Il cineasta, Palma d'Oro a Cannes nel 2025 con "Un semplice incidente", si è visto confermare la pena a un anno di reclusione per "diffusione di propaganda contro la Repubblica Islamica"
Condanna a un anno di reclusione confermata per Jafar Panahi, regista iraniano Palma d'Oro al Festival del cinema di Cannes 2025 con Un semplice incidente. La Sezione 26 del Tribunale Rivoluzionario di Teheran ha confermato la condanna respingendo ufficialmente il ricorso presentato dal regista. Lo scrivono alcuni media iraniani, cui l'avvocato difensore Mostafa Nili ha annunciato la decisione durante una conferenza stampa.
Diffusione di propaganda contro la Repubblica Islamica
In base a tale sentenza, Panahi, oltre a dover scontare una pena detentiva e a un divieto di viaggio all'estero, è stato anche interdetto per due anni dall'appartenenza a partiti, gruppi e associazioni politiche o sociali. Le autorità giudiziarie iraniane hanno condannato Panahi per l'accusa di aver diffuso propaganda contro la Repubblica Islamica. La condanna era stata emessa in contumacia nel dicembre scorso, ricorda l'agenzia Tasnim, che aggiunge che la sentenza è soggetta ad appello presso la Corte d'appello provinciale di Teheran entro 20 giorni dalla data di notifica.
Leggi anche
Iran, Jafar Panahi condannato a un anno di carcere per propaganda
Il giudice che ha emesso la sentenza è sotto sanzioni Ue
A emettere la sentenza è stato il giudice Iman Afshari, noto per aver emesso sentenze severe nei confronti dei dissidenti e soggetto a sanzioni da parte dell'Unione europea. Secondo l'atto d'accusa, la condanna si basa su diversi motivi, tra cui la "realizzazione di un film clandestino" critico nei confronti del governo, il suo sostegno a diversi dissidenti e prigionieri politici e il suo appoggio al movimento di protesta "Donna, Vita, Libertà", nato nel 2022 dopo la morte in custodia della giovane curda Mahsa Amini.
Già due volte in carcere
Il regista 65enne, già incarcerato due volte in passato, è rientrato in patria il 30 marzo, nonostante la condanna, nel pieno della guerra scatenata da Stati Uniti e Israele contro la Repubblica Islamica, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Isna. Panahi era finito in carcere la prima volta nel 2010 per 86 giorni, e poi per sette mesi tra il 2022 e il 2023, venendo rilasciato dopo uno sciopero della fame. A gennaio si era espresso contro la repressione delle proteste antigovernative nel suo Paese, che secondo le Ong ha causato migliaia di morti. Figura di spicco della Nuova Onda iraniana e vincitore dell'Orso d'oro a Berlino nel 2015 per Taxi Tehran, aveva girato clandestinamente in Iran Un semplice incidente. Palma d'Oro a Cannes e candidato agli Oscar, il film racconta la storia di cinque iraniani vittime della brutalità e del regime arbitrario della Repubblica islamica, che credono
di aver finalmente catturato uno dei loro ex carcerieri.