"Like a Prayer" di Madonna compie 30 anni

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Immagine tratta dal video di "Like a Prayer"

Sacro e profano, un bacio interraziale e rimandi al Ku Klux Klan, a 30 anni di distanza dalla sua uscita "Like a Prayer" è ancora tra i singoli più famosi di sempre nella storia della musica pop.

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Era il 3 marzo 1989 quando Madonna diede una forte scossa all’opinione pubblica di tutto il mondo. Un testo dal significato ambiguo e un video in grado di far partire un boicottaggio ai suoi danni, a trent’anni di distanza dall’uscita “Like a Prayer” è ancora oggi un inno alla libertà grazie anche al quale la nostra società ho potuto fare passi avanti.

Siamo alla fine degli anni ’80, Madonna Louise Ciccone si è ormai imposta come la regina del pop, la sua musica ha rivoluzionato la discografia, ha cambiato le regole dello show-biz internazionale, ha sovvertito qualsiasi tipo di schema e ha shockato il pubblico, ma il mondo non è ancora a conoscenza di ciò che sta per accadere.

Fin dal debutto l’artista ha infranto qualunque regola ergendosi a bandiera della libertà. Il suo stile anticonformista l’ha trasformata in una delle due icone della musica pop, l’altra è Michael Jackson. Anno dopo anno, singolo dopo singolo e video dopo video, l'artista prende a schiaffi i luoghi comuni a favore di uguaglianza e inclusività, un esempio entrato nella storia è proprio “Like a Prayer”.

"Like a Prayer": scandalo in tutto il mondo

La canzone è il primo caso al mondo di un brano utilizzato all’interno di uno spot pubblicitario prima della sua pubblicazione, infatti Pepsi scelse il singolo, da cui poi avrebbe preso il nome il quarto album di inediti della cantante, come colonna sonora della nuova pubblicità. Il filmato, intitolato “Make a wish”, vedeva come protagonista Madonna, all’età di otto anni, ballare in strada. Tutto tranquillo fin quando qualche giorno dopo venne pubblicato il video ufficiale in cui l’innocenza fanciullesca lasciava spazio a testi con una possibile doppia lettura e un video in grado di scatenare l’ira di gruppi religiosi.

Il video delle polemiche

Il video di “Like a Prayer” ha protagonista Madonna testimone di un omicidio di una donna bianca per il quale viene ingiustamente incolpato un ragazzo di pelle nera al posto del vero assassino. A questo principale filo narrativo, si aggiungono un bacio interrazziale, croci che bruciano di notte, come rimando al Ku Klux Klan, stigmate sulle mani dell’artista all’interno di una chiesa. Sacro e profano uniti in un video che non lascia il pubblico indifferente. La Chiesa e alcuni gruppi religiosi si scagliano contro l’artista iniziando il boicottaggio, la Pepsi non può far altro che fermare immediatamente la messa in onda cancellando lo spot da tutti i palinsesti. Madonna non si fa fermare e prosegue sulla sua strada, oggi il brano è entrato nella storia della musica mondiale e Rolling Stone lo ha anche inserito nella lista dei 500 brani più importanti di sempre.

La vittoria di Madonna

Il caso mediatico legato a “Like a Prayer” non scalfisce minimamente Madonna che fa del brano uno dei suoi maggiori successi di sempre tanto da vendere nel mondo oltre cinque milioni di copie rendendolo uno dei singoli più acquistati di sempre nella storia della musica. Inoltre, il brano raggiunge la prima posizione in ogni angolo del mondo: dal Giappone alla Svezia, dall'Italia alla Nuova Zelanda passando per il Canada e la Finlandia.