Stellina mi si sovrapponeva l'immagine di una sguardo di una bambina palestinese visto su Internet. Quando si è addormentata sono sceso in studio e venti minuti dopo è nata la canzone.

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