Bruce Springsteen ha diffuso sui social il brano inedito Streets of Minneapolis, scritto e registrato in pochi giorni dopo i recenti fatti avvenuti nella città americana. La canzone è dedicata alla popolazione di Minneapolis, agli immigrati e alla memoria di Alex Pretti e Renee Good, uccisi durante un’operazione dell’ICE
Una canzone pubblicata in pochi giorni
Bruce Springsteen ha pubblicato a sorpresa sui propri canali social un nuovo brano intitolato Streets of Minneapolis. Secondo quanto dichiarato dallo stesso artista, la canzone è stata scritta il sabato, registrata il giorno successivo e resa pubblica immediatamente dopo, come risposta agli eventi verificatisi a Minneapolis durante un’operazione dell’ICE, l’agenzia federale statunitense per l’immigrazione.
Nel messaggio che accompagna l’uscita del brano, Springsteen spiega che la canzone è dedicata alla città, ai “vicini di casa immigrati” e alla memoria di Alex Pretti e Renee Good, morti nel corso dell’intervento. Il testo si chiude con un invito alla libertà: “Stay free”.
Il racconto di Minneapolis nei versi
Il brano alterna una struttura inizialmente acustica a un arrangiamento più ampio e corale. Nei versi, Springsteen descrive una città segnata da scontri, proteste e repressione, citando esplicitamente l’azione delle forze federali. Minneapolis viene raccontata come uno spazio attraversato da tensioni civili e politiche, con immagini legate al freddo invernale, alle strade innevate e alla presenza armata degli agenti.
All’interno del testo vengono ricordati per nome Alex Pretti e Renee Good, citati come vittime degli scontri, in una narrazione che assume anche la forma di un omaggio commemorativo.
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I riferimenti politici
Nel testo della canzone compaiono riferimenti diretti all’amministrazione federale e all’ex presidente Donald Trump, menzionato nei versi come figura politica associata alle operazioni dell’ICE. Il linguaggio utilizzato da Springsteen è esplicito e colloca il brano all’interno di una tradizione di canzoni di commento sociale e politico.
Il ritornello include un momento di canto collettivo, costruito come uno slogan, che rafforza l’impianto da brano di protesta e la dimensione pubblica del messaggio.
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Un titolo che richiama il passato
Il titolo Streets of Minneapolis richiama volutamente Streets of Philadelphia, la canzone che Springsteen scrisse negli anni Novanta per l’omonimo film. Anche in questo caso, il nome di una città diventa il centro simbolico del racconto, legando una vicenda locale a temi più ampi come diritti civili, violenza istituzionale e memoria collettiva.
Con questa nuova pubblicazione, Springsteen torna a intervenire nel dibattito pubblico attraverso la musica, scegliendo una diffusione diretta sui social e un linguaggio che si colloca apertamente nel solco della canzone civile americana.