Gran Premio della Giuria a Salvation del turco Emin Alper. Si è chiuso il Festival del Cinema di Berlino. Orso d'Argento del premio della giuria a Queen at Sea dell'americano Lance Hammer
Yellow letters del regista tedesco Ilker Catak ha vinto l'Orso d'Oro della settantaseiesima edizione della Berlinale, la cui giuria è stata presieduta dal regista Wim Wenders. Il Gran Premio della Giuria, Orso d'Argento, è andato a Salvation di Emin Alper, che durante il discorso ha espresso solidarietà a figure dell'opposizione incarcerate in Turchia e ha ricordato "il popolo iraniano che soffre sotto la tirannia" e i palestinesi di Gaza. L'Orso d'Argento del premio della giuria è andato a Queen at Sea del regista americano Lance Hammer. Insieme a Wenders hanno fatto parte della giuria Min Bahadur Bham, Bae Doona, Shivendra Singh Dungarpur, Reinaldo Marcus Green, Hikari ed Ewa Puszczyńsk. Tra gli altri premi, l'attrice tedesca Sandra Huller ha vinto l'Orso d'Argento per la migliore interpretazione per Rose.
Le motivazioni
"Il tuo film è una terrificante premonizione che guarda al futuro prossimo che potrebbe accadere anche nei nostri Paesi, è entrato nella pelle di tutti noi che vediamo i segni del dispotismo nel nostro paese o nel nostro vicinato, questo film sarà compreso in tutto il mondo", ha detto Wim Wenders motivando la scelta della giuria di assegnare l'Orso d'Oro a Yellow letters. Wenders ha poi aggiunto: "Hai realizzato un magnifico film contemporaneo impeccabile nei dialoghi, nella recitazione e nel modo in cui lo hai girato e montato". Catak ha ringraziato Wenders definendolo uno dei suoi maestri.
Le polemiche
Il festival è stato attraversato da tensioni politiche fin dall'inizio. Le dichiarazioni di Wenders, che aveva invitato a non entrare nel campo della politica pur riconoscendo il potere del cinema di cambiare il mondo, hanno suscitato critiche. La scrittrice Arundhati Roy ha annullato la sua partecipazione definendo le parole del regista inaccettabili, mentre una lettera aperta firmata da decine di personalità del cinema ha accusato la Berlinale di silenzio sul genocidio dei palestinesi e di censura verso gli artisti critici nei confronti di Israele. La direttrice del festival, Tricia Tuttle, ha respinto le accuse, affermando che esprimere le proprie opinioni fa parte della democrazia e richiede coraggio, pur riconoscendo che non tutte le critiche devono essere condivise. La Berlinale ha offerto anche una piattaforma ai registi iraniani per denunciare la repressione delle proteste nel loro Paese. Il dissidente Jafar Panahi ha parlato di "crimine incredibile" e di migliaia di morti nella repressione governativa, accusando le autorità di impedire perfino il lutto per le vittime.
i vincitori della Berlinale 2026
Concorso principale
Orso d’oro: Yellow Letters – regia di İlker Çatak
Orso d’argento – Gran Premio della Giuria: Salvation – regia di Emin Alper
Orso d’argento – Premio della Giuria: Queen at Sea – regia di Lance Hammer
Orso d’argento – Miglior regia: Grant Gee per Everybody Digs Bill Evans
Orso d’argento – Miglior interpretazione protagonista: Sandra Hüller per Rose
Orso d’argento – Miglior interpretazione non protagonista: Anna Calder-Marshall e Tom Courtenay per Queen at Sea
Orso d’argento – Miglior sceneggiatura: Nina Roza – regia di Geneviève Dulude-De Celles
Orso d’argento – Contributo artistico: Yo (Love Is a Rebellious Bird) – regia di Anna Fitch
Perspectives – Opera prima
Miglior opera prima (50.000 euro): Chronicles of the Siege – regia di Abdallah Alkhatib
Documentari
Documentary Award (40.000 euro): If Pigeons Turned to Gold – regia di Pepa Lubojacki
Menzione speciale: Tutu – regia di Sam Pollard
Menzione speciale: Sometimes I Imagine Them All at a Party – regia di Daniela Magnani Hüller
Cortometraggi
Orso d’oro per il miglior corto: Someday, a Child – regia di Marie-Rose Osta
Orso d’argento – Premio della Giuria: A Woman’s Place Is Everywhere – regia di Fanny Texier
CUPRA Filmmaker Award: Kleptomania – regia di Jingkai Qu