Fulminacci, l'album Calcinacci: "il disco è maturo ma continuo a convivere col me bambino"
Musica Credit Simone BiavatiDopo avere conquistato il Festival di Sanremovvincendo il Premio della Critica col brano Stupida Sfortuna, il cantautore romano torna con un nuovo disco e un nuovo tour, ribattezzato Palazzacci che debutta il 9 aprile nella sua Roma. L'INTERVISTA
Dopo l’intensa esperienza alla 76ª edizione del Festival di Sanremo (GUARDA LO SPECIALE), dove ha presentato il brano Stupida sfortuna (IL TESTO)conquistando il Premio della Critica Mia Martini e il Premio Assomusica Sanremo 2026 per la Migliore Esibizione Live di un artista rivelazione, Fulminacci pubblica il suo nuovo album Calcinacci. È il mio primo disco fatto a Roma, la sua città. Senza orari, senza fretta, senza treni. Lui Golden Years e qualche amico che ogni tanto è passato in studio. Per accompagnare l’arrivo del disco, il cantautore annuncia tre appuntamenti speciali al cinema con Calcinacci, il cortometraggio che lo vede protagonista e che espande in forma cinematografica l’universo narrativo dell’album. Il progetto segna un passo inedito nel percorso creativo di Filippo Uttinacci alias Fulminacci: non è un semplice videoclip, ma un vero cortometraggio, diretto dai Bendo e da Filiberto Signorello che hanno contribuito alla scrittura insieme a Fulminacci e Giovanni Nasta. Con la partecipazione tra gli altri di attori del calibro di Pietro Sermonti e Francesco Montanari, il film racconta in forma parallela e cinematografica le atmosfere e le storie contenute nel disco. L’idea nasce dal desiderio dell’artista di sperimentare un linguaggio visivo più ampio rispetto al formato tradizionale del videoclip, costruendo una narrazione capace di affiancare la musica senza limitarla. Il tour nei Palazzacci partirà il 9 aprile da Roma mentre quello estivo debutterà il 23 giugno da Padova.
Filippo dopo il Festival di Sanremo torni con una doppietta, un medio metraggio e l'album Calcinacci: come lo spieghi?
Vero, esco simultaneamente con un album e il corto. E come fosse il video del disco, io parlo ma metaforicamente parla del disco a partire dalla ricostruzione della mia vita da macerie private. La psicoterapia non risolve ma fa luce.
Il tempo è uno dei temi trainanti del disco: il suo scorrere ti inquieta?
Non mi abbandonerà mai, ho la sindrome di Peter Pan non diagnosticata, alla soglia dei trent'anni lo sento, se non fosse per le tasse vorrei continuare a giocare, è il mi obiettivo che porta via la frustrazione, ho anche qualche capello bianco ma quelli rappresentano la maturità. Ci convivo ma resto legato al me bambino.
In Indispensabile citi Stefano Rosso, un grande dimenticato del cantautorato italiano: perché?
Lo conoscono in pochi e questo fa capire quanto una parte di storia musicale è sottovalutata. Un altro dimenticato è Enzo Carella, sottratto alla storia.
Cosa intendi per Maledetto Me?
E' rincontrare una persona dopo tanto tempo e dirsi della cose. Parliamo di fatti e io ho accettato che non bisogna assolutamente piacersi e piacere.
A Sanremo però sei piaciuto.
Sono andato a Sanremo sbandierando che avrei vinto e lo ho affrontato come un bambino. il premio della Critica è una vittoria gratificante per me ma per come ho affrontato il Festival mi sento vincitore.
Restano i ricordi.
Ne ho meno paura, ora mi concentro di più sul collezionarli. Il mio lavoro sconfina con la vita privata.
Il cortometraggio, o mediometraggio a seconda dei punti di vista, ti avvicina al cinema?
il corto non è stato fatto per recitare ma resta un progetto cinematografico: in futuro non so che accadrà. Sarà candidato ad alcuni Festival e andrà di suo. Con l'attenzione che oggi dura un minuto se t'interessa lo seguirai.
L'album ha una sua profondità.
Viene da una rottura importante della mia vita, viene da amicizie nuove e ora so che essere scomodo è la chiave per nuove soddisfazioni. Il viaggio e il cambiamento mi hanno sempre messo in crisi poi ho capito che quella era una trappola.
Parlami di Tutto Bene.
E' la canzone in assoluto più personale. Nasce con la chitarra a casa, sono io e niente c'è di inventato, ripeto è chitarra e voce con gli archi che entrano.
Al Festival ti abbiamo visto elegante: anche stilisticamente ci sarà una evoluzione?
Immagina uno smoking bianco tra l'Agente 007 e un cameriere. Sarò elegante ma simpatico
Giocando con le tue parole temi il futuro?
Temo il che sarà di noi ma vorrei dire che passerà e che lo ha detto anche il dottore.
Cosa mi anticipi del tour Palazzacci e di quello estivo?
Sembrerà di essere sempre al Madison Square arden a prescindere da dove saremo. Ora ho più risorse e sarà più grande, sono più sicuro di me, ci sono più canzoni e di conseguenza è più difficile fare la scaletta. Balliamo tanto, sarà molto suonato e con i fiati.
Torneresti, infine, a Sanremo?
Non subito ma lo rifarò perché posso divertirmi ed è un bello spazio per la musica. Con un singolo ho raccontato un disco senza compromessi.