William Orbit, scomparso a 69 anni: da Madonna ai Blur, All Saints e U2: i grandi successi

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William Orbit, produttore britannico protagonista del pop elettronico, è scomparso a 69 anni. La famiglia ha annunciato il 7 agosto che il musicista era morto nella sua casa il 23 luglio; la causa non è stata resa nota. Il suo nome resta legato soprattutto a Ray of Light di Madonna, a 13 dei Blur, a Pure Shores e Black Coffee delle All Saints e alle collaborazioni con U2, Pink, Melanie C. In carriera vinse tre Grammy su sette candidature e continuò a pubblicare musica da solista fino a The Painter, uscito nel 2022

William Orbit, produttore, compositore e musicista britannico che ha contribuito a ridefinire il suono del pop tra gli anni Novanta e i primi Duemila, è scomparso all'età di 69 anni. La notizia è stata annunciata il 7 agosto dalla famiglia e dagli amici attraverso i suoi canali social. Orbit era morto nella sua abitazione il 23 luglio 2026. Non è stata resa nota la causa della morte.

Il suo nome resta legato soprattutto alla collaborazione con Madonna e a Ray of Light, l'album del 1998 che segnò una delle svolte più importanti nella carriera della popstar. Ma il lavoro di Orbit attraversò generi e artisti molto diversi: dai Blur alle All Saints, dagli U2 a Pink, passando per Britney Spears, Melanie C, Robbie Williams e numerosi altri protagonisti della musica internazionale.

 

William Orbit e Madonna, la rivoluzione di Ray of Light

La collaborazione con Madonna rappresentò il passaggio decisivo nella carriera di William Orbit. I due avevano già lavorato insieme nei primi anni Novanta, quando il produttore aveva realizzato remix di brani come Justify My Love ed Erotica. Fu però nella seconda metà del decennio che il rapporto artistico si trasformò in una vera collaborazione creativa.

Pubblicato nel 1998, Ray of Light mescolava pop, techno, trance, ambient, trip-hop e drum and bass, costruendo un suono molto diverso rispetto ai precedenti lavori della cantante. Orbit contribuì in modo determinante a brani come Frozen, The Power of Good-Bye e la title track Ray of Light.

L'album portò Madonna verso una dimensione elettronica e sperimentale senza rinunciare alla struttura della canzone pop e divenne uno dei lavori più celebrati della sua discografia.

Ai Grammy del 1999 Orbit vinse per Ray of Light i premi per il Best Pop Vocal Album e la Best Dance Recording. Un anno dopo conquistò il suo terzo Grammy grazie a Beautiful Stranger, scritto con Madonna per il film Austin Powers: La spia che ci provava. In totale Orbit ha ottenuto tre Grammy su sette candidature.

Da Music a MDNA, le altre collaborazioni con Madonna

Il sodalizio tra i due non si interruppe con Ray of Light. Orbit lavorò anche a Beautiful Stranger e alla cover di American Pie, per poi partecipare alla realizzazione di alcuni brani dell'album Music del 2000.

Il produttore tornò a collaborare con Madonna molti anni più tardi, contribuendo a sei canzoni di MDNA, pubblicato nel 2012.

Orbit ha sempre riconosciuto il peso decisivo avuto da quella collaborazione nella propria carriera. Ancora nel 2026 aveva ricordato pubblicamente il rapporto con Madonna e l'importanza che Ray of Light aveva avuto nella sua vita professionale.

William Orbit e i Blur: l'album 13

Il 1999 fu un altro anno fondamentale. Orbit produsse 13 dei Blur, chiamato a lavorare con Damon Albarn e compagni dopo cinque album realizzati con Stephen Street.

Il gruppo stava attraversando una fase di profonda trasformazione e il produttore contribuì a costruire un disco più sperimentale, frammentato e distante dal Britpop degli anni precedenti.

Da 13 arrivarono brani come Tender e Coffee & TV. Damon Albarn avrebbe in seguito descritto il ruolo di Orbit durante le registrazioni paragonandolo a quello di uno “psichiatra”, per il modo in cui aveva accompagnato il gruppo in una fase particolarmente complessa.

Pure Shores e Black Coffee con le All Saints

Tra i lavori più popolari di William Orbit figurano anche due singoli delle All Saints.

Pure Shores, pubblicata nel 2000 e utilizzata nella colonna sonora di The Beach, raggiunse il primo posto della classifica britannica. Lo stesso risultato fu ottenuto pochi mesi dopo da Black Coffee.

In entrambi i brani sono riconoscibili alcuni degli elementi caratteristici del suono di Orbit: elettronica, chitarre, ritmi spezzati e una produzione capace di mantenere una forte identità pop.

Il produttore tornò a lavorare con le All Saints molti anni dopo, partecipando a due tracce di Testament, album pubblicato nel 2018.

U2, Pink e Melanie C

Nel 2002 Orbit lavorò anche con gli U2, producendo Electrical Storm, uno dei due brani inediti inclusi nella raccolta The Best of 1990-2000. Il credito di produzione è confermato dalla discografia ufficiale della band.

Collaborò inoltre a The Hands That Built America, brano utilizzato per Gangs of New York di Martin Scorsese.

Con Pink lavorò invece a Feel Good Time, singolo del 2003 inserito nella colonna sonora di Charlie's Angels: Più che mai. Il brano valse a Pink e Orbit anche una candidatura ai Grammy.

Orbit collaborò inoltre al debutto solista di Melanie C, Northern Star, ma — ed è qui che correggerei il pezzo pubblicato ieri — non produsse l'intero album. Produsse e co-scrisse il brano Go!, traccia d'apertura del disco. 

Dagli esordi con i Torch Song alla carriera solista

Nato a Londra nel 1956 con il nome di William Wainwright, Orbit aveva iniziato a lavorare nella musica elettronica già all'inizio degli anni Ottanta.

Nel 1980 fondò con Laurie Mayer e Grant Gilbert i Torch Song, formazione elettronica e ambient con cui pubblicò diversi album. In seguito diede vita al progetto Bassomatic, che ottenne successo nel Regno Unito con Fascinating Rhythm.

Parallelamente sviluppò una lunga carriera solista, soprattutto attraverso la serie di album Strange Cargo.

Tra i suoi progetti più conosciuti figura Pieces in a Modern Style, album nel quale rielaborò composizioni classiche in chiave elettronica. La sua versione dell'Adagio for Strings di Samuel Barber divenne uno dei brani più celebri della sua produzione.

L'ultimo album The Painter

Negli anni successivi Orbit continuò a lavorare sia come produttore sia come artista solista. Nel 2014 produsse la versione pubblicata di There Must Be More to Life Than This, duetto registrato negli anni Ottanta da Freddie Mercury e Michael Jackson e rimasto a lungo inedito.

Il suo più recente album solista, The Painter, è uscito nel 2022.

Con una carriera durata oltre quarant'anni, William Orbit ha attraversato ambient, dance, rock e pop senza identificarsi completamente con un solo genere. Il successo di Ray of Light rimane il punto più conosciuto della sua discografia, ma produzioni come 13, Pure Shores, Black Coffee ed Electrical Storm raccontano un'influenza molto più ampia sulla musica pop tra la fine degli anni Novanta e l'inizio del nuovo millennio.

Tra gli artisti che lo hanno ricordato dopo l'annuncio della scomparsa c'è stata Melanie C, che sui social ha espresso il proprio affetto per il produttore e il privilegio di aver lavorato con lui.

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