Premiata per Fuori ai David di Donatello come miglior attrice non protagonista, Matilda De Angelis ha dedicato il suo discorso alle maestranze del cinema e dello spettacolo in protesta fuori da Cinecittà. L’attrice ha parlato di una “categoria umiliata”, chiedendo un cinema “pulito, onesto, sociale e politico” e invitando il settore a non perdere speranza e futuro
Il premio e il discorso sul palco
Dal palco dei David di Donatello, Matilda De Angelis ha trasformato il tradizionale discorso di ringraziamento in un intervento dal forte peso politico e sociale. Dopo aver ricevuto il riconoscimento come miglior attrice non protagonista per il film Fuori di Mario Martone, l’interprete ha rivolto il proprio pensiero alle maestranze del cinema e dello spettacolo che, proprio mentre si svolgeva la cerimonia, manifestavano fuori dagli Studios di Cinecittà.
“Mi spiace che si debba arrivare a vedere che viene umiliata un'intera categoria per ricordarci che esiste”, ha dichiarato l’attrice, riferendosi alla protesta dei lavoratori del settore audiovisivo.
Il riferimento a Goliarda Sapienza
Nel suo intervento, De Angelis ha evocato anche la figura di Goliarda Sapienza, simbolo di libertà intellettuale e resistenza culturale.
“Non capisco perché ci siamo lasciati abbrutire e umiliare invece di essere indomiti come Goliarda Sapienza”, ha detto, collegando il mondo del cinema alla necessità di una presa di posizione più forte e consapevole.
Parole che hanno dato al discorso una dimensione non soltanto sindacale, ma anche culturale e identitaria, nel cuore della più importante serata del cinema italiano.
“Il cinema deve essere pulito, onesto, sociale”
L’attrice ha poi ribadito una visione del cinema come strumento artistico e politico insieme.
“Il cinema deve essere pulito, onesto, sociale, politico”, ha affermato davanti alla platea di Cinecittà, in una serata segnata anche dalle tensioni e dalle richieste delle maestranze che da settimane denunciano difficoltà occupazionali e produttive nel settore.
Nel finale del discorso, De Angelis ha legato il valore dell’arte a quello dell’eredità umana e culturale: “L’amore come l’arte è un atto creativo per eccellenza e crea un’eredità. Io voglio far parte di questa eredità. Non levateci la speranza, non levateci il futuro”.
La protesta fuori da Cinecittà
Le parole di Matilda De Angelis arrivano in una serata già attraversata dalle proteste organizzate davanti agli Studios di Cinecittà da lavoratori e rappresentanti del comparto audiovisivo. Scenografi, tecnici, montatori e altre figure professionali del cinema hanno denunciato la crisi occupazionale che sta colpendo il settore, chiedendo maggiore attenzione da parte delle istituzioni e dell’industria