
L'attrice romana celebra la leggendaria concittadina, la cosiddetta Nannarella. Dopo anni di studio e preparazione, Guerritore è pronta a portare al cinema la vita e la carriera di una delle più straordinarie interpreti della storia del cinema italiano. Il progetto, atteso da tempo, entrerà nella fase di produzione il 27 aprile, giorno in cui inizieranno ufficialmente le riprese
Nell’ambito del Bif&st 2025 in corso a Bari, Monica Guerritore ha parlato del suo nuovo progetto, atteso da tempo, che entrerà tra poco più di un mese nella fase di produzione: si tratta di un film con cui l'attrice porta sul grande schermo la vita e la carriera di Anna Magnani.
L'attrice romana celebra così la leggendaria concittadina, la cosiddetta Nannarella. Dopo anni di studio e preparazione, Guerritore è pronta a portare al cinema la vita e la carriera di una delle più straordinarie interpreti della storia del cinema italiano. Il progetto, atteso da tempo, entrerà nella fase di produzione il 27 aprile, giorno in cui inizieranno ufficialmente le riprese.
Monica Guerritore ha parlato di questo lavoro ambizioso durante il Bif&st 2025, la rassegna cinematografica che si tiene ogni anno nel maestoso teatro Petruzzelli di Bari. Con grande emozione, ha raccontato le sfide incontrate nel dare forma a un film che non è solo un omaggio, ma una vera e propria immersione nella personalità e nel talento di Anna Magnani. Accanto a lei, nella fase di scrittura, c’è stato Andrea Purgatori, sceneggiatore e giornalista scomparso di recente, al quale la pellicola sarà dedicata.
Un progetto che inizia dopo anni di preparazione
Durante l’incontro al teatro Petruzzelli del Bif&st 2025, Monica Guerritore ha esordito dicendo: “Dopo 3 anni di preparazione, molto complicati, il 27 aprile inizio le riprese del mio film su Anna Magnani. In questo tempo ho avuto l’opportunità di approfondire il personaggio che ho cominciato a costruire insieme ad Andrea Purgatori, a cui il film sarà dedicato”.
Tutto ruota attorno a una notte che cambiò tutto: il racconto del film incentrato sulla figura di Anna Magnani prenderà il via da un episodio emblematico nella vita della grande attrice romana: la notte del 21 marzo 1956. Quella sera, Magnani ricevette una telefonata destinata a entrare nella storia del cinema: l’Academy le comunicava che aveva vinto l’Oscar come miglior attrice protagonista per La rosa tatuata. Fu un evento senza precedenti, perché mai prima di allora un’interprete italiana aveva conquistato il prestigioso riconoscimento e mai una donna non madrelingua inglese aveva ottenuto quel titolo.
Quella notte, però, non fu solo il trionfo della carriera di Anna Magnani, ma anche il simbolo di una vita segnata da profonde contraddizioni. L’attrice apprese la notizia nella sua casa di Roma, stringendo in mano lo stesso telefono nero da cui, anni prima, Roberto Rossellini l’aveva lasciata per Ingrid Bergman. Un dettaglio carico di significato, che racchiude in sé il paradosso di un destino diviso tra il successo straordinario e le ferite personali.

Approfondimento
Anna Magnani, “Lasciami tutte le rughe” e le altre frasi famose
Un’icona fuori dagli schemi
“Per me è incredibile pensare che non esista un film su Anna Magnani, a cui, per comprenderne la vita, bisogna dare profondità a tutto quello che le è successo”, ha affermato Monica Guerritore a Bari. “Ha perso un figlio per poliomielite mentre girava Roma città aperta di Rossellini. Nonostante questo, tutti sono convinti che sia stato in quel momento che si è innamorata di Roberto: ma come avrebbe potuto una madre con un figlio morente pensare all’amore? È successo dopo, quando erano entrambi hanno vinto a Cannes e anche Rossellini ha perso un figlio: quello è il momento, nel dolore e nella vittoria partecipati, in cui tra i due nasce quell’amore, che durerà soltanto un anno e mezzo, ma cambierà la vita a entrambi”.
Guerritore ha sottolineato l’urgenza di raccontare la storia di una donna che ha rivoluzionato il cinema con la sua autenticità e la sua forza espressiva.
La vita di Magnani è stata un intreccio di successi e di prove difficili. Uno degli episodi più drammatici della sua esistenza si verificò proprio mentre girava Roma città aperta, il capolavoro di Roberto Rossellini che la consacrò tra le più grandi attrici del Neorealismo. In quel periodo, come Monica Guerritore ha sottolineato, il figlio dell’attrice fu colpito dalla poliomielite, e Magnani dovette affrontare le riprese con il cuore diviso tra l’arte e il dolore di madre.
Nel tempo, la sua relazione con Rossellini è stata spesso dipinta come una travolgente storia d’amore nata sul set. Ma Guerritore ha smontato questa narrazione romantica. Il loro legame, intenso ma breve, durò poco più di un anno e mezzo, ma lasciò un’impronta indelebile non solo nelle loro vite personali, ma nell’intera storia del cinema italiano.

Approfondimento
Inganno, il cast della serie tv Netflix con Monica Guerritore. FOTO
Il peso di un Oscar
Sebbene l’Oscar abbia rappresentato un momento di massimo riconoscimento per Anna Magnani, la vittoria segnò anche un punto di svolta che non fu del tutto positivo. Se da un lato il premio la consacrò definitivamente come una delle interpreti più straordinarie di sempre, dall’altro la rese un’attrice difficile da collocare nell’industria cinematografica dell’epoca, che si stava orientando verso volti nuovi e meno ingombranti.
“Il suo Oscar fa paura: è il momento in cui i registi diventano anche autori e iniziano a prendere le facce dalla strada, che bisogna pagare di meno e sono meno esigenti”, spiega Guerritore a Bari. “Magnani era troppo per loro: ha avuto problemi anche per Mamma Roma di Pasolini, perché rivendicava i diritti della sceneggiatura, a cui aveva collaborato per la costruzione del suo personaggio. Era diventata ingombrante, lo diceva lei stessa, ne era cosciente. Tutto si ferma dopo quel premio per lei, oltre alla sua carriera nel cinema, anche l’amore. Per questo i suoi occhi si scuriscono”.
Anna Magnani non era un’attrice nel senso più stretto del termine: era un’artista che non si limitava a recitare, vivendo semmai ogni ruolo con un coinvolgimento totale, partecipando attivamente alla costruzione dei suoi personaggi e delle sceneggiature. Come ha detto chiaramente Guerritore a Bari, anche un maestro come Pasolini dovette affrontare le sue forti richieste creative. La sua esigenza di avere un ruolo attivo nei film in cui recitava la rendeva una presenza imponente, a volte persino difficile da gestire per i registi. Con il passare degli anni, questa indipendenza artistica finì per isolarla, allontanandola gradualmente da un sistema che privilegiava interpreti più malleabili. Il declino professionale ebbe ripercussioni anche sul piano personale. La malinconia si fece strada nel suo sguardo, quello stesso sguardo che l’aveva resa una delle attrici più intense del suo tempo.

Approfondimento
Anna Magnani, divelto il busto dell'attrice a Trastevere
Le attrici e il cinema di oggi
Oltre a omaggiare Magnani, Monica Guerritore al Bif&st 2025 ha posto l’accento su una questione ancora aperta: la scarsità di ruoli per le attrici mature nel panorama cinematografico contemporaneo. Secondo l’attrice, le donne tra i 50 e i 60 anni trovano ancora poche opportunità per interpretare personaggi sfaccettati, spesso relegate a ruoli marginali, senza una rappresentazione autentica della loro età e della loro esperienza.
Un’eccezione è Inganno, la serie Netflix diretta da Pappi Corsicato, in cui Guerritore ha dato vita a un personaggio femminile forte e complesso, privo di filtri o idealizzazioni. Il progetto ha riscosso un successo straordinario, arrivando a essere distribuito in oltre 190 Paesi.
"Il cinema italiano non dà molto spazio alle donne nella fascia d’età tra i 50 e i 60, che sono in un momento di vita vuoto: passano dall’essere madri ad aspettare di diventare nonne. Inganno riempie quello spazio, e lo racconta senza falsità, passando attraverso un percorso che comprende anche umiliazioni. Gabriella parla al pubblico in maniera sincera, gli dice: guardami, io sono così, sono diversa dalla me diciassettenne e dalla me venticinquenne. Per questo sta avendo tanto successo”, ha detto Monica Guerritore, che ha sottolineato quanto sia importante mostrare donne reali sullo schermo.
Anche se la serie era nata come un prodotto autoconclusivo, il suo enorme impatto potrebbe portare a una seconda stagione. Tuttavia, per Guerritore, al momento c’è una sola priorità: il film su Anna Magnani. “Adesso c’è Anna, dopo vedremo cosa succederà a Gabriella”, conclude l’attrice, facendo partire uno scroscio di applausi.

Approfondimento
Inganno, serie con Monica Guerritore contro il tabù dell'età per amare
Un omaggio necessario a una leggenda del cinema
Il progetto cinematografico firmato da Monica Guerritore non è soltanto un tributo a una grande artista, ma un’opera che mira a riportare alla luce la storia di una donna che ha segnato un’epoca con la sua autenticità e la sua potenza espressiva.
Attraverso questo film, il pubblico avrà l’opportunità di riscoprire la straordinaria personalità di Anna Magnani, un’attrice che ha dato tutta se stessa al cinema, pagando a caro prezzo il suo talento e la sua indipendenza. E, ancora oggi, il suo nome resta un punto di riferimento per chiunque creda nel potere di un’interpretazione vera, vissuta e senza compromessi.