Da Ruffalo a Bardem, 100 star firmano una lettera a sostegno di Francesca Albanese

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Oltre cento figure del cinema e della cultura mondiale, da Mark Ruffalo a Javier Bardem, hanno firmato una lettera aperta a sostegno di Francesca Albanese. La relatrice speciale dell’ONU per i territori palestinesi è nel mirino di Francia e Germania, che ne hanno chiesto le dimissioni giudicando le sue parole su Gaza incompatibili con la neutralità richiesta dal ruolo. Gli artisti chiedono di tutelare l’indipendenza di chi documenta quanto accade sul campo

Oltre cento personalità internazionali del cinema, della musica e della cultura hanno firmato una lettera aperta per sostenere Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi. L’iniziativa arriva in risposta alla richiesta di dimissioni avanzata da Francia e Germania, secondo cui alcune recenti dichiarazioni della funzionaria italiana sulla situazione a Gaza non sarebbero compatibili con la neutralità prevista dal suo incarico ONU. La mobilitazione punta a respingere le pressioni politiche e a mantenere Albanese nel suo ruolo.

La mobilitazione degli artisti

La raccolta firme è stata promossa dal collettivo Artists for Palestine, attivo da anni sul fronte dei diritti umani. Tra i firmatari figurano Mark Ruffalo, Javier Bardem, Annie Lennox, Ken Loach, Brian Eno, Viggo Mortensen, Jim Jarmusch, la Nobel per la Letteratura Annie Ernaux e, per l’Italia, Asia Argento. Nel documento, gli artisti affermano di voler difendere l’autonomia del mandato di Albanese, il cui compito è monitorare e documentare eventuali violazioni del diritto internazionale nei territori palestinesi. La lettera esprime “pieno supporto” alla relatrice, ritenuta una figura essenziale per garantire un’osservazione indipendente sul campo.

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Le dichiarazioni al centro del caso diplomatico

L’appello degli artisti si inserisce nel solco delle tensioni tra la relatrice e i governi di Francia e Germania, che ne hanno chiesto formalmente le dimissioni a seguito di alcune dichiarazioni rilasciate nel fine settimana. Al centro della polemica, l'utilizzo del termine 'genocidio' per descrivere l'operazione militare a Gaza e l'espressione 'nemico comune dell'umanità', che i ministeri degli Esteri di Parigi e Berlino hanno interpretato come un riferimento diretto allo Stato di Israele, giudicandolo incompatibile con il dovere di imparzialità richiesto dal ruolo ONU. Albanese ha respinto le accuse, parlando di una 'manipolazione' delle sue parole e negando ogni forma di pregiudizio o intento antisemita.

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La questione dell’autonomia dell’ONU

Nel testo diffuso da Artists for Palestine, i firmatari richiamano la necessità di garantire piena indipendenza ai funzionari delle Nazioni Unite, soprattutto a coloro che operano in aree di conflitto. Secondo gli artisti, interferenze politiche possono ostacolare la capacità dei relatori speciali di svolgere correttamente il loro mandato. La lettera ribadisce che gli incarichi ONU devono essere esercitati senza pressioni esterne e che la documentazione delle violazioni dei diritti umani richiede un margine di autonomia pieno e riconosciuto a livello internazionale.

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