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Oscar 2026, Mr. Nobody Against Putin miglior documentario: il discorso di David Borenstein

Cinema
©Getty

Mr. Nobody Against Putin di David Borenstein vince l’Oscar 2026 come miglior documentario. Sul palco del Dolby Theatre il protagonista Pavel Talankin, insegnante russo che ha filmato di nascosto la propaganda nelle scuole dopo l’invasione dell’Ucraina, pronuncia un discorso potente contro la guerra: «Nel nome del futuro e dei nostri figli, fermate tutte le guerre ora». Un momento politico tra i più forti della notte degli Academy Awards.

Oscar 2026, miglior documentario a Mr. Nobody Against Putin

Alla notte degli Oscar 2026 (DIRETTA) (LOOK) il premio per il miglior documentario è andato a Mr. Nobody Against Putin, diretto dal regista David Borenstein.

Il film racconta una storia di resistenza silenziosa e quotidiana: quella di Pavel Talankin, insegnante russo in una scuola elementare che decide di documentare dall’interno i cambiamenti imposti dal sistema educativo dopo l’invasione russa dell’Ucraina.

Un film sulla propaganda nelle scuole

Il documentario nasce da una situazione paradossale.

Alle scuole russe era stato ordinato di introdurre programmi patriottici e messaggi a favore della guerra, con l’obbligo per gli insegnanti di filmare le lezioni per dimostrare di seguire le direttive statali.

Talankin decide però di usare quelle stesse riprese per un gesto di resistenza.

Trasforma le immagini girate in classe in un documentario clandestino, mostrando come il nazionalismo e la propaganda entrino progressivamente nella vita quotidiana degli studenti.

Il risultato è un racconto potente su come un sistema politico possa insinuarsi nei luoghi più fragili della società: la scuola e l’educazione.

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Il discorso sul palco degli Oscar

Sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles, David Borenstein ha ricordato il senso politico del film.

«Mr. Nobody Against Putin parla di come si perde un Paese», ha detto il regista.
«Lo si perde attraverso innumerevoli piccoli atti di complicità. Quando restiamo in silenzio mentre il potere controlla i media e decide cosa possiamo produrre e consumare».

Il discorso si è concluso con un messaggio di responsabilità individuale:
«Tutti noi affrontiamo una scelta morale. Ma anche un “nessuno” può essere più potente di quanto pensiamo».

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L’appello contro la guerra

Subito dopo ha preso la parola Pavel Talankin, protagonista del documentario.

Parlando in russo e tradotto sul palco da un membro della troupe, l’insegnante ha pronunciato uno dei momenti più intensi della serata.

«Per quattro anni abbiamo guardato il cielo cercando stelle cadenti per esprimere un desiderio», ha detto.
«Ma ci sono Paesi dove al posto delle stelle cadono bombe e droni».

Poi l’appello finale, accolto da un lungo applauso del pubblico:

«Nel nome del nostro futuro, nel nome di tutti i nostri figli: fermate tutte le guerre, ora».

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Quando un uomo qualunque diventa protagonista

Il titolo del film non è casuale.

Mr. Nobody Against Putin racconta infatti la storia di un uomo comune che, senza potere né visibilità, decide di opporsi a un sistema più grande di lui.

Ed è forse proprio questo il motivo per cui il documentario ha colpito l’Academy: la dimostrazione che anche un gesto minuscolo, se raccontato attraverso il cinema, può trasformarsi in una testimonianza universale.

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