Introduzione
Nella serata di sabato 23 maggio 2026, dopo il red carpet (LE PAGELLE AI LOOK), la cerimonia di premiazione della 79ª edizione del Festival di Cannes (LO SPECIALE) ha eletto i vincitori. Alla guida della Giuria c'era il regista sudcoreano Park Chan-wook, che ha coordinato la sinergia con il regista e sceneggiatore cileno Diego Céspedes, l’attore ivoriano-americano Isaach de Bankolé, lo sceneggiatore scozzese Paul Laverty, l’attrice statunitense Demi Moore, l’attrice e produttrice irlandese-etiope Ruth Negga, la regista e sceneggiatrice belga Laura Wandel, l’attore svedese Stellan Skarsgård e la regista e sceneggiatrice cinese Chloé Zhao.
Quello che devi sapere
Palma d'Oro a Fjord di Cristian Mungiu
La giuria presieduta da Park Chan-Wook ha assegnato la Palma d'Oro al film Fjord del regista romeno Cristian Mungiu.
"Credo che prima di chiedere agli altri di fare dei cambiamenti, sia importante che noi stessi li facciamo. Penso che nel cinema sia importante parlare di temi rilevanti, che sono facilmente reperibili e ci aiutano a capire la direzione in cui sta andando il mondo", ha detto il regista. "Possiamo farlo osservando le persone che ci circondano, quelle a noi vicine. E ciò che percepisco è che le società odierne sono frammentate, radicalizzate. E questo film è anche un impegno contro ogni forma di fondamentalismo. È un messaggio di tolleranza, di inclusione, di empatia. Sono termini meravigliosi che tutti amiamo, ma dobbiamo mettere in pratica più spesso".
I Gheorghiu, una devota coppia rumena-norvegese, si trasferiscono in un villaggio situato in un fiordo remoto, dove stringono un forte legame con i vicini, gli Halberg. I loro figli legano nonostante le diverse educazioni ricevute.
Quando l'adolescente Elia Gheorghiu si presenta a scuola con dei lividi sul corpo, la comunità si interroga se l'educazione tradizionale impartita ai figli dei Gheorghiu dai genitori possa esserne la causa.
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Grand Prix a Minotaur di Andreï Zvyagintsev
Il Grand Prix è stato vinto dal film Minotaur di Andreï Zvyagintsev.
"Milioni di persone su entrambi i lati della linea di contatto sognano una sola cosa: che i massacri finiscano finalmente. E l'unica persona che può porre fine a questa carneficina è il Presidente della Federazione Russa. Ponete fine a questa carneficina! Il mondo intero lo sta aspettando", ha detto il regista, che nel suo discorso si è rivolto a Putin.
Russia, 2022. Quando Gleb, un affermato dirigente d'azienda, si ritrova sotto assedio a causa delle crescenti pressioni aziendali e di un mondo sempre più instabile, il crollo della sua vita, meticolosamente ordinata, precipita verso la violenza.
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Miglior regia ax aequo a Calvo e Ambrossi e a Pawel Pawlikowski
Storico ex aequo nel premio per la Miglior regia, vinto da Javier Calvo e Javier Ambrossi per La Bola Negra e da Paweł Pawlikowski per Fatherland.
La Bola Negra narra le storie intrecciate di tre uomini in tre epoche diverse. Tre vite intimamente legate da sessualità e desiderio, dolore ed eredità, e una delle ultime opere incompiute di Federico García Lorca.
Fatherland si concentra sul rapporto tra lo scrittore premio Nobel Thomas Mann e sua figlia Erika, attrice, scrittrice e pilota di rally
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Migliore sceneggiatura a Emmanuel Marre per Notre Salut
Il premio per la Migliore sceneggiatura è stato vinto da Emmanuel Marre per il film Notre Salut (Un uomo del suo tempo).
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Migliore attrice a Virginie Efira e Tao Okamoto per All of a Sudden
Il premio come Miglior attrice è stato vinto ex aequo da Virginie Efira e Tao Okamoto per il film All of a Sudden di Ryusuke Hamaguchi.
Marie-Lou, direttrice di una casa di riposo per anziani, si impegna a introdurre una filosofia assistenziale innovativa basata sull'ascolto e sul rispetto della dignità degli ospiti, nonostante la resistenza di parte del suo staff. L'incontro con Mari, una regista teatrale giapponese che lotta contro il cancro, cambierà profondamente il suo percorso. Stringendo una profonda e solidale amicizia, le due donne uniscono le forze in una comune battaglia per "rendere possibile l'impossibile".
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Miglior attore a Emmanuel Macchia e Valentin Campagne per Coward
Il premio come Miglior attore è stato vinto ex aequo da Emmanuel Macchia e Valentin Campagne per il film Coward di Lukas Dhont.
Mentre la Prima Guerra Mondiale infuria, Pierre, un soldato appena arrivato al fronte, è ansioso di mettersi alla prova. Nelle retrovie incontra Francis, che decide di risollevare il morale dei suoi commilitoni allestendo uno spettacolo teatrale. Mentre la violenza continua, entrambi gli uomini cercano un modo per sfuggire alla brutalità della guerra, anche solo per un istante.
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Premio Speciale della Giuria a The Dreamed Adventure
Il Premio Speciale della Giuria è stato vinto da The Dreamed Adventure di Valeska Grisebach.
A Svilengrad, una piccola città al confine con la Bulgaria, Veska incontra Said, una vecchia conoscenza a cui è stata rubata l'auto. Offrendogli il suo aiuto, lo porta con sé al sito archeologico dove lavora come archeologa. Mentre si riavvicinano, Veska viene trascinata sempre più nel torbido mondo da cui Said è emerso, intraprendendo presto una sua personale indagine sui legami criminali che si celano sotto la superficie di questa cittadina apparentemente innocente ai margini dell'Europa. Quando figure del suo passato iniziano a farsi strada, Veska è costretta ad affrontare la verità sulla città e sulle sue esperienze.
Camera d'Or a Ben'Imana di Marie Clementine Dusabejambo
La Camera d'Or, il premio per la migliore opera prima assegnato dalla giuria presieduta da Monia Chokri, è stata vinta da Ben'Imana di Marie Clementine Dusabejambo.
"Ho voluto realizzare questo film perché volevo rendere omaggio alle donne del mio paese, a queste madri che sono alla base della guarigione di ogni nazione. Queste madri che, attraverso l'orrore e sofferenze indicibili, hanno trovato la forza di rimanere salde e dignitose", ha detto la regista. "E ancor di più, che hanno trovato nei loro cuori la capacità di dare, di donare se stesse, di perdonare e di andare avanti, anche imperfettamente, anche dolorosamente, anche a volte senza raggiungere del tutto l'obiettivo. Questa umanità, questo coraggio, meritano di essere visti".
Ruanda, 2012. Negli anni successivi al genocidio contro i Tutsi, in tutto il paese continuano i processi comunitari per la giustizia e la riconciliazione. Vénéranda, una sopravvissuta, guida il dialogo tra le vittime e le famiglie dei carnefici, aiutando gli altri a ricostruire le proprie vite e a guardare al futuro. Ma quando scopre dell'inaspettata gravidanza della figlia, è costretta a confrontarsi con i limiti delle proprie convinzioni.
Palma d'Oro per il Miglior cortometraggio a Para Los Contrincantes
La Palma d'Oro per il Miglior Cortometraggio è stata vinta da Para Los Contrincantes (Aux Adversaires) di Federico Luis.
"È un onore essere qui mentre sappiamo che stanno succedendo cose crudele in questo momento. C'è una sensazione dolce-amara nell'aria. Poche persone si preoccupano di ciò che dice un argentino. Ma comunque, vi ringrazio e vi chiedo di diffondere la voce", ha detto il regista.
Nel difficile quartiere di Tepito, un giovane ragazzo insegue il grande sogno messicano: diventare un campione di pugilato.