L'appello delle star contro l'ICE, da Madonna a Pedro Pascal

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Hanno chiesto la chiusura immediata del Dilley Immigration Processing Center, in Texas, dove l’agenzia federale degli Stati Uniti per il controllo dell’immigrazione trattiene bambini insieme ai loro genitori

Nessun bambino dovrebbe essere rinchiuso in un centro di detenzione per immigrati”. Per chiedere la chiusura immediata del Dilley Immigration Processing Center, in Texas, dove l’Ice [l’agenzia federale degli Stati Uniti per il controllo delle frontiere e dell’immigrazione, ndr], trattiene bambini insieme ai loro genitori, numerose star, incluse Madonna, Pedro Pascal, Jane Fonda, Javier Bardem, Mark Ruffalo, Elliot Page e America Ferrera, hanno sottoscritto un appello pubblico. “I bambini trattenuti in quei centri subiscono traumi, vivono l’abbandono e sopportano condizioni che violano gli standard fondamentali di salute, sicurezza, dignità e diritti umani”, si legge nella lettera. “Le denunce di maltrattamenti contro i minori presentate in tribunale parlando del rifiuto di fornire acqua pulita, del cibo avariato contaminato da vermi, di una pericolosa negligenza medica, di privazione del sonno, di negazione dell’assistenza legale, della separazione dei bambini dalle loro famiglie e di ritorsioni contro le famiglie che protestavano contro queste condizioni disumane. I bambini appartengono alle scuole e ai parchi giochi, non ai centri di detenzione”. Secondo NBC News, dopo la stretta sull’immigrazione voluta dall’amministrazione del presidente Donald Trump, oltre 2300 bambini e i loro genitori sarebbero stati trattenuti per settimane o mesi nella struttura texana, dove “i bambini si sono lamentati di un’istruzione limitata, luci che non si spengono mai e cibo ammuffito”. La lettera prosegue: “Esortiamo il governo federale e CoreCivic a chiudere immediatamente la struttura di Dilley, a riportare bambini e famiglie nelle case e nelle comunità dalle quali sono stati portati via e a porre fine subito alla detenzione dei minori”. Infine, conclude con una promessa: “Il nostro impegno non finisce con la chiusura. Chiediamo trasparenza, assunzione di responsabilità e riforme sistemiche per impedire che questi abusi si verifichino in qualsiasi parte degli Stati Uniti”.

MS. RACHEL: "MI HA SPEZZATO IL CUORE"

Tra i firmatari della lettera aperta c’è anche Ms. Rachel, nome d’arte di Rachel Accurso, una figura dell’intrattenimento per bambini molto popolare negli Stati Uniti. La donna si sarebbe avvicinata al caso del Dilley Immigration Processing Center dopo l’arresto, avvenuto a Minneapolis da parte degli agenti federali, del padre di Liam Conejo Ramos, 5 anni, che è stato poi trasferito insieme al figlio nella struttura texana. Recentemente, la donna ha invece videochiamato Deiver Henao Jimenez, 9 anni, detenuto a Dilley con i genitori all’inizio del mese di marzo. Era la seconda volta che Ms. Rachel parlava con un minore detenuto, dopo la prima videochiamata a un bambino di nome Gael, 5 anni. “È stato incredibilmente surreale vedere quel dolce viso e avere la sensazione di essere al telefono con qualcuno che è in prigione”, ha dichiarato a NBC News. “Mi ha spezzato il cuore, è stata una cosa che non avrei mai pensato di trovarmi ad affrontare nella vita. Stiamo cercando di far uscire un bambino di prigione per partecipare a una gara di ortografia. Non avrei mai immaginato che queste parole potessero andare insieme”. Negli ultimi mesi, numerosi volti del mondo dello spettacolo si sono espressi contro l’Ice, ultimo fra tutti Bruce Springsteen, che alla fine di gennaio aveva pubblicato il brano di protesta Streets of Minneapolis e che il 31 marzo, proprio a Minneapolis, ha aperto il tour statunitense Land of Hopes and Dreams, dove ha attaccato l’amministrazione del presidente Donald Trump.

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