6 film da vedere sulla strage di Srebrenica, da Quo Vadis, Aida? a Resolution 819. FOTO
Il 27 agosto è morto il generale Ratko Mladić, il “boia di Srebrenica”, condannato all'ergastolo dal Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia per genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra, riconosciuto responsabile, tra l'altro, del massacro di oltre 8.000 uomini e ragazzi bosgnacchi a Srebrenica nel luglio 1995. Ecco le pellicole che raccontano una delle pagine più atroci della guerra in Bosnia, da Quo Vadis, Aida? a Resolution 819
A cura di Camilla Sernagiotto
Il 27 agosto 2026 è morto il generale Ratko Mladić, il “boia di Srebrenica”, condannato all'ergastolo dal Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia per genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra: detto anche “il macellaio”, Mladić è stato riconosciuto responsabile, tra l'altro, del massacro di oltre 8.000 uomini e ragazzi bosgnacchi a Srebrenica nel luglio 1995. Ecco le pellicole che raccontano una delle pagine più atroci della guerra in Bosnia, da Quo Vadis, Aida? a Resolution 819.
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Tra i film che hanno raccontato quella tragedia, il più celebre e doloroso è Quo Vadis, Aida?, diretto da Jasmila Žbanić nel 2020, una coproduzione internazionale che porta sullo schermo le ore del luglio 1995 in cui Srebrenica viene conquistata dalle forze serbo-bosniache guidate da Mladić.
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Al centro della storia c'è Aida, interpretata da Jasna Đuričić, traduttrice delle Nazioni Unite che si trova nella base dell'ONU quando migliaia di civili cercano rifugio e che tenta disperatamente di salvare il marito e i due figli, mentre le trattative internazionali falliscono e il destino della città appare ormai segnato.
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Presentato in concorso alla 77ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, Quo Vadis, Aida? è stato candidato all'Oscar 2021 come miglior film internazionale e ha vinto quattro European Film Awards, tra cui quelli per miglior film, miglior regia e miglior attrice, oltre al LUX Audience Award 2022.
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Un altro titolo fondamentale è A Cry from the Grave, documentario britannico del 1999 diretto e prodotto da Leslie Woodhead, che ricostruisce il massacro attraverso le testimonianze dei sopravvissuti e dei familiari delle vittime.
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Il documentario, della durata di 104 minuti e prodotto da Antelope Films, BBC, Thirteen/WNET, NPS, WDR e Ryninks Films, racconta l'uccisione sistematica di oltre 8.000 uomini e ragazzi bosgnacchi e raccoglie materiali e testimonianze che sono stati utilizzati anche nel processo per crimini di guerra all'Aia.
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A Cry from the Grave ha inoltre ricevuto nel dicembre 1999 lo Special Jury Award per il documentario di lungometraggio alla 12ª edizione dell'International Documentary Film Festival Amsterdam, confermandosi come uno dei documenti cinematografici più rilevanti sulla strage.
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Alla tragedia di Srebrenica è dedicato anche Resolution 819, film del 2008 diretto da Giacomo Battiato, con Benoît Magimel, Hippolyte Girardot e Karolina Gruszka, che affronta il massacro attraverso l'indagine sulle vittime e sulle fosse comuni.
La storia segue il poliziotto francese Jacques Calvez, inviato dall'Alta Corte di Giustizia dell'Aja a Srebrenica per raccogliere le prove del genocidio e ricostruire la sorte dei civili scomparsi, in un percorso che si trasforma in una ricerca della verità tra ostacoli politici, testimonianze e fosse comuni.
Prodotto da Breakout Films in collaborazione con Canal +, Aperto Films, TVN e Sirena Film, Resolution 819 è una produzione franco-italo-polacca del 2008, con musica di Ennio Morricone, che ha ottenuto il Marc'Aurelio d'Oro del pubblico per il miglior film alla Festa del Cinema di Roma 2008 e il Premio della Giuria Studentesca a Movies that Matter 2009.
Nel 2015 è arrivato The Fog of Srebrenica, documentario diretto da Samir Mehanovic che mette al centro i sopravvissuti al genocidio e il difficile rapporto con una memoria impossibile da cancellare, alternando le loro testimonianze alle immagini d'archivio e ai paesaggi della Bosnia-Erzegovina.
Il film, prodotto da Paradiso Films Documentaries, dura circa 60 minuti e racconta le conseguenze della strage attraverso le persone che hanno continuato a vivere dopo quei giorni, interrogandosi sul trauma, sulla guerra, sul perdono e sulla possibilità di fare i conti con il passato.
Ancora più esplicito è The Voices of Srebrenica, documentario del 2015 diretto da Nedim Lončarević, che ricostruisce la sequenza degli eventi attraverso interviste approfondite ai sopravvissuti e immagini originali girate nel 1995.
Il cinema documentario ha continuato negli anni a raccogliere le voci di chi è sopravvissuto: Remembering Srebrenica: 20 Years On, diretto da Tamanna Rahman e realizzato nel 2015, racconta per esempio le vicende del sopravvissuto Nedžad Avdić e della madre di Srebrenica Hatidza Mehmedović, che perse il marito e due figli durante il genocidio.
Il documentario, della durata di 23 minuti, torna sulla conquista di Srebrenica da parte delle forze di Mladić e sulla fuga dei civili verso la base ONU di Potočari, trasformando le testimonianze personali in uno strumento per conservare la memoria di quei giorni e contrastare la negazione del genocidio.
A quasi trent'anni dai fatti, questi film restituiscono prospettive diverse sulla stessa tragedia: dal dramma familiare di Quo Vadis, Aida? alle indagini di Resolution 819, fino alle testimonianze dirette dei documentari, il cinema continua così a raccontare Srebrenica e a mantenere viva la memoria delle oltre 8.000 vittime.