Lo speciale sul Festival di Sanremo
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Sanremo 2026, premio alla carriera a Piero Cassano, co‑fondatore dei Matia Bazar

Musica
©Ansa

Lo storico co-fondatore, compositore e produttore dei Matia Bazar, riceverà il prestigioso premio "Dietrolequinte" 2026. La cerimonia di consegna avverrà al Victory Morgana di Sanremo in occasione del press Golden Gala. Il riconoscimento celebra una carriera straordinaria che ha visto il musicista genovese protagonista sul palco dell'Ariston per ben 21 volte, collezionando tre primi posti (due come artista e uno come produttore) e numerosi successi internazionali

A pochi giorni dall’apertura del Festival di Sanremo (QUI I TESTI DELLE CANZONI), tra attese, pronostici e nuove proposte, torna a emergere un nome che ha attraversato il Festival più di molti altri. Piero Cassano, co‑fondatore dei Matia Bazar e autore di alcuni dei brani più riconoscibili della musica italiana, riceverà il premio “Dietrolequinte” 2026, un riconoscimento che celebra non solo la sua carriera, ma anche un rapporto privilegiato con il Festival che dura da oltre mezzo secolo.

Un rapporto che attraversa decenni

Cassano è stato uno dei protagonisti più assidui della kermesse: 21 partecipazioni, tre vittorie, numerose collaborazioni artistiche e un ruolo costante nell’evoluzione del pop italiano. Come ha raccontato all’AGI, “Sanremo ha rappresentato tutto e di più”, un percorso iniziato negli anni Settanta e mai davvero interrotto.

La sua visione del Festival resta lucida: Sanremo “può essere un trampolino di lancio ma anche un punto d’arrivo”, perché accoglie giovani quasi esordienti — “alcuni li avevo appena sentiti nominare, altri ho dovuto cercarli per conoscerli meglio” — e voci già affermate che scelgono di tornare. È il caso di Giorgia, per la quale Cassano osserva che “non aveva bisogno di un ulteriore Sanremo: era piuttosto il Festival ad aver bisogno di una voce come la sua”.

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Una carriera costruita sul palco dell’Ariston e il cambiamento del Festival

Nel suo lungo percorso sanremese, Cassano ha attraversato stagioni molto diverse della musica italiana. Dopo i due trionfi con i Matia Bazar, la vittoria come produttore, il podio nei Giovani con Laura Bono e l’esordio con Gatto Panceri, il musicista ha visto trasformarsi il ruolo stesso del Festival. Se un tempo la centralità spettava alla canzone e alla voce, oggi nota come l’attenzione si sia spostata anche su ciò che circonda l’esibizione: “Oggi ci si stupisce per ciò che un artista riesce a costruire attorno alla propria presenza”, afferma.

Tra i cambiamenti che osserva con maggiore scetticismo c’è l’uso dell’autotune, su cui il giudizio è netto: “Non è più un effetto creativo, ma troppo spesso un supporto a una mancata capacità vocale”. È la stessa schiettezza con cui commenta l’esecuzione dell’inno nazionale di Laura Pausini: apprezzamento per la voce e l’intensità, ma non per l’arrangiamento, che secondo lui non ha valorizzato l’interprete.

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Dai Jet ai Matia Bazar: origini e identità

Le radici della storia musicale di Cassano affondano nei Jet, gruppo progressive che anticipò la nascita dei Matia Bazar. Da quell’esperienza arrivò una ricerca sonora che si tradusse in un’identità precisa: Stasera che sera — “un’idea straordinaria” di Carlo Marrale sviluppata insieme — Cavallo bianco, Che male fa, C’è tutto un mondo intorno.
Questi brani segnarono un’epoca e definirono l’originalità della band all’interno del panorama pop italiano.

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Un successo internazionale a lungo sottovalutato

Accanto al successo nazionale, Cassano rivendica anche i risultati ottenuti all’estero.
Solo tu ha venduto un milione e mezzo di copie in Francia”, ricorda, “rimanendo per cinque settimane al primo posto”. La versione in spagnolo superò i due milioni e mezzo tra Spagna e Sud America.
“Mi sono sempre chiesto perché a questi numeri non sia stato dato il giusto valore”, afferma. Tra le canzoni a cui è più legato cita Cavallo bianco, ricordo delle lunghe prove con Antonella Ruggiero, e Solo tu, “il brano che ha portato i Matia Bazar nel mondo”. A queste affianca Ti sento, pur uscito quando non era più nel gruppo, come una delle vette artistiche della band.

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Lo sguardo sui giovani

Cassano segue la nuova generazione con curiosità e senso critico. Apprezza chi costruisce un percorso autentico e sostiene con convinzione artisti come Alfa, Olly e Coez, che ritiene dotati di una forte identità. Resta ferma però la sua idea di formazione: “La gavetta è fondamentale: esibirsi davanti a venti persone serve a formarsi e a misurarsi davvero con la musica”. Oggi Cassano continua a lavorare con artisti che considera lontani dalle scorciatoie commerciali: il tenore crossover Matteo Macchioni, capace di affrontare repertori complessi “in tonalità Freddie Mercury” e la cantautrice Cecilia Larosa, talento “di cuore e intonazione” su cui ripone grande fiducia.

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