Lo speciale sul Festival di Sanremo
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Sanremo 2026, Fulminacci: "Sono anti scaramantico passo sotto le scale"

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

©Getty

Il cantautore romano è tra i papabili vincitori stando ai sondaggi ma il suo sogno è di arriivare quinto. Dopo il Festival uscirà il disco Calcinacci e poi parte il tour. INTERVISTA

Fulminacci aspetta la finale del Festival di Sanremo (LA DIRETTA - LA SCALETTA) con una quiete serafica. Almeno apparente. Il suo Stupida sfortuna (IL TESTO), è stato apprezzato e giudizi e voti lo mostrano in fascia alta. Fulminacci ha portato sul palco il suo mondo fatto di ironia leggera, fragilità condivisa e sguardo lucido sulle piccole storture quotidiane, creando un legame diretto e immediato con il pubblico. Stupida sfortuna racconta quel senso di spaesamento che nasce dagli inciampi di ogni giorno, da quando ci si sente sempre un passo indietro mentre tutto corre avanti. È una canzone che parla di paure, coincidenze, insicurezze e crescita, con la delicatezza e la leggerezza che da sempre contraddistinguono la scrittura di Fulminacci. Un brano che scorre come una passeggiata notturna: tra ricordi, presente e desideri futuri, con quella malinconia luminosa che sa far sorridere. Nella serata delle cover (LE PAGELLE), Fulminacci con Francesca Fagnani ha reinterpretato Parole parole di Mina.

Filippo come stai?

Mi sento tanto fortunato, ho attraversato una settimana splendida, mi sono divertito ogni giorno, il pezzo piace e chi mi incontra se ne dice innamorato, anche il pubblico che non mi conosceva.

 

Hai gesti scaramantici?

Pratico l'anti scaramanzia. Prima della serata di mercoledì sono passato sotto una scala, su di me non funzionano i rituali.

 

Visti commenti e pagelle pensi alla vittoria?

Ci penso eccome e vincerò.

 

Ieri sera sei rimasto soddisfatto del tuo duetto?

Eccome. Mi sono divertito per l'omaggio a Parole Parole di Mina, una canzone che è nel dna di tutti noi e anche i giovani la sanno a memoria; ho voluto una esibizione in bianco e nero con una persona che stimo ed è ironica: abbiamo giocato.

 

Guardi le classifiche?

Siamo qui per giocare bene e dunque sono felice di come sta andando.

 

Ti ha chiamato Massimiliano Pani?

Non si è fatto vivo.

 

La tua partecipazione a questo Festival è molto teatrale e curata nell'abbigliamento e nei movimenti sul palco: è studiato?

Anche in questo caso mi sono divertito a raccontare questa canzone anche esteticamente, è stata una scelta.

 

Stupida Sfortuna è una canzone d'amore ma anche di nostalgia.

I vinili si vendono più dei cd, usiamo la polaroid poiché ci piacciono le foto di carta perché le abbiamo solo noi esposte in camera, è aumentata la presenza ai concerti, si va verso l'umanità e contro la tecnologia. Guardarsi alle spalle è bello ma non va fatto in modo sbagliato.

 

Eddie Brock ha detto che eri a scuola con lui e pure più bravo: vero?

Certo che ero più bravo io, non conosco la sua media voti ma rispetto a me era più fumantino. Io adottavo la strategia geniale di stare al primo banco: studiavo poco ma risultavo molto educato. E' una strategia che consiglio ai giovani d'oggi. Sono uscito con 75 come votazione.

 

Canti anche la disillusione della tua generazione?

Faccio canzoni e talvolta mi sento in colpa per la mia leggerezza con quello che accade nel mondo. Stiamo surfando cercando accettare le situazioni e sorridere. Poi hai ragione, c'è una disillusione generazionale.

 

Finito il Festival che accadrà?

Esce il mio quarto disco che si intitola Calcinacci e mi piace molto, poi il tour Palazzacci e a seguire quello estivo.

 

Previsioni per stasera?

Se vince Ditonellapiaga e io arrivo secondo piango e batto i pugni a terra perché ci vogliamo tanto bene con Margherita. La mia top five è io quinto per l'umiltà, poi Chiello, Tredici Pietro, Arisa e Serena Brancale.

Approfondimento

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