Oscar, Anne Hathaway e Anna Wintour presentatrici per Migliori Costumi e Miglior Makeup
CinemaSul palco del Dolby Theatre, i fan di Il diavolo veste Prada hanno assistito a un momento iconico. La leggendaria direttrice di Vogue USA e ispirazione per Miranda Priestley, insieme all'interprete di Andrea Sachs, hanno regalato un’esibizione vivace e sorprendente per celebrare l’uscita del sequel. Realtà, cinema e moda si sono fuse, trasformando la serata in un omaggio al fascino del film e allo stile contemporaneo
Anna Wintour e Anne Hathaway hanno illuminato di glamour puro la cerimonia di premiazione degli Oscar 2026.
Un momento tanto atteso dai fan di Il diavolo veste Prada si è finalmente concretizzato sul palco del Dolby Theatre durante la cerimonia di consegna degli Academy Awards 2026. Anna Wintour, storica direttrice di Vogue America e musa per il personaggio di Miranda Priestley, e Anne Hathaway, interprete di Andrea Sachs, hanno regalato al pubblico un’esibizione giocosa e memorabile, in occasione della promozione di Il diavolo veste Prada 2.
La linea tra realtà, finzione e cinema si è così dissolta, trasformando la serata in un tributo al fascino del film cult e alla moda contemporanea.
In fondo a questo articolo potete trovare il video completo del momento in cui sul palco dominano la scena le due Anna, Wintour e Hathaway (anche se Hathaway come nome ha Anne, con la e finale... Per chi non lo sapesse, la diva di Hollywood condivide il nome con la moglie di William Shakespeare, che si chiamava proprio Anne Hathaway. Anche lei, la consorte del grande drammaturgo e poeta inglese, è una delle grandi protagoniste degli Oscar 2026: Jessie Buckley ha infatti vinto come Miglior attrice proprio nel ruolo della moglie del Bardo dell'Avon nel film Hamnet - Nel nome del figlio).
Tra realtà e finzione: il siparietto sul palco
Sul palco, la fusione tra mondo reale e immaginario è stata immediata. Il diavolo veste Prada 2 ha messo faccia a faccia Anne Hathaway, la vera Andrea Sachs, con Anna Wintour, alias la Miranda Priestley della vita reale.
La direttrice storica di Vogue America, non più a capo della rivista ma ancora indissolubilmente legata al personaggio che ha ispirato, ha apostrofato l’attrice con un caustico “Emily”, replicando la dinamica memorabile del film (Miranda non azzecca mai il nome di Andrea, chiamandola Emily, come l'altra assistente, interpretata da Emily Blunt) e confondendo i piani della finzione in maniera irresistibile. Non c’era Meryl Streep: a incarnare Miranda sul palco era Wintour stessa, la cui influenza sulla moda e sul costume negli ultimi trent’anni resta incontrastata.
Le due hanno presentato i premi per i Migliori costumi e Miglior trucco e acconciature, entrambi assegnati al film Frankenstein di Guillermo del Toro, ripercorrendo con ironia i celebri toni “florals for spring” e “groundbreaking” del film originale. Hathaway ha scherzato chiedendo a Wintour un’opinione sul suo abito (firmato Valentino Couture by Alessandro Michele), ricevendo il glaciale "E le candidate sono…", mentre successivamente, nell’annunciare la seconda categoria, ha ottenuto il lapidario "Grazie, Emily", citazione diretta a Miranda, che nel film chiamava il personaggio di Andrea come Emily, confondendo il suo nome con quello dell'altro personaggio della pellicola.
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Glamour e alta moda sul palco
Anne Hathaway ha incantato con un Valentino Couture by Alessandro Michele, selezionato dalla stylist Erin Walsh, che richiamava il glamour della Old Hollywood con guanti in raso di seta, scarpe Roger Vivier e una cascata di gioielli Bulgari tra orecchini pendenti e collana di grande impatto.
Anna Wintour, coerente con il proprio stile, ha indossato un abito aderente con applicazioni floreali e un blazer in pizzo nero firmato Dior, accompagnato dal suo iconico caschetto. L’unica concessione alla teatralità è stata la rimozione momentanea degli inseparabili occhiali da sole, durante il primo siparietto con Hathaway, già premio Oscar per I Miserabili. Breve, concisa e leggermente intimidita, Wintour è poi tornata dietro le lenti, mentre Hathaway ha proseguito con la conduzione della cerimonia.
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Il ritorno di Runway e delle protagoniste
Dopo il siparietto, l’attenzione si sposta al cinema: da aprile sarà nelle sale Il diavolo veste Prada 2, ambientato circa vent’anni dopo gli eventi del primo film. Andrea Sachs torna alla rivista di moda Runway, mentre Miranda Priestly, interpretata da Meryl Streep, cerca di muoversi tra social media e fast fashion, adattandosi a un contesto profondamente mutato.
Le due protagoniste si riuniscono con un’altra ex assistente di Miranda, Emily Charlton (Emily Blunt), ora a capo di un’importante azienda di lusso, figura chiave per la sopravvivenza della rivista. Al cast principale si aggiunge Kenneth Branagh nel ruolo inedito del marito di Miranda, mentre non compare Adrian Grenier, interprete di Nate Cooper e storico fidanzato di Andrea, suggerendo un’evoluzione nella storyline sentimentale della protagonista.
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Moda, cinema e nostalgia
La scenetta tra Hathaway e Wintour, prevedibile ma calibrata alla perfezione, ha saputo bilanciare la sospensione dell’incredulità - generando meme e commenti immediati - con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sul sequel dell’anno, appena accompagnato dal nuovo trailer ufficiale.
L’apparizione ha ribadito il legame indissolubile tra cinema e moda, celebrando un titolo che ha segnato un decennio di stile e cultura pop. Tra glamour, ironia e nostalgia, la cerimonia ha trasformato il palco degli Oscar in una passerella dove realtà e finzione si incontrano, confermando la continua fascinazione per Il diavolo veste Prada e per i volti che hanno reso il film un’icona senza tempo.