Introduzione
Il 2 aprile 1985 una bambina di undici anni perde la madre e i fratellini in un attentato mafioso che avrebbe dovuto uccidere un giudice. Da quel giorno inizia un viaggio lungo decenni, fatto di dolore, rabbia, processi e infine di un incontro impossibile che diventa liberazione. Un futuro aprile, diretto da Graziano Diana e in onda su Rai 1 il 21 maggio, racconta questa storia con la precisione della memoria civile e la delicatezza di un racconto umano
Quello che devi sapere
L'esplosione da cui tutto ha inizio
Il 2 aprile 1985, due auto viaggiano una dietro l'altra sulla strada che collega Pizzolungo a Trapani. In una c'è Barbara Asta con i due figli gemelli di sette anni, nell'altra il giudice Carlo Palermo, trasferito alla procura di Trapani solo pochi giorni prima. Le auto si affiancano per un attimo e proprio in quel momento l'autobomba parcheggiata sul lato della strada esplode: il giudice Palermo viene ferito, mentre Barbara e i suoi gemelli non sopravvivono all'attentato.
La scoperta della verità
Margherita Asta, undici anni, si salva perché è a scuola. Quando torna a casa, il mondo che conosceva non esiste più. Sua madre e i suoi fratellini sono morti. Suo padre Nunzio è vivo, ma non è più lo stesso uomo. Il padre le spiega che è stato un incidente. Ma poi, al ritorno dai funerali, Margherita passa davanti al luogo della strage e vede l'enorme buca provocata dall'esplosione, la distruzione dei luoghi circostanti e quella macchia rossa sul muro. "Papà, è sangue nostro quello?". Ascoltando i discorsi degli adulti, Margherita lentamente scopre la verità e si rende conto che il bersaglio era il giudice Palermo. Cresce con una certezza che diventa rancore: se quel giudice non fosse arrivato a Trapani, sua madre sarebbe ancora viva.
La rabbia che si trasforma
Il padre Nunzio segue per anni le indagini della procura e i processi che accusano mandanti ed esecutori, senza che vengano identificati i veri colpevoli. Margherita lo accompagna, osserva, impara. Il tribunale diventa il luogo dove la sua famiglia cerca qualcosa che assomigli alla giustizia.Seguendo il padre ai processi, col tempo il sentimento di Margherita verso il giudice si trasforma in una nuova consapevolezza, ma anche nell'amarezza per l'esito del primo processo. La colpa non è più tutta di un uomo solo. Il quadro si allarga, e con esso anche il dolore. Quando Nunzio muore, Margherita si ritrova sola con il peso di una storia irrisolta. Non c'è ancora una condanna definitiva, non c'è ancora un nome certo per chi ha ordinato quella bomba. Decide di non fermarsi. Dopo la morte del padre, Margherita si costituisce parte civile in un nuovo processo che porta finalmente alla condanna dei colpevoli. È un passaggio che non restituisce nulla di ciò che è stato tolto, ma che chiude almeno una ferita rimasta aperta per troppo tempo. Solo allora Margherita decide di incontrare Carlo Palermo, sopravvissuto ma devastato dal senso di colpa. Il loro incontro diventa un momento umano e intenso di riconciliazione e rinascita. Due persone legate da un destino che nessuna delle due ha scelto si trovano finalmente faccia a faccia. Nessuno dei due ha vissuto bene gli anni che separano l'esplosione da quell'incontro. Palermo ha portato il peso di essere sopravvissuto mentre altri morivano al posto suo. Margherita ha portato il peso di essere cresciuta senza madre, cercando qualcuno a cui attribuire una colpa.
Non un film di mafia
Il film non racconta la mafia dall'interno, non segue indagini né sparatorie. Sceglie di seguire il lungo percorso di chi è sopravvissuto, con dolore, rabbia, senso di colpa e ricerca della verità. Ne emerge un racconto intimo e civile insieme, dove la memoria privata deve convivere con una delle pagine più oscure della storia di Cosa Nostra. Il film è liberamente ispirato all'opera letteraria Sola con Te in un Futuro Aprile di Margherita Asta e Michela Gargiulo. Il titolo del libro è diventato il titolo del film: un'immagine di attesa e speranza che appartiene alla voce stessa di chi ha vissuto quella storia. Un futuro aprile va in onda giovedì 21 maggio in prima serata su Rai 1 ed è disponibile in streaming su RaiPlay.
Il cast
Francesco Montanari interpreta il giudice Carlo Palermo, il magistrato trentino che sopravvive all'attentato ma non riesce a sopravvivere al senso di colpa. Così l'attore ha descritto il suo ruolo: "Il mio personaggio è un uomo che ha scelto la legalità ed è pronto a tutto tranne a quello che gli accade. Si perde nella propria vulnerabilità finché non incontra Margherita, ormai adulta. Entrambi sono dei sopravvissuti". Ludovica Ciaschetti interpreta Margherita da adulta, il personaggio attorno a cui ruota l'intera narrazione. L'attrice ha raccontato: "Mi ha colpito la delicatezza di questa donna, ma ho cercato anche di accogliere la sua forza. All'inizio cerca un capro espiatorio, ma poi trasforma quella sofferenza in qualcosa di utile per gli altri". Aurora Menenti interpreta invece Margherita Asta bambina, nella fase più delicata e devastante della storia: quella in cui una bambina capisce, poco alla volta, cosa le è stato tolto e perché. Peppino Mazzotta, noto al grande pubblico soprattutto per il ruolo del dottor Pasquarello nella serie Il commissario Montalbano, veste qui i panni di Nunzio, il padre di Margherita. Anna Ferruzzo interpreta Zia Vita, la figura familiare che si stringe attorno a Margherita e Nunzio nei lunghi anni successivi alla tragedia. Federica De Cola è Barbara Rizzo, la madre di Margherita che muore nell'esplosione insieme ai gemelli. Il suo personaggio appare solo nella sequenza iniziale, ma è il centro emotivo dell'intero film: tutto nasce dalla sua assenza. Denise Sardisco è Antonina.