Gianmarco Pozzoli racconta la separazione e la depressione: "In un anno ho perso tutto"
Spettacolo
L'artista milanese noto per il canale The Pozzolis Family ha condiviso sui social un video in cui racconta apertamente la depressione grave vissuta dopo la separazione dalla moglie Alice Mangione. Un anno segnato dalla perdita del lavoro, del matrimonio e di quattordici chili, concluso con un ricovero al San Raffaele di Milano e un messaggio chiaro a chi si trova in difficoltà: chiedere aiuto subito
Con un video diventato virale in poche ore, il comico milanese Gianmarco Pozzoli (noto ai più per il canale YouTube The Pozzolis Family) ha raccontato senza troppi giri di parole ciò che è successo dopo la separazione da Alice Mangione, dalla depressione alla perdita del lavoro.
Gianmarco Pozzoli, il video in cui si racconta
Ci sono confessioni che sorprendono non per tanto quello che dicono, ma per il modo in cui vengono dette. Senza filtri, senza il consueto schermo dell'ironia che aveva reso Gianmarco Pozzoli uno dei volti più amati del web italiano. Il comico milanese 54enne, diventato popolarissimo insieme all'ex moglie Alice Mangione attraverso il canale The Pozzolis Family - dove i due raccontavano con umorismo pungente la quotidianità familiare - ha pubblicato un lungo video sui suoi profili social in cui ha ripercorso i mesi più difficili della sua vita. Un racconto intimo e diretto, accolto in poche ore da migliaia di reazioni e commenti di chi si è riconosciuto nelle sue parole.
La separazione da Alice Mangione, annunciata pubblicamente nel luglio del 2025, aveva già segnato una svolta netta nella vita di entrambi. I due avevano scelto la trasparenza anche in quel momento doloroso, raccontando ai propri follower la fine di un matrimonio e di un progetto condiviso. Ma per Gianmarco le conseguenze erano andate ben oltre la gestione pubblica di una rottura. Nel video, parlando direttamente alla camera, ha descritto i mesi successivi come il punto più basso della sua esistenza: in meno di un anno ha perso il lavoro, il matrimonio e il progetto costruito insieme ad Alice. Si è ritrovato a Roma, lontano da tutto, con la sensazione di non appartenere a nessun luogo.
La depressione che arriva di notte
Gianmarco Pozzoli è stato colpito da una grave forma di depressione, che lo ha raggiunto nelle ore notturne e ha cominciato a consumarlo dall'interno. Per tre mesi, mentre il resto del mondo si preparava al Natale, lui si aggirava per Roma come uno zombie, incapace di godere di una città che pure amava profondamente. Sul palco continuava a esibirsi, e lì si sentiva ancora vivo. Fuori dalle luci di scena, però, era un'altra persona: svuotata, smarrita, sempre più lontana anche dai propri figli. Nel frattempo perdeva peso: quattordici chili in pochi mesi, mentre nella sua testa scorrevano in loop immagini negative che non riusciva a fermare.
Quello che rende il racconto di Pozzoli particolarmente significativo è la consapevolezza tardiva con cui descrive quei mesi. Non si è accorto subito di cosa stesse attraversando. Ha aspettato, minimizzato, resistito all'idea di chiedere aiuto, un percorso che molti riconoscono come dolorosamente familiare. Solo grazie alla pressione insistente di alcune persone vicine ha accettato di farsi ricoverare al San Raffaele di Milano, dove ha iniziato un percorso terapeutico che si è rivelato determinante.
Oggi il comico è tornato a sorridere, supportato dal percorso terapeutico e dalla vicinanza delle persone che ha incontrato lungo la strada. Il suo video si inserisce in una conversazione culturale sempre più necessaria: quella contro lo stigma legato alla salute mentale, a partire dalla convinzione che la sofferenza psicologica sia una malattia come le altre, e che guarire non solo sia possibile, ma sia un diritto. Un messaggio che, in un ecosistema social spesso dominato dall'immagine della perfezione, arriva con la forza rara delle cose vere.
L’appello ai followers
Il video non si chiude sul buio, ma sulla luce che è arrivata dopo. Pozzoli ha voluto condividere la propria esperienza con la speranza di essere utile a qualcuno che si trovasse nella stessa situazione, invitando chi attraversa un malessere mentale a non sottovalutarlo e a chiedere aiuto il prima possibile: per se stessi, per i propri figli, per le persone care. Un appello che suona tanto più forte perché arriva da qualcuno abituato a far ridere, a costruire leggerezza, a trasformare anche le difficoltà familiari in materiale comico.