Rosebush Pruning, famiglia e potere. La recensione del film di Karim Aïnouz al cinema

Cinema

Vittoria Romagnuolo

PH Maria Lobo, MUBI via Webphoto

Il nuovo film di Karim Aïnouz, tra i titoli di punta dell'ultima Berlinale, è un dramma familiare grottesco con un cast stellare che si ispira liberamente all'opera prima di Marco Bellocchio "I pugni in tasca". Una rilettura contemporanea che racconta l'orrore di una famiglia americana, ricchissima e disfunzionale. Con Callum Turner, Jamie Bell, Riley Keough, Tracy Letts, Pamela Anderson, Lukas Gage ed Elle Fanning. Nelle sale italiane da mercoledì 8 luglio con la distribuzione di MUBI Italia

L'amore mostruoso e le famiglie disfunzionali come frutto di matrimoni che non rappresentano nuovi inizi ma primi capitoli di storie destinate al disfacimento.
Da Something Very Bad Is Going To Happen a The Drama, per fare due esempi recenti, vale a dire, dal piccolo al grande schermo, gli autori lanciano l'allarme sulle relazioni, sempre più oggetto di studio per il racconto della contemporaneità attraverso la finzione.
Karim Aïnouz pesca dagli anni Sessanta, il momento che ha segnato la fine della borghesia e l'inizio della rivoluzione giovanile, lo spunto per una storia che racconta la fine dei legami familiari.
Rosebush Pruning - letteralmente, potare il roseto - l'ultimo film del regista brasiliano premiato a Cannes, al cinema dall'8 luglio grazie a MUBI Italia, è un'opera liberamente ispirata a I pugni in tasca, la prima regia di Marco Bellocchio del 1965.
Al centro non c'è la borghesia ma una famiglia di ricchi americani annoiati dagli agi e neppure particolarmente interessanti. Proprio per questo pericolosamente a rischio di insidie e azioni malvagie.

La trama e i personaggi del film

Una famiglia americana straricca composta da madre, padre e quattro figli adulti, vive in una villa immersa nei boschi e nella solitudine in Catalogna.
Dopo il trasferimento dalla California, avvenuto per motivi non specificati ma probabilmente per capriccio, la madre muore ma il suo corpo non viene ritrovato.
L'ipotesi che sia stata assalita dai lupi della zona non ha traumatizzato all'apparenza i familiari che ogni tot offrono agli animali selvatici un agnello macellato augurandosi di tenere lontane altre sciagure. L'idea è del capofamiglia, l'attore Tracy Letts, rimasto cieco e dipendente dagli altri per ogni cosa.
I quattro figli, Jack, Ed, Robert e Anna sono diventati adulti solitari, pigri, mediocri e senza interessi, tranne quello per i vestiti firmati e per la musica. Non si interrogano sul futuro, si punzecchiano a vicenda sfruttando le debolezze reciproche, maturando l'ossessione l'uno per l'altro.
Jack (Jamie Bell) è diverso. Si mette in macchina e, curva dopo curva, si lascia alle spalle quel microcosmo che capisce, essere malato.
Ha incontrato Martha (Elle Fanning), bella, enigmatica, forse troppo accondiscendente, e vuole sposarla.
Quando la porta a casa gli equilibri della famiglia vanno in frantumi. Jack è il preferito di tutti, lo era anche di sua madre che non è morta davvero ma ha preferito lasciarlo credere a tutti per scappare da un matrimonio infelice e rifarsi una vita con una nuova compagna. Una madre che si nasconde da tutti tranne che da Jack.
Ed (Callum Turner) all'apparenza non ama niente e nessuno. Potare le rose nel giardino è il suo unico interesse insieme alla sua famiglia. Quando scorge una terribile corrispondenza tra le due cose, inizia l'incubo.

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Denaro, potere e violenza

Rosebush Pruning, un film scritto da Euthymīs Filippou, già sceneggiatore dei primi film di Yorgos Lanthimos e anche di The Lobster, Il sacrificio del cervo sacro e Kinds of Kindness, è un dramma familiare che sfocia nell'horror e nel grottesco, un'opera lunga poco più di un'ora e mezza che fa sbarrare gli occhi dopo aver fatto ridere delle stranezze dei protagonisti, proprio come accade nel cinema dell'autore greco acclamato a Hollywood.
Il processo alla ricchezza è offuscato dalla curiosità morbosa sui tic e le manie della famiglia al centro della vicenda che vive in un lusso strambo, sul ciglio della catastrofe, proprio come accadeva in Saltburn.
L'ossessione per le vite dei ricchi, evidente nel film di Fennell, qui non è primaria. Non c'è il confronto tra chi è ricco e chi non lo è perché i protagonisti sono soli.
In questo nucleo isolato la violenza si mescola con i vincoli di sangue e si moltiplica con forza.
L'unica via di fuga è rappresentata da Martha, che incassa silenziosamente le offese dal capofamiglia nel loro primo incontro.
Il padre è la figura più abominevole della storia, fino a quando non scopriamo il disinteresse della madre, che deride la sua stessa prole abbandonata, le ossessioni malate di Robert, quelle apparentemente innocue di Anna e di Ed.
Ognuno è parte dell'orrore in un universo impassibile, dove il sole splende sempre alto nel cielo e scintilla sulla superficie delle piscine e la violenza deflagra senza nemmeno generare paura. 
L'unica cosa che conta è il denaro, ovvero, il potere. Mentre la verità resiste sotto uno strato spesso di segreti e menzogne.

Un cast perfetto, da Callum Turner a Jamie Bell e Pamela Anderson

Il cast stellare di Rosebush Pruning ha suscitato molto interesse al Festival di Berlino dove gli attori del film erano tutti presenti tranne Riley Keough, interprete di Anna.
Callum Turner è un narratore monocorde, un volto quasi senza espressioni. Jamie Bell è perfetto nei panni di Jack, l'unico membro della famiglia che si lascia andare, all'amore e all'ira.
Pamela Anderson è la madre, istinto, pelle abbronzata, sorriso che splende in maniera agghiacciante. Si lascia indietro la sua vecchia vita con la spontaneità con cui ci si tuffa in acqua d'estate.
Lukas Gage fa ancora il ragazzo che non riesce a stare alla larga dai problemi, dopo Euphoria, YouThe White Lotus.
Elle Fanning è Martha, una dark lady manipolatrice, finita non per caso in una famiglia di manipolatori. Come è riuscita ad agganciare Jack?
Il film scorre veloce al ritmo di una colonna sonora energica. Lasciando la voglia di sapere di più dopo l'epilogo.

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