Ultima notte a Soho: la recensione del film con Anya Taylor-Joy

Cinema

Paolo Nizza

Un inquietante e  fascinoso thriller psicologico che ci porta nella Londra dei favolosi, ma non troppo, anni Sessanta.  Da oggi al cinema

I sogni muoiono all’alba. Magari dopo un un’ultima notte a Soho. Così il regista Edgar Wright firma un film a cui già pensava dal febbraio 2012. Quindi meglio tardi che mai. Perché, presentatp fuori concorso alla 78.ma edizione della Mostra del Cinema di Venezia, Last Night in Soho è un lisergico incubo al neon. Un portale parecchio à la page che ci traghetta tra la swinging London e i giorni nostri. E l’unica costante e Londra, una città che fa morire, come scriveva Hanif Kureishi. Una pellicola che esce oggi nella sale cinematografiche italiane e che ancora una volta l'eclettico talento della regina degli scacchi Anya Taylor-Joy, questa volta affiancata dalla ventunenne e talentuosa Thomasin tMcKenzie, vista di recente in Old di  M. Night Shyamalan

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“Così remiamo, barche controcorrente, risospinti senza sosta nel passato”. Con questo celeberrimo Fitzgerald chiudeva il Grande Gatsby. Ma in questa ultima notte a Soho, non c’è traccia di qualsivoglia luce verde e nessuno crede in un futuro orgiastico. Anzi, Eloise, la giovane protagonista del film febbricita per gli anni Sessanta. Un topolino di campagna con il sogno di diventare stilista. Un'adolescente catapultata nella metropoli feroce che non fa prigioniere, ma solo vittime delle proprie illusioni. Bullizzata dalle compagne di scuola, in primis dalla arrogante Giocasta, la ragazza si rifugia nella musica d’antan e nei cinema dove si proietta Agente 007 - Thunderball (Operazione tuono). Perché, come cantava Petula Clark: “The lights are much brighter there/You can forget all your troubles, forget all your cares/So go downtown/Things will be great when you're downtown/No finer place for sure downtown/Everything's waiting for you”.

I favolosi Sixties

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Da Brigitte Bardot a Cilla Black, sino a Julie Christie, le icone dei Sixties imperano per le strade di Soho. Aspirante ragazza Yéyé, la protagonista del film si  rifugia in una bionda frangetta e in un abito rosa pastello. La speranza è che il passato divori il presente e si trasfiguri in futuro. Solo che bisogna sempre stare attenti a ciò che si desidera perché potrebbe avverarsi. Sicché le notti della fragile Eloise iniziano a popolarsi di visioni notturne incentrate sulla presenza di Sandie, voluttuosa starlet, tanto affamata di successo. Tuttavia, il grazioso e stiloso fantasma dimostrerà alla sognatrice passatista che gli anni Sessanta non erano poi cosi favolosi.

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Dopo i bambini e gli animali, una delle cose più perniciose al cinema, è giocare con le doppie identità. Al netto della ovvia sospensione dell’incredulità, il rischio del ridicolo è alle porte, quanto le zanzare d’estate. La soluzione, al solito è scegliere le facce giuste. E Wright ha azzeccato tutto il cast. A partire dalle due protagoniste. La neozelandese Thomasin McKenzie (vista in Senza Lasciare Traccia, JoJo Rabbit e il Potere del cane, in concorso a Venezia 78) possiede il phisique du rôle per interpretare la timida passiva-aggressiva che si sente sempre fuori posto. Di contro Anya Taylor Joy può recitare pure l’elenco del telefono e riuscirebbe comunque ad ottenere l’attenzione dell’intero globo terracqueo. Non ce n’è: la regina degli scacchi vince sempre. Se poi aggiungete che del cast fanno parte l’indimenticabile Diana Rigg, ovvero Emma Peel, qui purtroppo alla sua ultima interpretazione,  il mitico Terence Stamp, e Rita Tushingham, un'icona degli anni Sessanta,  il gioco è fatto e la partita è in ghiaccio. E

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L’altra freccia nella faretra di Ultima Notte a Soho è aver evitato i cliché. Pur all’interno di una strada già percorsa da altri film, la pellicola ci offre un punto di vista originale. E tra echi di capolavori perturbanti come A Venezia un dicembre rosso shocking  di Nicolas Roeg e Repulsion di Roman Polanksi, il regista riesce a portarci in un’epoca lontana, pericolosa, fascinosa. Un mondo che, dietro i lustrini e le paillettes, nasconde orchi, pronti ad ingannare e a divorare fanciulle in fiore.  Perché, come canta Souxie in Happy House, la splendida canzone che accompagna una deglle scene più riuscite del film: "To forget ourselves/and pretend all's well/There is no hell". Così Tra chiffon e "abiti a tenda", il sogno si trasfigura in incubo. Ma, almeno al cinema, le speranze non muiono sempre all'alba


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 Eloise (Thomasin McKenzie) è una neo studentessa di moda appena arrivata a Londra per gettare le basi del proprio futuro, che è ossessionata dal passato e avrebbe voluto vivere lo splendore della Londra degli anni '60. Tuttavia, ha uno straordinario dono psichico che le permetterà di far avverare concretamente questo suo desiderio.

Varcando la soglia delle squallide aule studentesche, Eloise viene immediatamente intimorita dalla sua scintillante coinquilina Jocasta (Synnove Karlsen) e dai suoi amici modaioli. Nonostante i tentativi del suo più amichevole compagno di classe John (Michael Ajao) di darle coraggio, Eloise non sopporta i bagordi notturni, e trova una stanza in affitto in una vecchia casa di proprietà della signora Collins (Diana Rigg). È lì che, ancora incerta ma speranzosa del nuovo inizio, scivola nei sogni degli anni Sessanta.

Ma le sue visioni notturne sono solo dei sogni? Eloise si ritrova a vivere la vita di Sandie (Anya Taylor-Joy), una starlet degli anni '60, quando si infila nel Café de Paris. Sandie è un'aspirante cantante, ballerina, attrice, una star in cerca di successo. Tutti i sogni di Sandie sembrano potersi avverare quando incontra l'affascinante Jack (Matt Smith), un manager che potrebbe presentarla alle persone giuste per sfondare, ed Eloise viene trascinata con lei in un'avventura inebriante fatta di primo amore, riflettori e grandi sogni.

Eloise adotta immediatamente Sandie come modello e spirito guida, tingendosi i capelli per assomigliarle e vivendo per le notti in cui in sogno può ricongiungersi al passato. Ma quando la vita di Sandie prende una svolta più buia, Eloise capisce che il glamour degli anni '60 non è come credeva, e affiorano delle ombre che si riversano nell'esistenza quotidiana di Eloise, mentre i problemi di Sandie diventano per lei un cappio attorno al collo. Ci sarà un modo per cambiare il passato e salvare Sandie? Riuscirà Eloise a risolvere un antico mistero, prima che anche la sua vita venga messa in pericolo?  

 

 

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