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Una battaglia dopo l’altra, cosa sapere sul miglior film con DiCaprio vincitore di 6 Oscar

Cinema
©Webphoto

LLa pellicola ispirata al romanzo Vineland di Thomas Pynchon ha dominato la notte degli Oscar 2026, conquistando il premio come Miglior Film. Il regista Paul Thomas Anderson ha trasportato la storia ai giorni nostri, raccontando la vicenda di un ex militante interpretato da un monumentale Leonardo DiCaprio in un'opera che ha convinto l'Academy per il suo sguardo lucido e spietato sull'America contemporanea


La notte degli Oscar 2026 (DIRETTA) ha sancito il trionfo definitivo di Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson  (LA RECENSIONE).  Il film prodotto da Warner Bros. ha sbaragliato la concorrenza aggiudicandosi il premio più ambito, quello per il Miglior Film, chiudendo la serata con un bottino complessivo di sei statuette. Sebbene la pellicola sia stata la regina assoluta della cerimonia, Leonardo DiCaprio non è riuscito a vincere l'Oscar come Miglior Attore Protagonista, superato da Michael B. Jordan. Il film ha comunque dominato nelle categorie principali, portando a casa i premi per la Miglior Regia e la Miglior Sceneggiatura Adattata, entrambi andati a un Anderson visibilmente commosso, oltre ai riconoscimenti per il Miglior Montaggio e per il Miglior Casting.

La trama

Il film è ispirato al celebre romanzo Vineland di Thomas Pynchon, originariamente ambientato nel 1984, ma Anderson ha scelto di trasportare il caos sociale della narrazione ai giorni nostri. La storia segue la vicenda di Bob Ferguson (DiCaprio): un ex militante di French 75, un gruppo di combattenti pro-immigrati che piazza bombe al confine tra Messico e Usa. Ormai troppo provato da una vita di abusi, l’uomo vive in clandestinità insieme alla figlia Willa (Chase Infiniti). Il loro equilibrio cambia drasticamente quando il colonnello dell'esercito suprematista bianco Steven J. Lockjaw (Sean Penn) arresta la ragazza. Bob si mobilita allora per ritrovarla, aiutato dai vecchi compagni di avventure politiche come Deandra (Regina Hall) e Sergio (Benicio Del Toro).

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Perché questo titolo

Il titolo Una Battaglia dopo l’Altra (One Battle After Another) è un riferimento a una frase pronunciata da Angela Davis, attivista e icona dei diritti civili, che parlava della necessità di lottare continuamente contro l’oppressione: “Non ci sarà mai una battaglia finale. È sempre una battaglia dopo l’altra”. Una citazione che oggi, dopo la consacrazione dell'Academy, risuona come il manifesto di una pellicola che ha saputo intercettare perfettamente le tensioni politiche e sociali degli Stati Uniti attuali.

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DiCaprio e l'assenza di Sean Penn

“Ho amato da subito l’idea di un uomo che all’inizio sembra destinato a essere l’eroe puro e duro, ma che poi rivela tutta la sua fragilità”, ha dichiarato DiCaprio parlando del suo Bob Ferguson. Nonostante la mancata vittoria personale, l'attore ha festeggiato il trionfo del collega Sean Penn, premiato come Miglior Attore Non Protagonista. Tuttavia, Penn è stato il grande assente della serata: non ha ritirato il premio di persona e, secondo indiscrezioni diffuse dal New York Times, si troverebbe già in Europa, diretto verso l'Ucraina per proseguire il suo impegno civile. Sul palco, il presentatore Kieran Culkin ha accettato la statuetta a suo nome con una battuta: "Sean non è qui stasera perché non ha potuto o non è voluto venire".

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Cast e riconoscimenti corali

Il cast è stato uno dei pilastri del successo del film, come confermato dalla vittoria del primo Oscar della storia per il Miglior Casting. Al fianco di DiCaprio e del premiato Penn brilla Benicio Del Toro, nei panni di Sensei Sergio, insieme alla giovane rivelazione Chase Infiniti. Nel film compaiono anche Wood Harris, la rapper Shayna McHayle e le cantanti Alana Haim e Teyana Taylor, contribuendo a un affresco corale che ha convinto i giurati su tutta la linea, portando il film a vincere anche nelle categorie tecniche più contese.

La locandina del film Una battaglia dopo l'altra
La locandina del film Una battaglia dopo l'altra - ©Webphoto

Vestaglia e barba lunga

Per interpretare al meglio questo ruolo, DiCaprio ha adottato un look estremamente naturale, lasciando incolti capelli e barba e recitando spesso in vestaglia di flanella. “È stato estremamente liberatorio”, ha commentato l’attore, ammettendo influenze stilistiche che vanno dal Drugo de Il Grande Lebowski ad Al Pacino. Questa scelta estetica ha aiutato a delineare il carattere di un uomo che vive ai margini, lontano dai fasti di Hollywood ma profondamente radicato nel cuore di un'America in fiamme.

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Spielberg: “Un film pazzesco”

Già prima del trionfo agli Oscar, Steven Spielberg aveva definito il film “pazzesco”, lodandone la capacità di mescolare azione frenetica, commedia assurda e temi civili. Le sue parole si sono rivelate profetiche: Una battaglia dopo l’altra non è solo il film più premiato del 2026, ma una pellicola capace di riflettere con onestà ciò che accade oggi negli Stati Uniti, trasformando una storia di resistenza in un classico istantaneo del cinema mondiale.

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