Tratto dal libro Cara Giulia di Marco Franzoso in collaborazione con Gino Cecchettin, il padre della ragazza, il titolo riprende un verso della poesia di Cristina Torres-Cáceres. La pellicola racconterà la storia della studentessa padovana di 22 anni uccisa con 75 coltellate l’11 novembre 2023 a Fossò dall’ex fidanzato Filippo Turetta, poi condannato all’ergastolo
Al via in Veneto le riprese del film Se domani non torno, che racconterà la storia di Giulia Cecchettin, la studentessa padovana di 22 anni uccisa con 75 coltellate l’11 novembre 2023 a Fossò, in provincia di Venezia, dall’ex fidanzato Filippo Turetta, poi condannato all’ergastolo. Tratto dal libro Cara Giulia. Quello che ho imparato da mia figlia (Rizzoli) dello scrittore Marco Franzoso in collaborazione con Gino Cecchettin, il padre della ragazza, il titolo riprende un verso della poesia dell’architetta peruviana Cristina Torres-Cáceres, citata dalla sorella di Giulia, Elena Cecchettin, e ripetuta come slogan contro il femminicidio nelle piazze. “Se domani sono io, se domani non torno, mamma, distruggi tutto. Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima”, recita il testo. Diretto dalla regista Paola Randi, che ha firmato anche la sceneggiatura insieme a Lisa Nur Sultan, e prodotto da Notorious Pictures in collaborazione con Mediaset e Sky, il film uscirà nei cinema il 5 novembre 2026. Il cast include Filippo Timi nel ruolo di Gino Cecchettin, Sabrina Martina nel ruolo di Giulia Cecchettin, Tecla Bossi nel ruolo di Elena Cecchettin e Tommaso Allione nel ruolo del fratello Davide Cecchettin.
UN FILM PER FARE RUMORE
“Se domani non torno non è la narrazione di un fatto di cronaca: è un film che nasce dall'urgenza di raccontare una storia che non aggiunga clamore a ciò che già conosciamo, ma che scavi più a fondo”, ha dichiarato la produzione. “Con l'appoggio e il supporto di Gino e della sua famiglia, quindi, il film porta al cinema gli intenti del libro Cara Giulia e della Fondazione Giulia Cecchettin [la fondazione creata da Gino Cecchettin allo scopo di prevenire e di contrastare la violenza di genere, ndr]. E vuole farlo nel modo più largo e trasversale possibile proprio per parlare a quei ragazzi e a quelle ragazze che, sempre più spesso, sono i protagonisti delle tante, troppe altre vicende simili a quella di Giulia; agli adulti, genitori, insegnanti, fratelli e sorelle, tutti noi, che in un modo o nell'altro abbiamo la nostra responsabilità̀ nella legittimazione di certi comportamenti”, ha aggiunto il Ceo di Notorius Pictures, Guglielmo Marchetti. “Siamo convinti che il cinema possa essere uno strumento di impatto sociale. Il film Se domani non torno vuole superare la cronaca e farsi veicolo di un messaggio civile, accessibile e necessario. Ringraziamo Gino Cecchettin, la sua famiglia, per la fiducia e l'apertura con cui hanno accolto la nostra proposta. Con umiltà e responsabilità, vogliamo trasformare questa testimonianza in un'opera collettiva che parli ai giovani, alle scuole, alla società tutta. Il nostro scopo è generare consapevolezza e contribuire al cambiamento”. La casa di produzione intende sostenere “con forza lo straordinario lavoro che Gino sta portando avanti attraverso la Fondazione Giulia Cecchettin, offrendole una nuova voce, etica e accessibile, e una concreta opportunità divulgativa che le permetta di parlare ancora più forte, stimolando ulteriormente un cambiamento positivo nella società in cui viviamo”. In un’intervista a La Repubblica, la regista Paola Randi ha poi spiegato che, negli ultimi anni, “si è aperto un dibattito più serio sull’educazione sessuale e affettiva nelle scuole. E soprattutto, per la prima volta, gli uomini sono stati chiamati in causa in prima persona anche da un uomo. In strada siamo scesi tutti: donne e uomini. Molto resta da fare, ma è cresciuto il numero di persone che chiede aiuto: significa che si crede di più alle istituzioni, che le donne si sentono meno sole. Elena ha detto: per Giulia non facciamo un minuto di silenzio, facciamo rumore. Questo film è il nostro modo di fare rumore”.