Fuori, trama e cast del film di Mario Martone per cui Matilda De Angelis ha vinto il David
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Fuori, pellicola di Mario Martone del 2025, candidata a otto David di Donatello, ha portato a casa una statuetta per l'interpretazione di Matilda De Angelis come Migliore attrice non protagonista. Il film, presentato in Concorso lo scorso Festival di Cannes, è ispirato ad alcune vicende biografiche della scrittrice Goliarda Sapienza, in particolare, alle opere L’università di Rebibbia e Le certezze del dubbio. La pellicola è arrivata nelle sale italiane lo scorso maggio.
Quello che devi sapere
Fuori, film premiato ai David di Donatello
Fuori, film drammatico di carattere biografico, è una pellicola diretta da Mario Martone, precisamente, la quattordicesima regia cinematografica dell'autore napoletano, da lui scritta insieme ad Ippolita Di Majo.
Il lungometraggio ha avuto il suo debutto mondiale al Festival di Cannes 2025, dove ha garegiato per la Palma d'Oro tra i titoli in Concorso (LE FOTO DEL RED CARPET), ed è arrivato negli stessi gioni nelle sale italiane, in programmazione regolare.
Tra i riconoscimenti del film, i Nastri d'Argento per le tre interpreti femminili principali, Valeria Golino, Matilda De Angelis ed Elodie.
De Angelis ha anche vinto il David di Donatello come Migliore attrice protagonista, unica statuetta ottenuta ai premi per cui aveva ottenuto otto candidature.
La trama di Fuori
Negli anni Ottanta la scrittrice Goliarda Sapienza fu accusata da alcuni amici di famiglia di aver rubato dei gioielli, evento per cui finì in carcere a Rebibbia, un'esperienza che fu descritta nel libro autobiografico L'Università di Rebibbia del 1983 edito da Rizzoli.
Quel diario che affronta con lucidità la vita carceraria racchiude gli eventi della pellicola di Martone, che è un racconto al femminile della sua protagonista, interpretata da Valeria Golino, a contatto con alcune delle donne incontrate dietro le sbarre.
Una volta uscita dal carcere, Goliarda Sapienza si ritroverà sola a più di cinquant'anni ed avrà occasione di rincontrare alcune persone con cui aveva costruito rapporti sigificativi.
C'è Barbara (Elodie), che in carcere aveva tentato il suicidio e ora prova, come tutte, a ricominciare. E c'è Roberta (De Angelis), rinchiusa per aver fatto parte di una banda armata e con la quale si sviluppa un tenero legame, un rapporto autentico che appare come un vero miracolo in un'estate romana che scorre in un mondo che sembra sospeso ma soprattutto incapace di cogliere la fragilità, il bisogno di autenticità e di amare che Sapienza raccontò in tutte le sue opere.
(Fuori - LEGGI LA RECENSIONE)
Il cast del film
Valeria Golino, che ha lavorato sull'opera di Sapienza con il suo L'arte della gioia, impersona la scrittrice nata nel 1924 negli anni Ottanta. De Angelis è Roberta, Elodie, che ha lavorato molto nelle ultime stagioni anche come attrice ottenendo il plauso della critica e del pubblico, è Barbara.
A questo trio di donne, la storia fa largo a ruoli per alcuni interpreti maschili, da Antonio Gherardi, apparso anche ne L'ultima notte d'amore, a Francesco Gheghi, visto in 40 secondi, e Francesco Siciliano.
Matilda De Angelis ai David, il discorso
Con Fuori Matilda De Angelis ha portato a casa il secondo premio David della sua carriera (il primo lo aveva vinto sempre come Migliore attrice non protagonista per L'incredibile storia dell'Isola delle Rose).
Sul palco, nel ritirare la statuetta, l'attrice nata a Bologna ha tenuto un discorso di ringraziamento potente, nel quale ha ribadito le sue posizioni sullo stato del settore del settore cinematografico in Italia espresse anche nelle interviste sul red carpet, facendo riferimento alla figura di Goliarda Sapienza, una donna libera, che ha lottato per tutta la vita per le cause in cui credeva.
"Non capisco perché ci siamo lasciati abbrutire e umiliare invece di essere indomiti come Goliarda Sapienza”, ha detto sul palco in un intervento nel qale ha rivendicato la posizione centrale della cultura e dell'arte cinematografica nel nostro Paese.
Il suo pensiero è andato alle maestranze, le cui proteste sono state espresse a Cinecittà a ridosso dei premi David, e a sé stessa, come esponente di un settore il cui futuro non è garantito senza gli adeguati sostegni.