Flea dei Red Hot Chili Peppers spiega perché non ama fare foto con i fan

Musica

Camilla Sernagiotto

©Getty

Il celebre bassista della band losangelina composta da lui, Anthony Kiedis (voce),  John Frusciante (chitarra, cori) e Chad Smith (batteria, percussioni) solitamente è simpatico e alla mano, tuttavia pare si tiri indietro quando si tratta di scattare foto assieme ai suoi estimatori. Ha deciso di spiegare i motivi su Twitter, generando naturalmente un acceso dibattito

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Flea, il celebre bassista dei Red Hot Chili Peppers, solitamente è simpatico e alla mano, tuttavia pare si tiri spesso indietro quando si tratta di scattare foto assieme ai fan. Ha deciso una volta per tutte di spiegare i motivi su Twitter, generando naturalmente un acceso dibattito…

Quello che al secolo è Michael Peter Balzary - ma che è universalmente conosciuto con il soprannome di Flea (che in inglese significa “pulce”) - ha fatto recentemente parlare di sé per un caso considerato eccezionale: un estimatore del gruppo sarebbe riuscito a chiacchierare amabilmente con lui e Anthony Kiedis, il cantante, motivo per cui ha voluto platealmente ringraziarli su Twitter.

A riportare per primo la genesi di questa storia è il magazine musicale Ultimate Classic Rock, che racconta che un fan (che si chiama @luke_vesely su Twitter) ha recentemente postato un messaggio in cui tagga il bassista dei Red Hot Chili Peppers rendendogli grazie. Il suddetto fan si è stupito e ha mostrato un enorme apprezzamento per aver potuto chiacchierare con lui e con il cantante (un altro proverbiale orso del rock) in occasione di uno dei loro concerti.

In fondo a questo articolo trovate il tweet di Flea in cui il bassista spiega buona parte di questa querelle social.

Le parole del fan di Flea

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Il fan dei Red Hot Chili Peppers (@luke_vesely su Twitter) scrive sul social network: “@flea333 grazie (e AK) per essere stati così gentili e genuini mentre ci avete incontrato. Siete entrambi dei raggi di sole, non eravate costretti a fermarvi a chiacchierare ma l’avete fatto e spero che tu sappia che avete davvero influenzato le nostre vite . Amiamo te e AK con tutto il cuore!”.

Per testimoniare l’accaduto, il suddetto utente del social vergato dall'uccellino blu ha corredato il tweet con un breve video che mostra l’incontro (che pare “ravvicinato del terzo tipo”, data l’attenzione eccezionale che gli è stata data, e che gli stiamo dando tutti).

Le reazioni dei fan, che dicono che è una cosa rara

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Quel @luke_vesely di Twitter ha ricevuto parecchie risposte da altri utenti del social network, che quasi all'unanimità sottolineano quanto sia raro vedere Anthony Kiedis parlare con i fan a un concerto.

Lo stesso Luke ha poi ammesso che è vero, aggiungendo che proprio l’eccezionalità del fatto ha reso "l'incontro con lui (Kiedis, ndr) e Flea molto più speciale". Ha anche specificato che nessuno di quel gruppo di fan "ha chiesto una foto o un autografo o altro”. Ed è proprio quella distinzione che ha spinto Flea a ritwittare il post e il commento di Luke.

La risposta di Flea

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Flea è uno dei pochi bassisti a essere celebre come il cantante del gruppo in cui suona. Di solito chi è al basso è un po' il fanalino di coda di un gruppo, sperando che i bassisti all'ascolto - anzi, alla lettura - non ce ne vogliano... Ma in verità lo ammettono anche loro stessi (Paul McCartney a parte).
Tornando a Flea, il musicista ha voluto rispondere al fan che ha elogiato lui e Kiedis, twittando ciò che segue: “È perché tutti voi avete generato una luce gentile e delicata e non avete chiesto una foto. Siamo sempre pronti a parlare e chiacchierare, chiedere una foto rovina l’atmosfera all'istante", ha detto Flea.

La questione scoppiata in rete

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Le parole di Flea hanno scatenato tantissime reazioni di vario tipo.

“Naturalmente, il suo sentimento ha generato molte conversazioni, con dozzine di utenti che hanno reagito (positivamente e negativamente) al chiarimento di Flea condividendo le proprie esperienze di quando hanno incontrato il quartetto (i Red Hot Chili Peppers)”, scrive Jordan Blum sulla rivista musicale statunitense Loudwire.

Flea ha poi offerto una visione più approfondita della sua posizione quando uno degli utenti di Twitter gli ha chiesto cosa ci sarebbe di sbagliato nei fan che chiedono una foto. "Non c'è niente di sbagliato in questo. Ma rovina una conversazione reale", ha affermato Flea.

La domanda aperta che si pone Blum di Loudwire è la stessa che ci poniamo noi. Ma rimane aperta, senza alcun tipo di risposta univoca.

“Onestamente, entrambi i lati della discussione hanno punti giusti, quindi cosa ne pensate? Gli artisti dovrebbero accettare di scattare foto con i loro ammiratori, o hanno il diritto di opporsi a volte (se non sempre)?” conclude Jordan Blum.

C'è chi ama ricordare agli artisti che devono tutto ai fan, che sono in pratica i loro datori di lavoro. Ma c'è anche chi ricorda che, comunque sia, un artista non deve rendere conto a nessuno. Però sono tanti quelli che storcono il naso: alla fine i musicisti rendono sempre conto alla propria casa discografica e al loro manager, perché quindi non farlo anche con quella parte di mercato a cui devono il loro lauto guadagno, ossia chi compra i dischi e chi va ai concerti? E va ai concerti con smartphone ben saldo alla mano perché - se Flea non se ne fosse ancora accorto (così come Bob Dylan, che addirittura impedisce l'utilizzo degli smartphone durante i suoi live) - oggi viviamo in un mondo in cui cogliere l'attimo con la fotocamera è tutto, volenti o nolenti. Ma, nel caso dei Red Hot Chili Peppers, parliamo di una band nata negli anni ’80, quindi rimasta legata indissolubilmente all'analogico anche per quanto riguarda i rapporti umani, probabilmente. Il che è un bene. Ma come adesso i Red Hot Chili Peppers - così come Dylan - sono su Spotify e non solo su musicassetta, cd e vinile, dovrebbero ammodernarsi anche lato trattamento del proprio pubblico. Fa parte del gioco, purtroppo o per fortuna.

Di seguito trovate il tweet di Flea in cui spiega buona parte di questa querelle social.

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