Lo speciale sull'Odissea di Christopher Nolan
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Elon Musk sfida Christopher Nolan: "Entro l'anno la mia Odissea con l'IA"

Cinema
Foto di IPA e foto di Webphoto

Il magnate della tecnologia e neo-miliardario, che prima dell’uscita della pellicola aveva già criticato le scelte di diversi membri del cast, ha ora scritto sulla sua piattaforma social X che Grok Imagine realizzerà in tempo per la stagione dei premi una versione cinematografica “storicamente accurata” dell’antico poema greco di Omero

Elon Musk ha rotto il silenzio sul film Odissea di Christopher Nolan, che ha già guadagnato 264 milioni di dollari nel week-end di apertura mondiale. Il magnate della tecnologia e neo-miliardario, che prima dell’uscita della pellicola aveva già criticato le scelte di diversi membri del cast, ha ora scritto sulla sua piattaforma social X che il suo strumento di intelligenza artificiale Grok Imagine realizzerà entro la fine del 2026, quindi in tempo per la stagione dei premi, una versione cinematografica “storicamente accurata” dell’antico poema greco di Omero. “Prima della fine dell’anno, Grok Imagine realizzerà un lungometraggio tratto dall’Odissea che sarà storicamente accurato e fedele all’arte di Omero”, ha scritto il patron di Tesla e Space X, che ha anche allegato un breve video de l’Odissea generato dall’intelligenza artificiale.

I PRECEDENTI COMMENTI RAZZISTI E TRANSFOBICI

Dal momento che il poema epico Odissea di Omero, che risale a quasi 2.800 anni fa, include creature fantastiche come ciclopi, mostri a sei teste e una strega che trasforma in maiali i marinai, ed è quindi considerato un’opera di finzione, l’obiettivo di accuratezza della narrazione perseguito da Elon Musk potrebbe essere piuttosto indirizzato verso l’etnia e la sessualità di alcuni membri del cast. Infatti, sebbene non sia confermato, il cast interamente bianco creato con l’intelligenza artificiale per il cortometraggio pubblicato su X sarebbe più in linea con le preferenze dell’imprenditore. Lo scorso marzo, Musk aveva definito Christopher Nolan “un razzista anti-bianchi” per aver scelto l’attrice kenyota-messicana Lupita Nyong’o per il ruolo di Elena di Troia, una decisione che secondo lui il regista avrebbe preso solo perché “vuole i premi”. Nella sua opera letteraria, Omero aveva descritto il personaggio mitologico non solo “dalla pelle chiara, bionda”, ma anche “il volto che fece salpare mille navi”, perché le sue nozze con Paride avevano dato inizio alla guerra di Troia. Per Musk, il casting dell’attrice avrebbe invece costituito “un insulto” a Omero e la prova che Nolan avrebbe “perso la sua integrità” in nome dell’inclusione a Hollywood. Sui social, la dura reazione contro Nyong’o si era registrata negli ambienti conservatori e identitari, soprattutto negli Stati Uniti e in Grecia, dove la pellicola è stata considerata un simbolo del “revisionismo woke”. In una più recente intervista alla rivista Elle, l'attrice aveva replicato alle parole di Musk “Questa è una storia mitologica. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno”. Sulla bellezza del personaggio di Elena, poi, aveva precisato di voler approfondire piuttosto altri aspetti più intimi: “Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata”. L'attore Elliot Page aveva invece subito commenti transfobici.

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