Da Fellini a Kubrick, sono tanti i grandi nomi della settima arte che si sono misurati con la festa della maschera per eccellenza. Magari non riferendosi esplicitamente al Carnevale ma comunque citandone il simbolo - la maschera, appunto - come segno di rivoluzione, invertimento dei ruoli, trasgressione protetta dall'anonimato. Le pellicole sono numerose e attraversano generi diversi, e anche epoche assai lontane. In occasione del Martedì Grasso, ecco una carrellata dei più memorabili
A cura di Camilla Sernagiotto
I film ambientati o che citano il Carnevale sono numerosi e attraversano generi molto diversi, e anche epoche assai lontane l'una dall'altra. In occasione del Martedì Grasso, che si celebra oggi (17 febbraio), ecco una carrellata dei più memorabili.
Tutte le notizie sul Carnevale
Il Casanova di Federico Fellini (1976). Federico Fellini costruisce un ritratto visionario e decadente del celebre seduttore nella Venezia settecentesca. Le sequenze del Carnevale, con maschere e coreografie grottesche, amplificano il senso di artificio e teatralità che permea l’intero film. L’elemento carnevalesco diventa metafora della molteplicità dell’identità e della finzione sociale.
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Il fantasma dell'Opera (2004). Adattamento cinematografico del celebre musical, è dominato da scenografie barocche e melodrammatiche. Il numero “Masquerade” mette in scena un fastoso ballo in maschera che richiama esplicitamente la tradizione carnevalesca europea. La maschera diventa strumento di rivelazione e occultamento, centrale nella dinamica tra i personaggi.
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Casanova (2005). Questa commedia romantica è ambientata durante il Carnevale di Venezia. Travestimenti e scambi di identità guidano l’intreccio amoroso e alimentano gli equivoci. Il Carnevale è qui motore drammaturgico oltre che cornice spettacolare.
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Orfeo negro (1959). Trasposizione del mito di Orfeo ambientata nel contesto del Carnevale di Rio de Janeiro. La musica, le danze e i colori della festa popolare costituiscono la struttura stessa del film. Il contrasto tra euforia collettiva e tragedia personale incarna l’ambivalenza tipica del Carnevale.
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Agente 007 - Vivi e lascia morire (1973). Capitolo della saga di James Bond ambientato in parte a New Orleans. Le sequenze durante il Mardi Gras sfruttano l’atmosfera festiva per creare tensione e ambiguità visiva. Il Carnevale diventa copertura ideale per intrighi e inseguimenti.
Padrona del suo destino (1998). Ambientato nella Venezia rinascimentale, racconta la storia di Veronica Franco. Le scene di Carnevale evidenziano il ruolo sociale della maschera come livellatrice temporanea delle gerarchie. L’ambientazione carnevalesca rafforza il tema della libertà e della trasgressione.
Alleluia (2014). Thriller psicologico ispirato a una storia vera, caratterizzato da un’estetica disturbante. Una sequenza ambientata durante un Carnevale europeo accentua il senso di smarrimento e dissimulazione. L’uso delle maschere enfatizza la perdita di identità morale dei protagonisti.
Tempo d'estate (1955). Melodramma romantico ambientato a Venezia. Pur non essendo centrato sul Carnevale, richiama l’immaginario veneziano di maschere e romanticismo sospeso nel tempo. L’atmosfera cittadina evoca l’iconografia tradizionale legata alla festa.
La maschera di ferro (1998). Film storico d’avventura ispirato ad Alexandre Dumas. La maschera imposta al protagonista è simbolo di identità negata e potere occultato. Il tema della maschera lo rende coerente con l’immaginario carnevalesco.
La maschera della morte rossa (1964). Adattamento gotico del racconto di Edgar Allan Poe diretto da Roger Corman. L’intera narrazione ruota attorno a un ballo in maschera decadente e sinistro. L’evento festivo si trasforma in allegoria macabra, ribaltando la gioia carnevalesca in tragedia.
Van Helsing (2004). Film d’azione fantasy diretto da Stephen Sommers, che rielabora in chiave spettacolare l’immaginario dei mostri classici della Universal. Si apre con un imponente ballo in maschera gotico nel castello di Dracula, sequenza costruita su coreografie, costumi elaborati e un forte contrasto tra eleganza aristocratica e minaccia soprannaturale. L’estetica carnevalesca contribuisce al tono barocco e iperbolico dell’opera, trasformando la festa in un dispositivo narrativo che prelude al caos e allo svelamento.
Madagascar 3 - Ricercati in Europa (2012). Film d’animazione in cui una scena chiave è ambientata durante il Carnevale di Monte Carlo. Colori accesi, costumi e parate creano un’esplosione visiva tipicamente carnevalesca. La festa diventa occasione narrativa per caos comico e spettacolarità.
V per Vendetta (2005). Distopia politica in cui la maschera di Guy Fawkes assume valore simbolico collettivo. Pur non legato al Carnevale tradizionale, richiama la dimensione sovversiva e liberatoria della maschera. L’anonimato diventa strumento di ribellione e identità condivisa.
Le Cheetah Girls 2 (2006). Musical adolescenziale ambientato in parte a Barcellona durante il Carnevale. Le scene di festa, costumi e musica integrano pienamente l’estetica carnevalesca. Il contesto festivo sostiene il tema della scoperta di sé.
Bravissimo (1955). Commedia diretta e interpretata da Alberto Sordi. In una delle sequenze più note compare una scena ambientata durante il Carnevale, che utilizza il clima festoso come sfondo ironico alle ambizioni del protagonista. Il contesto carnevalesco rafforza la dimensione satirica del film.
I vitelloni (1953). Film di Federico Fellini ambientato in una cittadina di provincia. Una celebre sequenza si svolge durante il Carnevale, momento di euforia collettiva che contrasta con l’immobilismo esistenziale dei protagonisti. La festa diventa specchio delle illusioni e delle frustrazioni giovanili.
Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano (1969). Diretto da Luigi Comencini, racconta la giovinezza di Casanova nella Venezia del Settecento. Il Carnevale è parte integrante dell’ambientazione storica e culturale. Maschere e ritualità sociale delineano il contesto in cui matura la personalità del protagonista.