Gary Oldman, i 10 migliori film dell'attore candidato all'Oscar per Mank

Cinema

Paolo Nizza

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Dopo aver vinto l’Oscar per “L'ora più buia”, la star inglese ha ottenuto nomination per il ruolo dello sceneggiatore di “Quarto Potere” nel film di David Fincher.  In attesa di scoprire se Oldman vincerà la statuetta, ecco la top ten delle sue migliori interpretazioni, da Dracula ad Harry Potter, da Leon a La Talpa.

"Io sono stato molto fortunato nella carriera, perché mi è capitato spesso di avere a che fare con personaggi davvero esistiti. Niente contro la finzione: la saga di Harry Potter è stata un mondo a parte che manda un messaggio positivo, di fantasia, ma io preferisco portare sullo schermo qualcosa di reale. Nella realtà c'è moltissimo materiale a cui ispirarti, non lo trovo affatto limitante, cambi unicamente il vestito".

Parola di Gary Oldman.  E la Dea Fortuna ha condiviso appieno il pensiero dell'attore visto che il suo primo agognato Oscar, Oldman lo ha vinto grazie all'interpretazione di Winston Churchill in L’Ora più buia. E grazie al ruolo del talentuoso e svalvolato sceneggiatore Herman J. Mankiewicz, Gary ha ottenuto una nomination come miglior attore protagonista. Come chioserebbe Amleto: “Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante tu ne possa sognare nella tua filosofia". Tant'è che scorrendo questa top ten arbitraria e soggettiva, spesso e volentieri si palesano figure realmente esistite: da Sid Vicious a Lee Oswald. Tuttavia anche nei personaggi di fantasia, come Dracula o Sirius Black, si avvertono schegge di realtà. E in fondo una delle molte doti di Oldman sta nel rendere credibile ciò che è incredibile.  Gary è un attore in grado di far percepire allo spettatore quei “brevi momenti di quiete prima della tempesta” per citare il Norman Stansfield di Leon.

 

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Mank (2020)

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Una delle cose più complesse per un attore è portare sul grande schermo un personaggio borderline.  Il cinema amplifica il corpo e financo l'anima. Sicché Il rischio del birignao incombe parimenti a un avvoltoio su una carcassa. Ma Gary Oldman riesce nel miracolo di interpretare un genio etilista e narciso, senza corrive gigionerie. Ridiamo e soffriamo insieme a Mank e non di Mank.  Perché. "La narrazione (per citare le parole di Herman J. Mankiewicz) è un unico grande cerchio, è come una girella alla cannella. Non è una linea dritta che punta all'uscita più vicina" E Oldman è talmente bravo che ci fa girare e perdere la testa.

L’ ora più buia (2017)

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"Sono sempre stato affascinato da Churchill e lo considero l’unico grande statista che abbiamo mai avuto. Ma non era di certo una figura che avevo mai preso in considerazione per un ruolo. Infatti, anni fa, si era presentata la possibilità e avevo rifiutato. Non si trattava tanto della sfida psicologica o intellettuale a bloccarmi, quanto la componente fisica. Intendiamoci, basta guardarmi…"   Per fortuna Gary Oldman ha cambiato idea.  E grazie a Kazuhiro Tsuji, il Picasso del Make Up e a un uno straordinario lavoro sulla voce e sulla postura, l'attore ha vinto il suo primo Oscar.

Gary Oldman in L'ora più buia - WEBPHOTO

La Talpa (2011)

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“Per costruire questo personaggio non ho dovuto faticare molto perché avevo a disposizione il libro di John Le Carré e la sceneggiatura in cui erano contenute tutte le intenzioni e i sentimenti del personaggio”. Si sa, i grandi attori hanno l’abilità dialettica di rendere pure i ruoli più complessi e stratificati estremamente semplici. Ed è il caso di George Smiley ex funzionario dei servizi segreti inglesi costretto al pensionamento anticipato a seguito d’un fallimento, che Gary Oldman impreziosisce con un arcobaleno di sfumature. Non a caso, l'attore inglese grazie a questo ruolo si è guadagnato una meritatissima nomination all'Oscar come miglior protagonista. D’altronde, come direbbe lo stesso Gary: “Gli attori sono tutti un po’ spie”.

Gary Oldman in La Talpa - WEBPHOTO

Il Cavaliere Oscuro (2008)

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Batman: l’uomo pipistrello sul grande schermo

“Un attore è alla mercé dell'industria e deve aspettare che gli vengano offerti ruoli interessanti. Christopher Nolan mi ha affidato il personaggio del commissario Gordon e ciò ha permesso di mostrare un lato inedito di me”. E in effetti Gary Goldman imbolsito e incredibilmente buono dopo aver interpretato una schidionata di villain, è un commissario Gordon assolutamente perfetto per la trilogia che ha riscritto il mito di Batman. Solo l’attore inglese poteva risultare dolente e credibile nella parte di una sorta di fratello maggiore del super eroe griffato DC. Un poliziotto che conosce la verità sull’uomo pipistrello e i suoi demoni. E in questo secondo capitolo quando pronuncia la frase su cui chiude il film è impossibile non emozionarsi: “perché Batman è l'eroe che Gotham merita, ma non quello di cui ha bisogno adesso. E quindi gli daremo la caccia. Perché lui può sopportarlo. Perché lui non è un eroe, è un guardiano silenzioso che vigila su Gotham, un Cavaliere Oscuro".

Gary Oldman in Il cavaliere oscuro - WEBPHOTO

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (2004)

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Harry Potter reunion, 19 anni dopo: i primi dettagli di Tom Felton

E’ noto che Gary Oldman accettò di partecipare alla saga del celebre mago di Hogwart per motivi prettamente economici. Tuttavia è proprio in casi come questo in cui si manifesta tutto il talento di un attore, quando è davvero grande. Diretto da Alfonso Cuaron, Oldman si ispira alle grandi figure shakespeariane e pure a John Lennon per vestire i panni di Sirius Black. Gary tornerà a interpretare il personaggio in Harry Potter e il calice di fuoco e Harry Potter e l'Ordine della Fenice.

Gary Oldmanin Harry Potter e Il Prigioniero di Azkaban - WEBPHOTO

Leon (1994)

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Luc Besson, 60 anni dedicati al cinema. FOTO

Norman Stansfield, il corrotto agente della Dea, è uno dei villain più iconici, mai apparsi sul grande schermo. Uno psicotico in abito beige, un sociopatico in fissa con la musica classica e le benzodiazepine. Un tutore del disordine che rimanda al Jack Torrance di Shining. L’alchimia con il regista Luc Besson è virtuosa. Gary Oldman è l’alter ego delirante e chiassoso di Jean Reno. E quando pronuncia questa celeberrima battuta è impossibile non essere al contempo terrorizzati e affascinati: “Adoro questi brevi momenti di quiete prima della tempesta. Mi riportano sempre a Beethoven. Riesci a sentirlo?! È come... quando poggi l'orecchio sull'erba. Riesci a sentirla crescere, riesci a sentire l'interno che passsssa! Ti piace Beethoven?! Adesso te lo faccio sentire... “

Gary Oldman in Leon - WEBPHOTO

Dracula di Bram Stoker (1992)

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I Migliori film con i Vampiri

La voluttà della fedeltà al testo. Francis Ford Coppola rilegge il romanzo di Stoker con l'estetica e il piacere dei cineasti delle origini. L'amore non muore mai. Il cinema nemmeno.  Gary Goldman in trine e cilindro attraversa gli oceani del tempo, con stile e possanza inusitati. Perché “La Fatina Verde che vive nell'assenzio vuole la vostra anima". Un film in cui le lacrime e il sangue si confondono. Sullo schermo, Il conte dai canini zannuti, non è mai stato così affascinante e seduttivo.

Gary Oldman in Dracula - WEBPHOTO

JFK- Un caso ancora aperto (1991)

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I migliori film e serie tv sulla famiglia Kennedy, da JFK a Jackie

Probabilmente era impossibile che un attore americano potesse interpretare Lee Harvey Oswald, ovvero, l'assassino del Presidente John Fitzgerald Kennedy, almeno secondo la versione ufficiale dei fatti. Sicché a vestire i panni dell’omicida venne chiamato l’inglese Gary Oldman. Sul copione non c’erano molte note riguardanti i personaggi. Oliver Stone chiese a Oldman di prepararsi al ruolo attraverso l’incontro con le persone che avevano avuto a che fare con l’assassino. Così Oldman ebbe modo di incontrare di persona la moglie di Oswald, Marina, e le sue due figlie.

Gary Oldman in JFK - WEBPHOTO

Prick Up-L’importanza di essere Joe (1987)

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I primi 60 anni di Gary Oldman

Quando il film usci negli Stati Uniti, la rivista Variety scrisse: “Gary Oldman è il miglior giovane attore britannico in circolazione”. E in effetti, nel biopic diretto da Stephen Frears, Gary Goldman riesce a restituire il tormento e l’estasi del drammaturgo inglese Joe Orton. Un autore così geniale da trasfigurarsi in aggettivo, ossia, "Ortonesque", termine anglosassone utilizzato per indicare qualcosa di "scandalosamente macabro". Orton morì a soli 34 anni, assassinato a martellate dal suo amante Kenneth Halliwell.

Gary Oldman in Prick-Up - L'importanza di essere Joe - WEBPHOTO

Sid e Nancy (1986)

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Sex Pistols, la storia del gruppo punk rock britannico. FOTO

Pesce bollito e melone. Fu questa la dieta estrema a cui si sottopose Gary Oldman per vestire i panni dell’emaciato Sid Vicious, bassista dei Sex Pistols, “l’anticristo del punk”, arrestato e poi rilasciato su cauzione con l’accusa di aver ucciso la fidanzata Nancy Spungen, e morto di overdose a 22 anni. Un regime alimentare che gli causò un ricovero in ospedale a causa dei troppi chili persi. Tuttavia la performance di Oldman fu assai apprezzata e fu fondamentale per la futura carriera cinematografica. E pensare che Gary rifiutò per due volte di interpretare il ruolo e in un’intervista rilasciata a Playboy nel 2014 ha dichiarato di non essere particolarmente soddisfato di come ha portato sullo schermo Sid. 

Gary Oldman in Sid e Nancy

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